sabato 30 aprile 2011

scommetto che...

...non esiste una persona al mondo che abbia questo sguardo quanto canta. E' un misto di sofferenza, passione e concentrazione. Che meraviglia. (click to enlarge!)



"so what..?"

mercoledì 20 aprile 2011

Sognare l'impossibile... fino a che....

Si realizza.

Di botto.

Come un lampo che ti acceca.

Quante volte consapevolmente, d'impegno, o soltanto nel mio subconscio semplicemente ascoltando uno dei suoi brani, mi sono ritrovata a pensare "quanto vorrei dirgli cosa la sua musica è per me".

Talmente tante volte che ormai mi sembrava già successo. Come in un universo parallelo.

E stamani, quando mi sono alzata, il giorno dopo l'avverarsi di questo sogno, un sogno mi è sembrato.

Non ci credevo mica.

E forse non ci credo neanche adesso.

Non fosse che il ricordo, per niente offuscato nonostante stanchezza e sonno, dei suoi occhi chiarissimi che mi fissavano e mi studiavano come fossi una mappa geografica, mi stia invadendo la testa.

Ora, mi era ricapitato di fare la conoscenza di personaggi del genere, musicisti e non, ma non ho mai perso il controllo della mente o del corpo. Voglio dire, sono una persona socievole, comunicativa, estrosa, vivace, e a tratti magari pure simpatica. Non mi faccio problemi.

Stavolta però, cazzo, stavolta mi sono trasformata in un blocco di marmo.

Al locale ad aspettarlo, senza sapere se e quando si sarebbe presentato con il suo israeliano compagno di avventure musicali, mi tremavano le gambe.

Quando dietro alla luce fioca dei lampioni ho intravisto quei capelli lisci e gli occhiali non c'ho capito più una mazza.

Ma tipo apnea, tremarella, sudore freddo. Anche se fuori magari non si vedeva (o forse sì???). Michela mi stringeva la mano, per fortuna. Così sapevo che non era un sogno.

Nel momento in cui ho deciso di andare a rompergli le balle stava seduto (direi pure sbracato, seppure l'aggettivo non gli si addica) su un divanetto basso, di quelli quasi raso terra, con in mano un bicchiere con della roba rossiccia/fucsia (non chiedetemi cosa fosse). Io mi sono accucciata davanti a lui appoggiandomi sul divano per non perdere l'equilibrio - visto che le gambe se ne andavano per i fattacci loro.

Ci avrò parlato un minuto, forse meno.

"Where are you from?", mi ha chiesto, perché gli sembrava strano che fossi italiana e avessi il suo accento. Mi ha fatto i complimenti. Fortuna che non ero in piedi.

Non so perché le ragazze amiche della band hanno chiamato proprio noi. Anzi, in realtà lo so ma mi prendereste tutti per pazza se ve lo spiegassi, quindi mi limito a dire che è stato un caso, un colpo di fortuna, anche se chi mi conosce sa che non credo in nessuno dei due.


martedì 19 aprile 2011

ciao

Chi conosce l'origine di questo saluto italiano, ormai diventato internazionale?
Io l'ho scoperto adesso, sfogliando le curiosità su Venezia. CIAO deriva infatti da "s-ciavo vostro", saluto tipico Veneziano ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, divenuto poi s-ciavo, poi s-ciao, poi ciao.

lunedì 18 aprile 2011

habemus lavoro!!! (stagionale)

buondì a tutti.
Che poi non mi legge nessuno, ma ho bisogno di fingere.
Ho trovato lavoro. Mi hanno assunta la settimana scorsa per un lavoro stagionale come accompagnatrice turistica nella zona intorno al lago di Garda. Lavoro per una ditta britannica e accompagnerò turisti provenienti dal Regno Unito. Quanto di meglio potessi chiedere nel nord Italia, visto che la mia più grande paura era quella di dover lavorare con il tedesco!
Il 20 ho un incontro informale con la capa del personale, il 25 con tutti, capi e non, per la giornata di incontro formale con briefing e training, e a maggio si comincia. Sabato e basta libero, con due mattinate off in mezzo alla settimana.
Insomma, si prospetta un'ottima cosa, tra l'altro con una buona paga (e potenziali corpose mance).
Unico neo: il mio Lui, che era stato trasferito qua per lavoro, è stato richiamato in toscana proprio qualche giorno dopo la mia firma del contratto. Cinque mesi sola. Che mi serva di lezione.

lunedì 28 marzo 2011

e ora?

