giovedì 28 gennaio 2016

Preferiti del periodo: Gennaio 2016

Ed eccoci qua col primo post sui preferiti del nuovo anno.
Sono a casa malata da lunedì (anche se sto poco bene da giovedì della settimana scorsa) e finalmente la febbre è scesa così posso tornare almeno alla mia routine casalinga, visto che la mia vita extra casa si è momentaneamente annullata.
Ma influenza a parte, veniamo a noi.

Categoria beauty non make-up

una felicissima scoperta ormai di qualche tempo fa ma che sto utilizzando in particolare in questi giorni è il burro corpo della linea ecobio uscita nel 2015 della Conad


Esiste solo con una profumazione, al guava, che io amo particolarmente come frutto quindi l'ho preso, ed è molto setoso perché contiene olio di argan. Sulla pelle, nonostante sia molto nutriente, si assorbe velocemente e non la lascia unta. Lo trovo adatto però, essendo un burro, a pelli da normali a secche e più che altro per il periodo invernale. Mi pare costi attorno alle 9 € e la confezione è da 250 ml. Ho apprezzato molto la svolta ecobio, dopo quella della Coop, anche della Conad, che a differenza di Coop ha però prezzi un pochino più alti (il burro corpo della Coop, ottimo, costa intorno alle 4 €) e packaging un po' più curato, oltre a una maggiore gamma di prodotti. Sto attualmente provando uno dei balsami capelli, ma avendoli corti non mi sbilancio troppo, e poi l'ho usato una volta sola quindi per ora non dico nulla.

La ricetta spignattosa del periodo è in realtà una riscoperta, perché l'avevo già fatta diverso tempo fa per regarlarla e mi ero tenuta per me un campioncino. Non mi trovai male, quindi ora che l'ho rifatta per qualcuno ho deciso di farmela anche per me e mi sto trovando benone. Sto parlando della crema viso al Q10 emulsionata a freddo, ricetta presa dal libro di CarlitaDolce (non so se sua originale o meno, capita che le prenda dal forum della Lola e le modifichi leggermente) molto efficace come antiage in quanto contiene appunto il coenzima Q10 ma anche l'estratto di Acmella oleracea e l'acqua di rose.




Io ci ho aggiunto anche del collagene vegetale al posto di un attivo presente nella ricetta ma che non avevo, e il risultato è una crema ancora più efficace. Sembra zabaione, perché il Q10 conferisce al composto il colore della crema all'uovo.

Ultimo della categoria beauty è un profumo che mi ha regalato mia nonna per Natale e che sto indossando quasi continuamente, ed è La Petite Robe Noire versione al mandarino e al pistacchio (la classica non mi piace granché, è troppo dolce).


Per chi non lo conoscesse, La Petite Robe Noire è un profumo di Guerlain di cui di recente hanno realizzato anche altre versioni rispetto al classico con la bottiglietta rosa, una è questa verde, molto fresca, poi ce n'è uno stucchevolissimo alla ciliegia e non so se ce ne sono altri, comunque questo qui mi piace un sacco. La versione piccola costa poco meno di 50 €. Se come me non avete voglia di investire soldi vostri in un profumo high-end, magari andategli a dare una sniffata e se vi piace fatevelo regalare ;)

Make-up

Allora, iniziamo dal pezzo forte.
Dopo mesi, mesi e mesi di "lo compro.. no costa troppo.. mah, magari con i saldi... no, devo finire ancora i due aperti che ho.." e altre scuse, visto che avevo ricevuto un po' di soldini a Natale una domenica in un centro commerciale di Roma mi sono regalata due cose da Sephora, e una di queste è lui, la perfezione fatta mascara.
Il Better Than Sex di Too Faced.


