Visualizzazione post con etichetta Scorci letterari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scorci letterari. Mostra tutti i post

mercoledì 29 settembre 2010

Cartolina dall'Oktoberfest (München)

Ci sono giorni che aspetti per un anno intero. Questi tre giorni a Monaco, sono fra questi. E' la mia seconda volta tra questa folla smisurata di gente di mille nazioni, colori e profumi che sembrano trovarsi solo lì, in quel fagiolo immenso che è il parco dell'Oktoberfest.
Cammino con le narici attente: non passa inosservato il profumo di dolci e zucchero filato delle bancarelle con le tende a strisce, ma neanche quello di birra che esce dagli enormi stand dei birrifici (lo stesso che è rimasto impregnato in molte delle persone che mi passano accanto). Ho il raffreddore, credevo che non sarei riuscita a sentire a fondo quest'accozzaglia di profumi, e invece sono così forti che non posso resistergli. O forse è il ricordo che me li fa sentire. Forse li avevo registrati troppo bene perché me li potessi scordare.
Qui l'allegria regna incontrastata, e le nazionalità, da tante che sono, si fondono in una. Sì, perché quando si brinda con un bel boccale pieno di birra a quanto pare siamo tutti fratelli.

giovedì 2 settembre 2010

Cartolina dai monti (Malcesine - VR)

E' incredibile come quassù l'aria sia così diversa..
Mille e settecento e più metri di altitudine, ma non si sentono se non quando le orecchie si tappano in funivia.
I piedi sull'erba verde e fredda, cammino piano, ascoltando il terreno.
Trovo una pietra piccola ma abbastanza piatta da permettermi di starvi sopra in piedi senza cadere. Spalanco le braccia e chiudo gli occhi.
Il vento mi trapassa. Il silenzio è così forte che quasi mi dimentico di esistere.
Sono posti in cui la natura ci mette a nudo: non possiamo far altro che essere chi siamo.

martedì 24 agosto 2010

Cartolina da Bedizzole (BS)

L'aria della campagna del bresciano è calda. Un vento bollente soffia leggero leggero, quanto basta per muovere appena le foglie degli alberi. Sono sola.
I vicini ridono di cose che non posso comprendere ma ciò mi rende comunque allegra, contagiata da queste grasse risate che riempiono il vuoto.
Adesso il vento si è come arrabbiato, una folata ha quasi fatto cadere i panni che ho steso senza mollette. L'avevo sottovalutato e se l'è presa.
Per un po' l'aria sembra raffreddarsi, ma mi accorgo che è un attimo soltanto.
Le torride carezze del sole tornano indisturbate ad impregnare i marciapiedi, le case, le strade e i cani nei cortili senza quello schiaffo di freschezza che le possa mitigare.