Siamo quasi in fondo al mese, che come lo scorso è volato, e come di consueto sono a fare un post sui preferiti di questo periodo.
Beauty non make-up:
Il mio gel detergente viso (ricetta di CarlitaDolce) purificante agli oli essenziali
questo gel tiene a bada imperfezioni della pelle, punti neri e il sebo in eccesso. Per la mia pelle che in alcuni punti è secca e in altri è normale, a tratti impura, va benissimo ma deve essere alternato a latti detergenti delicati onde evitare che la pelle si secchi troppo. La presenza dell'olio essenziale di Tea Tree svolge un'efficace azione antibatterica.
Bagnoschiuma/Docciaschiuma alla malva della BioQ
Amo questa marca, perché è low cost e di ottima qualità. I docciaschiuma sono davvero profumatissimi e delicati, lavano bene senza però seccare la pelle. Al momento sto usando quello alla malva che ha davvero un profumo buonissimo e delicatissimo.
Di beauty non ho provato tantissime cose nuove, quindi passo direttamente ai preferiti make-up che invece sono diversi
Prime tra tutte, due fantastiche palette che sto consumando alla velocità della luce in questo periodo, che sono la Semi-Sweet Chocolate bar di Too Faced e la Rose Golden di Zoeva
Non mi dilungo troppo, visto che ne ho già parlato in abbondanza nei relativi post, ma dico soltanto che entrambe sono palette estremamente versatili che contengono ombretti pigmentatissimi e dai finish più vari (la Zoeva anche due duochrome), e ormai sono immancabili nella mia routine perché riesco a realizzare look perfetti per il colore dei miei occhi (verde/giallino). Le ricomprerei diecimila volte.
Il rossetto del mese!! Kiko prima dell'ultima collezione Midnight Siren fece uscire la famosa Rebel Romantic, secondo me molto ben riuscita e di cui ho acquistato un ombretto cream-to-powder fantastico e un rossetto, in particolare il numero 01
I rossetti si chiamano Intensely Lavish e hanno anche in accoppiata la matita dello stesso colore (che non ho acquistato perché spesso metto il rossetto senza matita ma solo con la matita trasparente sull'esterno per non farlo sbavare). A parte il packaging oro rosato con chiusura a calamita che adoro, questo rossetto è fa-vo-lo-so. La texture è cremosissima ma non sbava, il colore è molto intenso e il finish non è né matte né lucido, direi semplicemente cremoso. Il colore 01 è molto simile al colore delle mie labbra solo più scuro e ovviamente migliore, e quindi va bene con praticamente tutti i look che creo sugli occhi, in particolare però con i marroni/rossastri/ramati/prugna.
CC cream Nature's
Nonostante il prezzo sia sulle 20 € risulta meno cara di altre BB/CC cream del genere perché, mentre queste vengono solitamente vendute in confezioni da 30 ml, questa della Nature's (che ha ovviamente il pregio di essere ecobio) è in un bel tubo da 50 ml. E' all'olio di argan, e questo le conferisce una consistenza estremamente setosa quasi fosse una CC cream siliconica. La coprenza potrebbe essere maggiore, ma con una seconda passata il problema si risolve. Io che non uso il fondotinta in questo periodo perché mi sono stufata di provare e riprovare a farmi andar bene texture e finish dei fondotinta ecobio (la maggior parte dei quali mi si raggruppa sui pori dilatati oppure mi mette ancora più in evidenza la pelle secca) mi ci sono trovata particolarmente bene in abbinamento a una cipria leggermente colorata o a una terra chiara.
Terra satinata Sun Club di Essence
Questa collezione è ormai datata ma spero non smettano mai di produrla, perché oltre a profumare di cocco e ad avere un'ottima sfumabilità ha anche un ottimo inci. Essence infatti fa alcuni prodotti totalmente senza siliconi e ingredienti dannosi, e queste terre sono tra quelli. Economicissime come tutti i prodotti di questa marca, non sono adatte a voi se cercate una terra dal finish opaco (Essence ne fa una in gran formato ma attenzione perché contiene dimethicone!), ma per il periodo estivo/autunnale è davvero una terra calda senza però virare troppo sull'aranciato.