First of all, il packaging è, come sempre per Too Faced, supremo. E' così solido ed elegante che penso che anche quando lo avrò finito lo terrò a troneggiare, anche da vuoto, tra gli altri mascara.
Ma veniamo alla roba importante: l'effetto sulle ciglia. Allora, io ho delle ciglia abbastanza stupide perché pur essendo piuttosto curve e fin troppo lunghe sono poche, quindi finora nella vita non avevo mai (e dico MAI) trovato un mascara che amassi così tanto, perché nonostante mi fossi trovata bene con alcuni in passato - anche di recente - nessuno mai mi ha mai dato il volume, il nero profondo, la lucentezza, la tenuta e la definizione di questo mascara. Sembra davvero di indossare delle ciglia finte, ma in un certo qual modo si vede che finte non lo sono :D
Il nome all'inizio mi ha fatto un po' storcere il naso, l'ho trovato un po' esagerato, ma alla Too Faced sapevano che era una bomba e quindi evidentemente si sono permessi di fare un po' i pretenziosi.
Lo scovolino va saputo usare. Voglio dire, guardate qua:


penso che l'Ilaria ventenne non si sarebbe mai sognata nemmeno di pensare di utilizzare uno scovolino del genere, vista la solita imbranataggine e soprattutto la lunghezza a tratti smisurata di alcune delle mie ciglia. Ora, dopo una certa esperienza e una buona dote di pazienza in più, mi ci sono cimentata. E infatti il mio consiglio è: compratelo al volo se sapete come darvi il mascara con scovolini "impegnativi" senza imbrattarvi ovunque, altrimenti magari, visto il costo (23,50 €) iniziate ad allenarvi con mascara simili come quello ciglia panoramiche della Kiko o alcuni mascara di Maybelline con scovolini giganti. Sempre necessario, per una miglior riuscita, rimuovere il prodotto in eccesso dallo scovolino prima dell'applicazione altrimenti il pastrocchio è assicurato. Ma questo vale per tutti i mascara, almeno per me.

Let's move on.
Il mio secondo autoregalo.
Lei, la bellissima Vice 4. Ho resistito per 4 anni a non comprare le altre Vice (sì, purtroppo ne esce una ogni anno e ogni anno sono più belle) ma quest'anno mi son detta: fanculo! Non c'è cosa che ami di più nel make-up delle palette, non sono una che le compra solo per collezione ma le uso molto e cerco di sfruttarle sempre a giro per qualche look un po' più inusuale o per look da tutti i giorni.


Una delle particolarità delle palette Vice di Urban Decay è il packaging, che varia da confezione a confezione. Ce ne sono alcuni tutti con riflessi blu, alcuni solo viola, alcuni arcobaleno come quello che ho scelto io. E' molto solido, anche se in viaggio non la porterei mai (come faccio invece con palette in cartone vedi quelle di Zoeva) per paura di romperla.

Ma il bello viene dentro:


Non l'ho pulita, tanto è chiaro che l'ho usata. Mi perdonerete.
Come sempre gli ombretti Urban Decay sono molto particolari e ultra pigmentati, con l'unico difetto (a cui ovvio facendo prima gli occhi e poi la base, magari con dello scotch sotto) che alcune cialde sfarinano un po'. Ci sono 4 matte mentre il resto sono tutti shimmer o satin, alcuni con glitterini belli importanti. I colori che più amo sono (e li vedete meglio in foto sotto):tutti e 4 i matte, che sono Framed (prima cialda seconda riga), Discreet (prima cialda terza riga), Bitter (prima cialda quarta riga) e Delete (ultima cialda quarta riga); poi ci sono dei colori che sui miei occhi verdi chiari sono una bomba, e sono Flame (seconda cialda ultima riga), Pandemonium (ultima cialda prima riga) e Underhand (quarta cialda seconda riga). Comunque sono tutti stupendi. L'unica pecca è forse il Low (terza cialda ultima riga), che mi aspettavo reggesse i brillantini una volta sfumato invece se ne svolazzano per tutta la faccia. Meh.




