domenica 16 maggio 2010

quotes of the day

Com'è possibile che la religione, la quale pretende di essere più profonda di qualunque altra cosa, capisca l'umanità meno di qualsiasi ufficio del personale nel Paese?



Perché la religione è così deludente? Ti aspetti che ti dica cose che non sai, e invece non fa altro che ripeterti quello che già sai e che molto tempo fa hai deciso che è sbagliato.



"Noi siamo i pensieri di Dio?", chiede un manifesto. No, rifletto. E' il contrario.





(all quotes from Che fine ha fatto Mr. Y/The End of Mr. Y by Scarlett Thomas)


almost done

Ok... manca poco. Ovvero due esami, una certificazione di Spagnolo che darò il 27, e la tesi. Quindi per Novembre penso di farcela. Intanto la mia vita scorre tra musica, libri e amore, cercando di far bilanciare il tutto aggiungendo a volte anche gli amici e la famiglia.
Il 22 (o forse il 21, ancora non ho deciso) partirò per Bibbona, diretta verso la nostra reunion annuale, cioè la reunion del pinkfloydsound forum durante la quale si suona, ci si diverte, si mangia, si beve, si cazzeggia. Mi mancano tutti quanti.
Proprio adesso che torno da Modena in via definitiva, a fine mese, manderanno il mio amore a Brescia in trasferta per lavoro, per tre mesi. Se riesce a trovare una casa in affitto (a spese della ditta, ovviamente) bene, sennò toccherà continuare a vedersi solo il fine settimana anche d'estate. Che palle. Far stare in piedi una storia così richiede sforzi enormi di sopportazione - per quanto ovviamente possa esserci di peggio -, e sinceramente speravo che una volta tornata da Modena ci saremmo potuti godere il nostro meritato tempo insieme. Fortuna che da una settimana a questa parte sto a Modena solo tre giorni, sennò impazzirei. Che poi ho pure litigato di brutto con quella testa di minchia che mi ritrovo tra le coinquiline, roba da non credere che esista al mondo una donna così stupida. Comunque, manca poco quindi adotterò (come sto già facendo) la regola "Non ti curar di lor, ma guarda e passa".

Statemi bene.

mercoledì 17 marzo 2010

It's Porcupine tree AGAIN


Ebbene sì! 14 luglio 2010, al Pistoia Blues. Non riesco a credere al fatto che li vedrò (ma soprattutto sentirò) per la seconda volta live in meno di un anno!!! Ieri ho comprato i biglietti, uno per me, uno per Lui e uno per daddy. Non ricordo quand'è stata l'ultima volta in cui sono andata a un concerto con babbo, ma dev'essere stato diverso tempo fa. Nel dirlo a mamma mi è quasi dispiaciuto so che anche lei verrebbe volentieri a un concerto con me, ma non abbiamo proprio gli stessi gusti. O comunque non esattamente identici. E d'altra parte neanche potrei portarceli tutti e due.. Comunque sia, spero di andare a un concerto con lei al più presto perché sarebbe divertente. Mi ricordo il mio primo concerto rock, fu proprio con lei. Andammo a vedere Ligabue, che ancora non era famoso, all'epoca di Lambrusco coltelli rose e pop corn. Sarà stata l'estate del '92. Festa de L'unità a Siena. Lo ricordo come se fosse ieri. E ricordo anche il gilé improbabile che indossava il Liga. Adesso si è rinfinocchito talmente tanto che mi viene il vomito ad ascoltare i suoi pezzi.
Ma tornando ai miei adoratissimi porcospini.... Non so esprimere a parole la mia gioia. E' stato il concerto più bello della mia vita, per quanto ne abbia visti diversi, e sono certa che il prossimo non sarà da meno. E poi molto probabilmente verrà giù anche Stefano, il "colpevole", nel senso che mi ha attaccato la porcupinite-wilsonite acuta che non si cura, così finalmente riusciremo a vederli insieme! E finalmente lo presenterò a Lui. Ci tengo che si conoscano.

lunedì 15 marzo 2010

quote of the day

Che sporco traditore sa essere il cuore
senza la gran bella testa trepidante di una donna!