Preferiti.... altro :)
Qua metto un po' tutte le scoperte e i preferiti di questo mese che non rientrano nelle categorie sopra menzionate.
La prima è un'app, che ho scoperto solo da poche settimane, ed è Periscope.
E' di proprietà di Twitter ma si può accedere sia con l'account Twitter che con il numero di cellulare.
In pratica è un po' l'evoluzione di Youtube, ovvero un'app che dà la possibilità di vedere il mondo con gli occhi degli altri ma in streaming, in tempo reale, quindi tu in pratica accedi, clicchi sull'icona centrale dell'obiettivo e inizi a filmare quello che vedi (o te stesso). Come su Twitter, puoi avere followers e puoi seguire gli altri. La cosa bella è che gli altri quando filmi possono interagire con commenti e mettendo "mi piace", cliccando lo schermo appare un cuoricino colorato ad indicare il loro apprezzamento. Da studiosa di lingue, lo trovo interessantissimo anche dal punto di vista linguistico perché i video sono girati in tutto il mondo e si possono scegliere, dalla mappa, le aree di preferenza, ascoltando così varie pronunce di inglese ma anche lingue diverse.
A tema food, visto che ultimamente sono in fissa con le cremine ne metto un'altra :D
Crema di arachidi 100% bio di Damiano, niente a che vedere col grassissimo burro di arachidi, contiene soltanto arachidi. La consistenza, come suggerisce il nome, è cremosa tendente al liquido e si sentono un po' i grani delle arachidi ma è davvero buonissima!
Thanks for reading :*
*the.dark.side.of.iLaMoOn*, ovvero il bello e il brutto del mio lato che non si vede. Ci trovate un po' di tutto, aspettatevi di tutto.
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domenica 25 ottobre 2015
I preferiti del periodo: Ottobre 2015
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mercoledì 14 ottobre 2015
Una nuova sfida per il mio cervello
Ferma non ci so stare, bisogna che il mio cervello sia sempre in movimento.
E quindi, ho deciso di imparare un'altra lingua, nello specifico il Russo.
Era da tempo che lo volevo fare, ma il lavoro che facevo non mi permetteva di far altro che cercare (spesso fallendo miseramente) di star dietro alla casa, quindi adesso che sono in cerca ne approfitto per dare una scossa alle mie cellule cerebrali. Ed è una bella scossa davvero, perché, penso lo sappiate, il Russo ha un alfabeto che è completamente diverso dal nostro (a parte rare eccezioni tipo la A, la M e la O) e quindi adesso dopo la prima lezione sono qui a scrivere le letterine come se fossi tornata in prima elementare.
Mi ricorda molto quando, al tempo in cui stavo scrivendo la tesi della triennale, stavo frequentando un corso sperimentale di Giapponese all'università e incasellavo i simboli degli alfabeti sillabici (hiragana e katakana) nei quadrettoni - presente i mega quadrettoni dei quaderni di prima elementare? Ecco, quelli- e dopo un po' mi faceva male il dorso della mano perché stavo usando muscoli che nemmeno credevo di avere.
Ora sono proprio in questa fase, perché non è che dalle prime lezioni già ti fai un frasario di Russo, ci vuole pazienza, e quindi mi arrabatto tra una lettera e un'altra cercando di pronunciarle e scriverle correttamente. Insomma, sembro deficiente perché passo il tempo a pronunciare ogni singola lettera e a leggere esercizi fatti di sillabe.