Il costo è proibitivo come tutte le mega palette di Urban Decay, se non sotto saldo (o se non avete dietro i soldi che vi hanno regalato a Natale, magari, come è stato il mio caso XD), ovvero 44 €.
Però, c'è un però: sono la bellezza di 20 ombretti, tutti o quasi di qualità eccezionale, non sono giganti come quelli di alcune marche ma nemmeno minuscoli, il packaging è sontuoso, c'è uno specchio immenso e un pennello. Io normalmente non amo i pennelli nelle palette perché cadono sempre, ma quelli di Urban Decay sono di ottima qualità quindi in realtà anche sì. Se pensate al costo medio dei pennelli e soprattutto al costo medio degli ombretti in cialda singoli, beh, il conto è facile da fare.

Un mio amore spassionato scoperto negli ultimi mesi e che ha ormai sostituito tutti gli altri miei pennelli da blush è il Blush Brush di Real Techniques. In quanto a pennelli le sorelle Pixiwoo non sbagliano un colpo!




Costa 9,59 € su Maquillalia dove l'ho preso, il che per un pennello di alta qualità che non ha nulla da invidiare a quelli "altolocati", direi che è giustissimo. E' la cosa più morbida che ci sia! Spande benissimo non solo il blush ma qualunque altro prodotto in polvere vogliate mettervi sul viso. Si riesce davvero a modulare bene e a stratificare il colore anche dei blush più pigmentati.

Ultimo della categoria, un ritorno di fiamma.
Nella mia vita, avevo avuto un solo prodotto di Mac, un rossetto lilla che penso fosse dei frozen o simili perché aveva un finish come shimmer ma non cremoso, quasi fosse coperto di ghiaccio insomma. Me lo comprò mamma a Firenze una volta, tanto tanto tempo fa, mi sembra che andavo ancora a scuola.
Aiutata dai miei soldini natalizi ho deciso finalmente di far rientrare questa grande casa cosmetica nella mia vita, acquistando un rossetto, un Amplified, di un viola dalla bellezza disarmante, Up The Amp.


Qua alla luce sembra un po' più chiaro e sul malva, ma sulle mie labbra si scurisce appena rivelando un sottotono più violetto. It's freakin' insane!!! E poi è adattissimo al periodo e nonostante il mio incarnato simil-Morticia quando lo indosso non sembro come lei.

Altro

Finito il make-up passiamo a tutto ciò che, come sempre, non rientra nelle categorie sopra elencate.

Food!

Questi biscottini all'avena e al cocco mi stanno dando dipendenza.


Costano mi pare sulle 3,60 €/3,70 €, che per 250 grammi di biscotti (suddivisi tra l'altro in comode porzioni da 4 biscotti a sacchettino) non è poco - sono in tutto 5 porzioni. Ma il bio, si sa, si paga, e La Finestra Sul Cielo non è delle più economiche. Anyway, sono ottimi, il cocco si sente ma non li rende troppo dolciastri e io li mangio sia a casa spezzettati nella ciotola col latte vegetale oppure spesso me li porto anche dietro come snack quando sono in giro.

E' difficile trovare latti vegetali che abbiano un buon sapore (ad esempio, io odio quello di riso e anche quello all'orzo non mi fa impazzire), e quello al miglio è stata una graditissima scoperta.

Sì, perché non solo il miglio fa bene al mio intestino idiota che si infiamma sempre, perché è un ottimo sfiammante, ma ha anche un buonissimo sapore! Yeah,

Per ultime, due candelozze.
Una comprata all'Ikea - ne comprai in 4 profumi, alla mela verde, alla vaniglia, all'arancia e ai frutti rossi. La mia preferita finora è quella alla mela verde.


E' quel tipo di candela che loro chiamano Sinnlig o roba del genere. A differenza di quella ai frutti rossi, che mi piace forse di più quando non brucia perché da accesa è un po' troppo invadente (soprattutto quando il fida mi torna da lavoro e non vuole odori troppo penetranti in camera da letto), questa alla mela verde diffonde un profumino leggerissimo nella stanza che appena lo senti. Fresco e delicato. We like.

L'ultima più che una candela è una tart, la Aloe Water delle Yankee Candles (candele di cui ho fatto un mega haul recentemente, vi linko il post).