[Irene Bernardini, Vanity Fair no. 10/2010]

martedì 9 marzo 2010

Let it snow... ma anche no!!




Ennesima nevicata. E dire che è il 9 marzo e fa più freddo di come fu a Dicembre. Non so mica se resisto senza dare di matto! Spero proprio che non geli o che non vengano tipo 30 cm di neve, perché giovedì devo andare a Bologna per il tirocinio, verso le una, e venerdì devo andare a casa (dopo 8 ore di tirocinio sempre a Bologna). Tra l'altro venerdì è pure sciopero generale, ma fanculo tanto io vado con il pullman della Sena. Al limite mi affiderò a un taxi per farmi portare all'autostazione.
A parte questi deliri sul tempo e sulla logistica, direi che oggi è andata piuttosto bene. Ho infatti potuto parlare con la Poppi stamattina per la mia tesi, ed è rimasta entusiasta del materiale che avevo trovato. E poi le è anche piaciuto come voglio sviluppare la mia analisi. Mi ha dato consigli, è stata carinissima. D'altronde la sua disponibilità è uno dei motivi per cui ho scelto di laurearmi con la sua materia (Comunicazione Interculturale e varietà della lingua Inglese).
Domani lezione di mattina proprio di fianco a casa, ma nel pomeriggio avrò lezione di spagnolo in Corso Emanuele, dall'altra parte rispetto a via Emilia centro.... Speriamo che non congeli stanotte sennò domani pattino!!!

venerdì 12 febbraio 2010

Elio & le storie tese - live @ Teatro verdi, Firenze.


Che figata! Non li avevo mai visti dal vivo. Cioè, li avevo sentiti suonare in tv ma non ero mai stata a un loro concerto. Spaccano veramente di brutto. E la corista è spettacolare! La voglio da mettere sul comodino di camera (anche Faso, per cui provo un amore incontenibile)!

E poi ci sono andata con Lui, il che ha reso tutto ancora più bello, se possibile.

Il teatro rappresenta un valore aggiunto ulteriore per una band che suona dal vivo, e poi spesso come loro. Sì perché l'atmosfera teatrale è unica, ti senti come a casa accanto al caminetto, la gente fa casino lo stesso ma in maniera composta (per quanto composta possa essere a un concerto degli Elio e le storie tese).

Christian Mayer è decisamente la dinamica fatta persona, e suona come se la sua vita fosse legata a doppio filo con le sue bacchette. Faso... beh, Faso è uno dei bassisti migliori in circolazione, lo sappiamo. E' miele per le orecchie. E fa pure i ballettini coreografici, il che è un altro punto in suo favore. E poi cazzo, quel basso è stupendo. Rocco che spippola con la tastiera per fare la vocina ultrasonica poi, non ha prezzo. Cesareo in versione canarino che tra lui e la chitarra facevano luce, mi ha davvero commossa quando ha iniziato a cantare Alfieri. E' un chitarrista eccezionale, e fortunatamente non è un cantante, ma ci ha messo il cuore quando cantava, lo stesso che ci mette quando suona. Elio... è Elio. Dal vivo è una bestia, e ha un'estensione vocale raccapricciante. Prende certe note talmente basse che ti chiedi se esistano, e talmente alte e di petto che ti chiedi se non possa scoppiare da un momento all'altro. Paola, la cantante/corista è davvero bravissima. Voce da cantante stile anni '50 ma più piena ancora, precisa come uno sputo, gioiosa, solare. Perfetta.

Insomma, voto 110 e lode al miglior gruppo d'Italia.


giovedì 11 febbraio 2010

quote of the day

"La paura di conoscere è la paura di conoscersi,
che è la paura di cambiare"

La prof.ssa Carolina Scaglioso durante una lezione di Pedagogia Interculturale
all'Università per Stranieri di Siena, A.A. 2006/2007

aiuto....