Ho sempre trovato la Russia interessante, perché è proprio una "terra di mezzo" tra l'Occidente e l'Oriente estremo, e questo aspetto traspare tantissimo anche dall'alfabeto (vi sono lettere, moltissime, importate dall'alfabeto greco, e alcune, come la C dolce, che ricordano oggetti, in questo caso la tazza di tè - chai, in molti Paesi orientali, è il modo in cui si dice tè). Queste sono cose che già sapevo, come del resto sapevo che il Russo è una lingua molto complessa (ha casi, ben 6, declinazioni infinite, coniuga TUTTO, anche gli aggettivi, e altre complicazioni) ma questo non mi ha scoraggiato a cominciare a studiarla.
Ho 30 anni, e anche se non sono vecchia la differenza tra ora e quando ne avevo 20 la sento, ma devo dire che la memoria per ora non fallisce e imparo ancora pittosto velocemente.
Le lingue mi hanno sempre affascinata, perché sono un qualcosa che usiamo quotidianamente eppure a stento riusciamo a comprendere a fondo (e questo è vero soprattutto, paradossalmente, per i parlanti nativi), sono l'espressione diretta della cultura di un popolo e il modo in cui esso ritaglia la realtà che lo circonda. Per capire a fondo un popolo, del resto, bisogna necessariamente apprenderne la lingua.
Ora, al di là del mio interesse personale per le lingue in genere e da un po' di tempo a questa parte per il Russo, di russi è piena la Toscana e penso che saperlo anche solo a livello base sia certamente una marcia in più. Il cirillico poi è un alfabeto comune (con varie modifiche) alle lingue slave, aspetto da non sottovalutare.
Quindi spero al tempo stesso di trovare un impiego più o meno stabile e di riuscire a portare avanti lo studio di questa lingua, perché le avventure vanno vissute fino in fondo!
E quindi, ho deciso di imparare un'altra lingua, nello specifico il Russo.
Era da tempo che lo volevo fare, ma il lavoro che facevo non mi permetteva di far altro che cercare (spesso fallendo miseramente) di star dietro alla casa, quindi adesso che sono in cerca ne approfitto per dare una scossa alle mie cellule cerebrali. Ed è una bella scossa davvero, perché, penso lo sappiate, il Russo ha un alfabeto che è completamente diverso dal nostro (a parte rare eccezioni tipo la A, la M e la O) e quindi adesso dopo la prima lezione sono qui a scrivere le letterine come se fossi tornata in prima elementare.
Mi ricorda molto quando, al tempo in cui stavo scrivendo la tesi della triennale, stavo frequentando un corso sperimentale di Giapponese all'università e incasellavo i simboli degli alfabeti sillabici (hiragana e katakana) nei quadrettoni - presente i mega quadrettoni dei quaderni di prima elementare? Ecco, quelli- e dopo un po' mi faceva male il dorso della mano perché stavo usando muscoli che nemmeno credevo di avere.
Ora sono proprio in questa fase, perché non è che dalle prime lezioni già ti fai un frasario di Russo, ci vuole pazienza, e quindi mi arrabatto tra una lettera e un'altra cercando di pronunciarle e scriverle correttamente. Insomma, sembro deficiente perché passo il tempo a pronunciare ogni singola lettera e a leggere esercizi fatti di sillabe.
Ho sempre trovato la Russia interessante, perché è proprio una "terra di mezzo" tra l'Occidente e l'Oriente estremo, e questo aspetto traspare tantissimo anche dall'alfabeto (vi sono lettere, moltissime, importate dall'alfabeto greco, e alcune, come la C dolce, che ricordano oggetti, in questo caso la tazza di tè - chai, in molti Paesi orientali, è il modo in cui si dice tè). Queste sono cose che già sapevo, come del resto sapevo che il Russo è una lingua molto complessa (ha casi, ben 6, declinazioni infinite, coniuga TUTTO, anche gli aggettivi, e altre complicazioni) ma questo non mi ha scoraggiato a cominciare a studiarla.