Mi ricorda molto il melone, che io adoro, non sa per nulla di Aloe ma del resto l'Aloe sa praticamente d'acqua quindi dovevano dargli un profumo con un po' più di carattere. Anche il mio fidanzato la ha amata, perché non è troppo dolce e anzi è molto fresca. Forse più adatta per la primavera/estate ma vabè. Quindi donne, se avete mariti/fidanzati col naso sensibbole, o avete voi questo problema, questa fa per voi. Le Tart di Yankee Candles costano sulle 2 € e qualcosa, vanno spezzettate a metà per farle durare di più e il profumo dura ore e ore.


E questo era tutto per Gennaio!

Thanks for reading!

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sabato 23 gennaio 2016

iLa Around the World: Paesi Bassi

Non avrei mai creduto che gli olandesi potessero essere così "sciallati", così rilassati e tranquilli, e non solo, anche gioviali e really, really welcoming.
Li conoscevo solo da un punto di vista lavorativo, avevo qualche cliente nei Paesi Bassi nel mio vecchio lavoro e mi erano sempre sembrati precisi, molto ligi al dovere e a tratti un po' freddini. Tutt'altro! Cioè, precisi sì - i Paesi Bassi sono una delle nazioni più pulite e ordinate che io abbia mai visitato - ligi al dovere ok ma alle 17:01 già sono usciti dall'ufficio, e freddini no, direi proprio di no.
Sono rimasta sorpresa, da linguista quale sono, da come riuscivo a comprendere bene l'Olandese scritto. In pratica è un misto di parole prese dal Tedesco, dal Francese e dall'Inglese e, a differenza del Tedesco, non sembra avere casi. Quando parlano però non si capisce un tubo.

Con l'occasione di andare a vedere la versione di Matrix (il primo eh!) con la colonna sonora suonata live dall'orchestra - e con tanto di Don Davis in persona a dirigere gli orchestrali - abbiamo preso un loft in affitto per qualche giorno e ci siamo fatti Rotterdam (dov'erano il teatro e il loft) e Amsterdam.


Il loft era un amore. L'unico difetto era il bagno, che non mi aspettavo di certo fosse una reggia viste le abitudini degli olandesi, ma era tra una rampa di scale e l'altra e le scale erano così:


Potete immaginare la mattina appena svegli che goduria scendere delle scale così ripide (e, essendo in legno, scivolose) in modalità zombie. Fortunatamente dalla camera al bagno erano meno, questa era la rampa che dal portone portava al piano del bagno, ma insomma...

Ma andiamo oltre il loft. Rotterdam.
Rotterdam è una città moderna, perché fu praticamente rasa al suolo dai tedeschi durante la guerra (tutt'oggi sono tutt'altro che benviste le macchine targate Deutschland), ma non per questo priva di fascino. E' il maggiore porto e quindi tutto è incentrato sulla vita a bordo delle navi e delle chiatte.

 Questa è ormai in disuso ma è stata convertita in un ristorante tipico britannico.


Il vento regna. I gabbiani, infatti, si posizionano col culo al vento per non congelarsi il becco :)



Rivedere il mio film preferito con un'orchestra (la filarmonica di Rotterdam) a narrarne la musica è stato a dir poco emozionante. 

Tra le cose più affascinanti della zona c'è la parte della diga, immensa, a guardia delle zone abitate e costruita dopo l'alluvione che avvenne all'inizio degli anni '50.


Non so se sia l'unica diga (non credo), ma di sicuro è gigantesca.
Come gigantesche sono le pale eoliche, bellissime. Io ho una fissa tremenda con le pale eoliche, mi dovete scusare, è che sono come delle presenze rassicuranti, quasi fantasmi, che cantano con voce soffice ad ogni soffio di vento.




Altre presenze imperscrutabili e imponenti sono i vecchi mulini di Kinderdijk.