Ho bisogno che qualcuno recuperi la mia voglia di studiare...
Sarà che sto studiando ininterrottamente da dicembre per quest'esame di Economia (e per quello di Inglese), sarà che ogni giorno che passa guardo il telegiornale e mi cascano le braccia perché non so se mai riuscirò a trovare un lavoro... Sarà che ho bisogno di uscire dalla mia condizione di studentessa ma non ne ho più la forza, dopo quasi 5 anni...
So che probabilmente le persone che si sentono così in questo momento sono molte, non sono certo l'unica, quindi là fuori ci sarà pur qualcuno che mi capisce..
Ho appena terminato la parte sui Trust e, prima di buttarmi a corpo morto sulla finanza islamica, ho deciso di finire di ripassare l'articolo di inglese che avevo cominciato ieri in uno slancio di ottimismo.
Non mi invidiate, eh?
Non passa giorno in cui non mi svegli con il pensiero di me seduta a una scrivania a lavorare per un'impresa di import-export, o dietro una cattedra a insegnare a ragazzi stranieri. Prima o poi succederà, mi dico. Ma è un momentaccio tale che non mi viene proprio spontaneo pensarlo.

Mi sto specializzando in lingue per l'impresa e le imprese italiane stanno collassando.

So che non dovrei essere il solito bicchiere mezzo vuoto, ma ora proprio non ci riesco a pensare positivo da questo punto di vista.
Mia madre ogni volta che intacchiamo l'argomento mi ribadisce la sua preoccupazione, però poi mi dice "mi raccomando, però, non ti accontentare del primo lavoro che ti capita!". Eh certo, perché secondo te ho anche scelta? O forse dovrei dire "l'avrò", dato che la mia laurea è ancora lontana (forse novembre). Ma lei non ha colpa, cerca solo di essere realista da un lato e non buttarmi troppo giù dall'altro. Io preferisco non pensarci, quando ci riesco. Raramente.

domenica 31 gennaio 2010

ingiustizie

Il titolo di questo post si riferisce al fatto che a volte, in ambito universitario è il caso mio ma vale per tanti altri ambiti, non importa quanto culo ci si sia fatti, se il prof (o chi in questione) ha deciso che non ci meritiamo quel voto, non ce lo darà.
Una delle mie prof di infatti si è divertita a farmi parlare per un buon quarto d'ora, poi mi ha fatto una domanda (e ho risposto bene), infine un'altra, alla quale si potevano dare 4 risposte in base cioè a 4 diversi autori. Io ho risposto a tre, perché quello che voleva sapere lei proprio non me lo ricordavo. Insomma... Mi voleva dare 20.
Ora, io posso anche accettarlo un 20 se me lo merito e se so che di più non posso fare, ma non era proprio questo il caso. E soprattutto, non era proprio la materia per cui mi potessi meritare un voto del genere. Insomma... dai... 20... Non sarà certo un genio, ma anche un coglione si dovrebbe rendere conto che il 20, per come mi esprimo in lingua, proprio non ci sta. Anche solo per questo. 20 si dà a chi non ha aperto bocca per non dare 18.
E il bello è stato che alla parte pratica che c'era stata la mattina, ovvero un'interpretazione in consecutiva, avevo preso 30. E non penso ce ne siano stati altri. Magari poteva anche tenerne conto, no?
Ma non pensiamoci. Anche perché adesso sono a casa con Lui e non voglio rovinarmi la domenica a pensare a cose successe ormai già qualche giorno fa. Mi rimbocco le maniche per la seconda volta, e le faccio capire quanto è stata idiota.

giovedì 7 gennaio 2010

Dovrei studiare...

....ma sono a pezzi. Dopo il quasi attacco di cistite di ieri, oggi ho mal di testa, raffreddore e mal di gola. Mi sento come se mi avesse stirato un tir. E poi il fatto che la roba che devo studiare per l'esame del 19 sia terribilmente noiosa e incredibilmente inutile non aiuta. Per la prima volta nella mia vita sto odiando studiare inglese. Anzi, forse è la seconda, dato che anche per prepararmi al Proficiency l'inglese mi ha fatto dare di matto. Così mi ritrovo qui a scribacchiare su questo blog mentre ingurgito litri di infuso di gramigna.
E poi che altro.... oggi sono un anno e cinque mesi che sto insieme a Lui e mi sembrano dieci anni. Mi sembra passata un'eternità da quel giorno in cui prese l'aereo e venne a Cambridge per "prendermi".
Ho trascorso il primo Natale tranquillo da non so quanti anni, e anche la Befana non è stata male. E poi tutto è più facile con Lui al mio fianco.
Il 5 febbraio arriveranno i risultati del Proficiency, il che vuol dire tra un mese. Ma non ci voglio pensare adesso, proprio no.
Tra le novità c'è un tatuaggio non ancora fatto, sto accordandomi con mio tattooer per un appuntamento a gennaio o a febbraio. Sarà il quinto della serie, e non certo l'ultimo.