Ho 30 anni, e anche se non sono vecchia la differenza tra ora e quando ne avevo 20 la sento, ma devo dire che la memoria per ora non fallisce e imparo ancora pittosto velocemente.
Le lingue mi hanno sempre affascinata, perché sono un qualcosa che usiamo quotidianamente eppure a stento riusciamo a comprendere a fondo (e questo è vero soprattutto, paradossalmente, per i parlanti nativi), sono l'espressione diretta della cultura di un popolo e il modo in cui esso ritaglia la realtà che lo circonda. Per capire a fondo un popolo, del resto, bisogna necessariamente apprenderne la lingua.
Ora, al di là del mio interesse personale per le lingue in genere e da un po' di tempo a questa parte per il Russo, di russi è piena la Toscana e penso che saperlo anche solo a livello base sia certamente una marcia in più. Il cirillico poi è un alfabeto comune (con varie modifiche) alle lingue slave, aspetto da non sottovalutare.
Quindi spero al tempo stesso di trovare un impiego più o meno stabile e di riuscire a portare avanti lo studio di questa lingua, perché le avventure vanno vissute fino in fondo!
mercoledì 14 marzo 2012
The Collector - John Fowles
Ero troppo curiosa, capite. Non potevo non leggerlo. Adoro Index, il suo testo perverso e oscuro e l'arrangiamento musicale che ti trascina in un vortice di sensazioni contrastanti.
Me lo sono letto in tre giorni, sul mio Kindle, tutto d'un fiato. Versione originale, perché in italiano non c'era, ma credo sia stato meglio così.
Non avevo mai letto niente di John Fowles e devo dire che è un autore eccezionale. Non riuscivo a smettere di leggere, e per me questa è una delle regole per definire un libro come ben scritto. Il punto di vista della narrazione cambia a metà libro ma non dà fastidio.
E' la storia di un collezionista di farfalle, evidentemente sociopatico, che si innamora di una ragazza con cui non ha mai parlato e per conquistarla decide di rapirla e rinchiuderla in una casa isolata, con la speranza che lei possa apprezzarlo per quello che è e amarlo a sua volta.
Alla fine mi sono sentita scossa e come svuotata delle forze. Ammirevole la capacità con cui Fowles costruisce i dialoghi, con un modo tutto suo di riportare il discorso diretto tra i due protagonisti (leggetelo e capirete perché).
Totally gripping.
giovedì 19 gennaio 2012
Deutsche Sprache schwere Sprache
Tradotto: la lingua tedesca è una lingua difficile.
Cazzo se lo è.
Mi sono ritrovata a dover tradurre delle brochure dall'italiano al tedesco e sono vagamente impanicata.
Fortuna che la mia amica Elisa, che col tedesco ci va a braccetto, ha accettato di revisionare la mia traduzione. La mia paura è quella di presentarle un lavoro da rifare. Cioè, tipo da sottolineare interamente con la penna rossa.
E allora che minchia ti metti a tradurre in tedesco, mi chiedereste se ve lo dicessi. Eh. Il fatto è che sono l'unica qui che lo può fare, perché l'ho studiato, anche se con poca voglia, per soli 5 anni, e molto tempo fa (e soprattutto sono stata in Germania solo per l'Oktoberfest e lì alla fiera dici "pollo" e ti capiscono perché ci sono più italiani che tedeschi).
Sto avendo seri problemi con le solite cose con cui si hanno casini quando le impari per la prima volta: declinazione degli aggettivi, che preposizione e caso regge quel dato verbo, ob o wenn?, verbi separabili e roba simile. Insomma, una tragedia.
L'ultima volta in cui mi ci sono provata la traduzione risultò comica, ma nessuno me l'aveva revisionata. Ho piena fiducia nella mia amica. Il problema sono io.
Perché i tedeschi non imparano l'inglese? ma tipo tutti? Così non avrei questo problema. Quando verranno a fare le degustazioni e parleranno solo in tedesco credo che mi fingerò morta.
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