Laureata. 110 e lode. Dottoressa magistrale in Lingue per la comunicazione nell'impresa e nelle organizzazioni internazionali.
E ORA???
Eh, ora... si cerca lavoro. Ma mi sa che finirò come in una di quelle simpatiche vignette in cui si raffigura uno scheletro seduto a un tavolo con la didascalia "era un laureato in cerca di lavoro", o "aspettava un lavoro", etc.
Non per essere pessimista, ma cavolo qui tutti vogliono anni e anni di esperienza nel settore..!!
Ma dico io, se non mi fate cominciare dove me la vado a fare l'esperienza??
Vogliamo dargliela un po' di fiducia a questi giovani neolaureati per favore? Che poi proprio senza senza esperienza non sarei, visto che ho lavorato in un hotel a 4 stelle a Cambridge per 5 mesi. Il problema è che non ho lavorato come impiegata nel commerciale estero, dove mediamente si richiedono tra i 3 e i 5 anni di esperienza.
Così mi sto buttando a peso morto sul ricettivo (sempre tenendo conto anche degli annunci delle imprese ma senza farci la bocca) e vediamo cosa succede.

martedì 1 febbraio 2011

quasi al traguardo

Ho consegnato la tesi! Dopo aver quasi discusso in segreteria di facoltà per cazzate burocratiche per cui ho dovuto fare avanti e indietro tra segreteria e facoltà con valigia e borsone tre o quattro volte.
Ero così nervosa che sono scoppiata a piangere davanti alla prof. Ma anche per gioia. Infatti mi ha fatto una proposta molto interessante per il mio post-università. Ma non ne parlo adesso perché sono scaramantica.
Intanto, dopo cancellazioni di voli e sofferenze, io e mamma siamo riuscite a prenotare la nostra vacanza a Cuba (dal 28 febbraio al 13 marzo), il nostro regalo di laurea (si è laureata anche lei!).
Devo arrivare a marzo intatta. Ce la farò?

giovedì 23 dicembre 2010

Sperare o non sperare

Giornata piovosa. L'ennesima.
Mi ritrovo come ogni giorno a cercare di fare il mio meglio per portare avanti questa tesi, pur cosciente del fatto che non è colpa mia se sono in ritardo. Se solo la prof non mi avesse corretto sei capitoli tutti insieme (uno, tra l'altro, neppure le è arrivato) e se non mi facesse andare a Modena ogni volta per farmi vedere le correzioni ma me le inviasse per email (visto che ci hanno benedetto con internet!)...
Ma la Storia non si fa con i "se". Lo so bene.
Mamma si è laureata il 16 dicembre con 110 e lode e già pensa alla specialistica. Dio solo sa dove la trova la forza (e la voglia) di studiare.
Io più vado avanti più penso che una triennale e una specialistica a poco servano se il datore di lavoro non vuole che l'esperienza. E' anche vero che non ho una laurea in patatine, ma in lingue straniere, e ho anche una certificazione di lingua Inglese di massimo livello. Sto pure scrivendo la mia tesi in inglese, e spero serva a qualcosa anche questo. I miei 5 mesi di esperienza lavorativa all'estero (on my own) varranno forse di più di due fogli di carta con su scritto che sono dottoressa e dottoressa magistrale? Forse sì.
Io continuo a sperare, perché nonostante gli sconvolgimenti politici di questi ultimi giorni voglio ancora cercare un motivo per cui io possa essere felice di essere italiana.

mercoledì 1 dicembre 2010

buone notizie

In senso ironico però. Ieri ho appreso che forse ho una ciste ovarica (devo fare degli esami per capire), più altri problemucci che non sto a dire. Sono tre giorni che non faccio altro che starnutire e ho il mal di testa perenne. A parte questo, la prof ancora non mi ha risposto quindi resto in attesa, sperando di riuscire a finire la tesi entro la fine dell'anno. Lui è in alt'italia e lo rivedrò il 10 dicembre, mamma il 16 si laurea e anche lei di salute sta sempre peggio (come del resto l'università italiana).
Stento a vedere qualcosa di positivo in questo grigio periodo di novembre-dicembre, ma spero di essere cieca.