martedì 15 dicembre 2009

Before the speaking test

Mamma mia.. Non ci posso credere che siam già al giorno prima dello Speaking! Il 10 ho fatto tutto il resto della certificazione Proficiency, quindi Reading, Writing, use of English e Listening. E' l'esame di massimo livello, indispensabile per laurearsi con Inglese prima lingua. Ho voluto farlo esterno (quello in data ufficiale in tutto il mondo, insomma) perché così almeno mi rimane un foglio di carta in mano come premio al mio sforzo e al mio esaurimento.

Oltre al Proficiency ho ovviamente altri due esami, ma niente di troppo preoccupante, solo un commento a un sottotitolaggio di un film in spagnolo e un sottotitolaggio fatto da me e altri tre poveri disgraziati di Matando Cabos, film messicano geniale e esilarante. Però, cazzo, complicatissimo. Sarà che, causa Proficiency, lo spagnolo non lo sto proprio cagando...
Vabbè, comunque, a parte queste menate sono very very happy perché venerdì sera torno a casa (mi passa a prendere il mio amore che viene giù da Brescia) e sabato si va tutti al Rock Factory (scuola di musica del chitarrista del mio boyfriend) a fare festa e ad ascoltare tanta buona musica live (fra cui quella dei Tesla Effect, il gruppo del mio amore).
Ora mi dedico al cazzeggio amaro, tipo mi guarderò un po' di Veronica Mars (sì, lo so, arrivo sempre dopo la messa) e poi vedrò di finire (o quasi) "Il Pendolo di Foucault" di Umberto Eco (strabello, ma complicatissimo. Si sa com'è Eco).

Hasta luego, gente.

martedì 24 novembre 2009

insonnia

Buonasera...
O forse dovrei dire buonanotte?
Sono in camera mia a Modena seduta sul letto, in camicia da notte e occhiali (la mia versione peggiore, insomma) e cerco di fare qualcosa che mi distragga dal pensare. Periodo stressante, questo: tirocinio e lezioni, esami da preparare e, dulcis in fundo, il Proficiency il 9 dicembre (lo speaking il 16). Non mollo, anche se, devo ammetterlo, barcollo parecchio, se mi perdonate la citazione. Sono arrivata al punto in cui vado avanti per inerzia, tra un acciacco e l'altro, cercando di non badare troppo alle giornate storte e alle brutte notizie. Per fare questo, mi aggrappo a quello che di buono c'è nella mia vita: la mia famiglia, i miei cd preferiti, i libri, il mio racconto a metà scrittura, gli amici, Lui... L'ho messo per ultimo ma, per quanto riguarda il fine settimana appena trascorso, dovrebbe essere il primo. Mi è stato vicino come nessun altro aveva mai fatto, mi ha fatta sentire amata e protetta. Non che la mia famiglia non lo faccia, ci mancherebbe, ma a volte ho bisogno che sia lui a farmi sentire quanto sono importante. A tratti ci riesce meno, forse perché non ci si impegna abbastanza o non ha tempo per pensarci, stanco com'è (ne fa mille, pure lui). Ma quando azzecca la mossa giusta, che può essere una qualunque minima ma importantissima cosa (adoro i dettagli), he makes my day. Insomma... come si dice in italiano... (non credo ci sia un'espressione equivalente con "giorno"), mi fa sentire al settimo cielo, o una cosa del genere. E' bello che quando tutto il resto corre e tu cerchi di seguirlo come puoi, la persona che ti sta al fianco ti sappia rendere felice senza che tu lo chieda.

lunedì 9 novembre 2009

IL TEMPO VOLA: sintesi di un sogno

E’ proprio vero, time flies.