Kinderdijk è un posto che in inverno, quando i musei dentro i mulini sono chiusi e ci sono pochissime persone in giro, è quasi surreale. Siamo arrivati al mattino intorno alle 10:30, faceva un freddo cane e il vento tagliava la faccia. I mulini sembravano presenze quasi minacciose nella nebbia, ma man mano che ci avvicinavamo rivelavano il loro vero aspetto, come eleganti guardiani in attesa.




L'unico in funzione era questo, il più grande di tutti, posto davanti come a comandare tutti gli altri.
Tornando indietro, ormai quasi all'ora di pranzo, nel silenzio profondo di quel posto in cui il solo rumore era quello delle anatre in volo, ci siamo sorpresi ad ascoltare uno scricchiolio quasi improvviso: era l'acqua che, sotto i raggi del sole di mezzogiorno, si scongelava accanto a noi. 
Alcune paperelle (quelle col becco bianco e le gambe lunghe, no ho idea di come si chiamino) stavano sguazzando nell'unica pozza d'acqua disponibile.


E poi c'è stata Amsterdam, soprendente, colorata, viva. Ricca di storia, di vite vissute in case storte con carrucole e di biciclette parcheggiate una sull'altra a sfidare la gravità.



Ci sono posti che ti strappano un sorriso, come questo Condom shop: 



e altri che ti fanno credere di essere in un paese di fate (o al cospetto del castello di qualche principessa della Disney).




Ci sono paesini, poi, come Zieriksee, che ti tolgono il fiato nella loro semplicità.





La cucina olandese non è esattamente tra le più rinomate al mondo, e infatti penso di non aver incrociato nessun ristorantino tipico. E' pur vero che siamo amanti del cibo esotico e in particolare di quello orientale, così abbiamo mangiato spesso giapponese, turco e indiano.
poi però, l'ultimo giorno a Zieriksee, proprio prima di avviarci verso l'aeroporto di Eindhoven, ci siamo concessi un pasto discretamente abbondante in un pub del paese:


Zuppa di cipolle con pane e formaggio



salmone su toast


peperoni ripieni

insomma un misto di cucina francese e... nordica, se così si può chiamare. Comunque ottimo!

Devo assolutamente tornare in questo Paese, perché vorrei visitare altre città che non ho avuto il tempo di vedere.

Thanks for reading e viaggiate finche potete!

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mercoledì 13 gennaio 2016

Winter must-haves: tisane

Io le tisane, premetto, le bevo tutto l'anno, perché in estate una volta fatte freddare sono una bomba, però ovviamente il periodo autunnale/invernale è quello in cui di solito fa più voglia bere qualcosa di caldo e quindi, soprattutto se sono in casa tutto il giorno, le mie tisanine non me le faccio mancare mai. Per problemi miei vari devo bere tantissima acqua, e alternarla a qualcosa che abbia un sapore ovviamente è meglio.

Ma iniziamo con l'elencare quali sono le tisane che sto bevendo in questo periodo.

Le più "strane", nel senso che sono tisane un po' diverse da quelle Twinings o Pompadour o altre marche a cui siamo normalmente abituati, ma che stanno comunque andando parecchio di moda ultimamente, sono quelle della Yogi Tea. Sono nate per essere tisane ayurvediche, quindi derivanti dall'ayurveda che è la medicina tradizionale indiana. Che sia vero o no, ci sono moltissimi ingredienti e accostamenti davvero particolari. Per ora ne ho provate solo 4, e mi sono piaciute tutte con diversi gradi di preferenza.

La prima che elenco è quella alla Rosa.


Oltre a sapere di petali di rosa contiene anche ibisco, fiori di lavanda e altre piante. Devo dire che mi piace molto, non è forse tra le più adatte per l'inverno ma la trovo particolare e avvolgente.

La seconda è Entusiasmo ed Allegria.