venerdì 26 novembre 2010

November snow

Citando e trasformando un titolo famoso della storia del rock...
La neve a novembre non l'avevo mai vista, m'a d'altronde non avevo mai trascorso un novembre al di sopra dell'Emilia-Romagna. Sono a Bedizzole (BS) e stamattina mi sono alzata in compagnia di un manto morbido - e per fortuna poco spesso - che ricopriva la strada fuori casa e i tetti e le macchine e i marciapiedi e tutto il resto. Ora tira un vento micidiale e pioviscola. A Siena piove. Dovremmo (vorremmo) partire prima di pranzo, perché in appennino chissà com'è la situazione. Anzi, mo' controllo visto che ci sono. Ho fame, ma i muffins che ho fatto ieri sono in macchina, insieme ai biscotti all'arancia che avevo fatto giorni fa. Quindi sto qui al calduccio che è meglio. "Qui" sta per "in ufficio da Bob", visto che mi ha portata con lui. Stasera concerto dei Dario Straits, cover band dei Dire Straits in cui suona mio padre. Prima volta in pubblico. Lui è piuttosto nervoso, ma so che andrà tutto bene.
Io nel frattempo, tanto per aggiornare sulla mia tesi, sono quasi in fondo all'ultimo capitolo, così mi mancano solo la conclusione e l'introduzione (che dovrei metterci poco a scrivere) e i due abstract in italiano e in spagnolo (che credo scriverò a gennaio).
Il 14 o il 15 dicembre si laurea mia madre, e il 26 gennaio andremo a festeggiare opportunamente la sua laurea avvenuta e la mia da venire con un bel tatuaggio a testa.

mercoledì 29 settembre 2010

Cartolina dall'Oktoberfest (München)

Ci sono giorni che aspetti per un anno intero. Questi tre giorni a Monaco, sono fra questi. E' la mia seconda volta tra questa folla smisurata di gente di mille nazioni, colori e profumi che sembrano trovarsi solo lì, in quel fagiolo immenso che è il parco dell'Oktoberfest.
Cammino con le narici attente: non passa inosservato il profumo di dolci e zucchero filato delle bancarelle con le tende a strisce, ma neanche quello di birra che esce dagli enormi stand dei birrifici (lo stesso che è rimasto impregnato in molte delle persone che mi passano accanto). Ho il raffreddore, credevo che non sarei riuscita a sentire a fondo quest'accozzaglia di profumi, e invece sono così forti che non posso resistergli. O forse è il ricordo che me li fa sentire. Forse li avevo registrati troppo bene perché me li potessi scordare.
Qui l'allegria regna incontrastata, e le nazionalità, da tante che sono, si fondono in una. Sì, perché quando si brinda con un bel boccale pieno di birra a quanto pare siamo tutti fratelli.

giovedì 2 settembre 2010

Cartolina dai monti (Malcesine - VR)

E' incredibile come quassù l'aria sia così diversa..
Mille e settecento e più metri di altitudine, ma non si sentono se non quando le orecchie si tappano in funivia.
I piedi sull'erba verde e fredda, cammino piano, ascoltando il terreno.
Trovo una pietra piccola ma abbastanza piatta da permettermi di starvi sopra in piedi senza cadere. Spalanco le braccia e chiudo gli occhi.
Il vento mi trapassa. Il silenzio è così forte che quasi mi dimentico di esistere.
Sono posti in cui la natura ci mette a nudo: non possiamo far altro che essere chi siamo.

mercoledì 1 settembre 2010

1/4 di secolo

Ieri ho compiuto 25 anni. Non avevo realizzato la cosa finché non ho visto il messaggio di auguri di mia madre mandatomi poco dopo mezzanotte e visto la mattina, nonché quello di mio padre che mi augurava un "buon quarto di secolo". Eh sì, sono arrivata a 25. Il che di per sé non ha niente di eccezionale, non fosse che è l'eta in cui avevo previsto di terminare gli studi (come sarebbe normale, poi). Quindi questo compleanno è stato come un avvertimento, il segno che finalmente sto per arrivare al traguardo dei 5 anni universitari, un segno che fra poco dovrò tuffarmi nel mondo del lavoro (speriamo non di testa contro un muro di pietra). Aspettative? Zero. Voglia? Ancora meno. Paura? Tanta, tantissima. Se non altro parto avvantaggiata, dato che per un po' Lui resterà a lavorare a Brescia e, essendo stato nominato responsabile della sede di qui, anche se dovesse tornare a Siena qui dovrà tornarci almeno una settimana-10 giorni al mese. Perfetto. Ho detto che parto avvantaggiata perché a Siena sicuramente troverò poco, invece a Brescia con tutte le imprese che ci sono ci sarà qualcuno che avrà bisogno di una neolaureata in lingue, no?(Era una domanda per farmi coraggio, non smontatemi!)