Il concerto è durato più di due ore, ma sono passate come una folata di vento autunnale, di quelle che passano giusto per dare una scossa alle foglie degli alberi e per far ballare quelle che già giacciono a terra.

Io ero una di quelle foglie: aspettavo l’inizio di quel sogno non tanto distante dal palco, consapevole del fatto che sarebbe stato il concerto più bello a cui avrei assistito.


Ho aspettato l’arrivo del mio ragazzo e di un nostro amico alla stazione, impaziente e infreddolita. Nonostante fossero usciti da lavoro alle sei, sono arrivati in tempo e

siamo riusciti ad entrare verso le 20 e 40.


Il gruppo spalla ha iniziato a suonare poco dopo e, tra il fatto che non vedevo l’ora che il “vero” concerto iniziasse, tra che quel gruppo non è che mi stesse piacendo molto, la mia prima ora all’Estragon sembrava non passare mai.


Poi, ad un tratto, parte una base che riconosco subito. Stavo parlando non ricordo con chi e mi sono interrotta, il mio respiro si è fermato, gli occhi rivolti verso il punto in cui sarebbero entrati i miei adorati porcospini.


La prima parte del concerto se n’è andata che neanche me ne sono resa conto, con solo un breve discorso di Steven dopo The blind house nel quale ci annunciava che avrebbero eseguito tutti e 55 i minuti a dritto. E’ stata una bella notizia, anche se già sapevo che l’avrebbero fatto.


Ho trattenuto a stento le lacrime su Kneel and disconnect, pezzo brevissimo ma intensissimo, di una dolcezza disarmante. Ma non ce l’ho fatta a trattenermi su I drive the hearse. Gli occhi incollati a Steven, non vedevo altro.


Dieci minuti di pausa, poi, con il timer che faceva il countdown sullo schermo. Sono rientrati spaccando il secondo e ci hanno regalato una seconda parte da brividi.


Non li avevo mai visti live, e perciò non potevo neanche immaginare che Anestethize dal vivo fosse così bella. Hanno eseguito la parte centrale ed è stato come essere trascinati in un vortice senza fine. Mi tremavano le gambe.


La mai gioia è triplicata poi, nel sentire anche Way out of here. Che pezzo, ragazzi. Mescola tristezza e rabbia in una maniera così naturale che se non sei preparato ti sconvolge, roba da restarci secchi. Ma Wilson ci sa fare, quando si tratta di mischiare i sentimenti e le emozioni, anche se antitetiche fra loro. Come la dolcezza strumentale di Remember me lover che si incolla alla perfezione a un testo così

cattivo e vendicativo. Non credevo che avrebbero fatto anche quella, e invece...


Un altro pezzo che mi ha entusiasmato è stato Buying new soul. Rotolante, sinuoso, ipnotico, le voci morbide di Wilson e Weasley ad accarezzare le nostre orecchie affamate.


Dulcis in fundo, The Sound of Muzak e, ovviamente, Trains. E proprio su Trains mi sono scoperta a piangere in silenzio, quasi involontariamente, lacrime bollenti come le mie mani che battevano a tempo con la chitarra di Steven.


Harrison superlativo, Edwin sempre con la sua espressione sorniona e soddisfatta che accompagnava i suoi movimenti, Barbieri concentratissimo, un Weasley come non me lo aspettavo (precisissimo con la voce, si è fatto pure un paio di ritornelli da solo), mentre Wilson... beh, sono di parte, lo so, ma è stato incredibile.


Che poi a un certo punto gli è preso il matto, roba da chiodi. Wilson che cantava

Trains, tranquillo, e gli altri che si tiravano addosso quelli che credo fossero cubetti di ghiaccio o roba simile. :)


Insomma... rissumento le mie impressioni, (che non sono state molto tecniche, come avrete capito.. )non so se sia stato meglio di come me lo aspettassi, so solo che il sogno di un concerto perfetto sarebbe stato così.