Contiene, tra le altre cose, il peperoncino, ma questo non fa sì che sia piccante - per quanto lo possa essere una tisana - bensì il gusto del peperoncino è molto delicato e si avverte come a coda di tutto il resto, rimane impalpabile sulla lingua a fine sorso ed è davvero rinvigorente. Non solo: questa tisana, a differenza delle altre che ho provato finora di questa marca che sono comunque molto corpose, è quasi densa. Non so come dire, non è che visivamente si presenti come una crema, ma soprattutto quando si arriva verso la fine della tazza la sensazione in bocca è come di bere sì in liquido ma con un po' più di corpo.

La terza è Choco Chili Tè


A questa tisana, ispirata alla bevanda azteca contenente cioccolato e peperoncino, si deve fare un po' l'abitudine. O almeno, a me all'inizio mi ha convinta poco perché sembra di bere cioccolata calda e invece è una tisana, insomma, è una roba un po' strana. Però poi mi è risultata davvero molto utile le sere in cui mi sarei scofanata una tavoletta di cioccolata intera e con questa invece mi sono accontentata di sentire solo il sapore del cioccolato e mi è bastato.

L'ultima mi perdonerete ma buttai via la confezione e la devo ricomprare, quindi la foto la prendo dal web, ed è la Detox.

Questa è decisamente la mia preferita tra le Yogi Tea che ho provato finora. Fa fare tanta "plin plin", perché contiene tante erbe diuretiche, e alza la pressione vista la presenza della liquirizia. La devo assolutamente ricomprare!

L'unico neo delle tisane Yogi Tea è il prezzo: più di 4 €, mediamente, per sole 17 bustine. Infatti io le ho sempre o quasi comprate in offerta alla BioBottega, quando mi davano la grazia di trovarle.

Altra marca che amo è la Pompadour, di cui sto impazzendo in particolare per la tisana Garofano e Cannella.


 Mi piace perché la cannella - che, sia ben chiaro, infilerei anche nella pastasciutta - è presente ma non invadente, dà alla tisana quella nota calda ma non stucchevole. Davvero molto invernale, come suggerisce anche l'immagine e il nome in tedesco.

Quando si parla di Twinings si parla di qualità, ma non sempre, perché mi è capitato di provare tisane che non mi convincessero proprio per nulla, vuoi perché col tempo e la fama si è forse un po' troppo "annacquata", se mi passate il termine. Ad ogni modo, di questa marca il mio must have invernale -  ma anche estivo raffreddata in frigo è un portento -  è, sempre e comunque, la tisana limone e zenzero.


Sia calda che fredda è un piacere per le papille gustative, io adoro sia il limone sia lo zenzero (ne sono praticamente dipendente) e li mangio a morsi tirati fuori dal frigo quindi per me questa è il top.

E ora lei, l'immancabile tisanina al finocchio. Questa è della Aboca, e davvero non è male.


Adoro il sapore e soprattutto l'odore del finocchio, non manca mai in cucina e neppure sotto forma di tisana che, si sa, è digestiva e contrasta la formazione dell'aria in pancia quindi è fantastica soprattutto in quei giorni del mese in cui siamo più gonfiotte anche per questo.

Last but not least, la tisana all'arancia rossa della Viropa.



Ha un gusto molto powerful, quasi aspro, contiene oltre all'arancia altre erbe e fiori tra cui la rosa canina. Io la trovo perfetta al mattino durante lo studio, dà una bella carica energizzante e vitaminica.

E questo è tutto (per ora XD)!



sabato 2 gennaio 2016

Qua si mangia bene! #5

Il primo post del 2016 lo voglio dedicare a un posto speciale.
Durante un mini soggiorno a Roma per scopi di visite mediche, quindi tutt'altro che per scopi piacevoli, ci siamo imbattutti in un ristorantino carino carino che si chiama Komorebi.


Ora, già il nome è particolare perché in Giapponese pare significhi "luce che filtra dalle foglie degli alberi". Uau.
E' un bistrot vegetariano/vegano davvero particolare, ci sono pochissimi tavoli e soprattutto il sabato sera ma anche per le serate a tema bisogna prenotare con un certo anticipo.






Noi ci siamo capitati per caso, e non sapendo dove andare a sbattere la testa per mangiare dopo aver letto che c'era cucina vegetariana e vegana mi ci sono fiondata (ovviamente il mio fantastico seppur carnivoro uomo mi ha assecondata XD ).
Manco a farlo apposta abbiamo beccato la serata a tema, e c'era una cuoca colombiana che preparava [errata corrige: coadiuvava la chef Tatiana nella preparazione] appunto piatti della tradizione colombiana. Penso di aver mangiato fino a scoppiare.
Prima di cena mi sono gustata una bella tisana calda invernale con la bustina servita in un cubetto di cartone monodose, al cui interno c'era un pensierino scritto in un piccolo bigliettino.



Una delle parti più piacevoli della serata è stato senz'altro parlare col proprietario, Alessandro, che ha aperto da pochi mesi questo fantastico bistrot ed è entusiasta del suo lavoro, si vede da come ci parla della sua attività e da come gli brillano gli occhi ad ogni descrizione di piatto. Eh sì, perché ad ogni portata (servita personalmente da lui ai tavoli) ci spiegava non solo il contenuto dei piatti ma ci raccontava anche la storia che c'era dietro.

Era tutto buonissimo, ma probabilmente la cosa più buona che ho mangiato quella sera è stata la salsa guacamole


Senza vergogna dico che ho finito pure quella del mio fidanzato :D
Cotale meraviglia di salsina era da spalmare su questi:


ovvero delle empanadas, che ho quindi appreso non essere solo argentine, e delle specie di tigelle senza strutto di cui adesso non ricordo il nome.

Il ripieno delle empanadas, a base principalmente di pisellini, era una cosa gustosissima.

La cosa più affascinante però è stata senz'altro il main course, composto da un piatto unico chiamato "bandeja paisa". Della parola bandeja, vassoio, già conoscevo il significato, mentre paisa sembra la parola che i colombiani usano per riferirsi alla gente povera, di campagna.
I nobili erano soliti mangiare sulla riva del mare e, una volta sazi, lasciare gli avanzi lì. I campesinos, quindi, i contadini della zona circostante, ma anche i poveracci nullafacenti, erano soliti aggregarsi in gruppi e nascondersi nei pressi della spiaggia, aspettando il momento buono per andare a raccogliere gli avanzi. Ognuno arrivava con un vassoio di fortuna, e metteva tutti gli avanzi assieme così che il risultato era un piatto unico, appunto la bandeja paisa.


Non vi dico la bontà! Platano fritto, fagioli al platano, crocchette di riso e patate, uno spettacolo di sapori!
Dulcis in fundo, un tortino di riso cotto nel latte d'avena con uvetta e salsa di amarena


Ho fatto davvero fatica a finirlo, perché come avete visto le porzioni erano generose, ma era una delizia!
Per aiutare la digestione, infine, un fantastico digestivo caldo a base di cannella e anice dal sapore incredibile, non lo saprei descrivere ma il calore dell'infuso regala il meglio sia della cannella sia dell'anice, messi insieme, e secondo me la digestione l'ha aiutata davvero!


L'acqua è solo naturale ed è servita dal depuratore, quindi per gli amanti dell'acqua frizzante questo potrà forse essere un punto negativo



Cosa ancora più incredibile è stata il prezzo: in due, tisana inclusa, per tutta questa roba abbiamo pagato solo 41.00 €!
Inoltre, cosa che ancora non avevo menzionato, c'è una mini esposizione di quadri di artisti contemporanei [errata corrige: sono della chef Tatiana, coproprietaria del ristorante!], una piccola libreria se uno ci capita per un tè o un caffè e vuole leggersi un libro al calduccio, e l'angolo musica con lo stereo proprio accanto ai libri.
Per la particolarità del posto, per la qualità del servizio e delle materie prime utilizzate, per l'attenzione alle cucine estere e alla loro fedele rappresentazione tramite cuochi provenienti dagli stessi Paesi, per la cordialità del proprietario, che anche all'ultimo e pur non avendo prenotato ha fatto in modo di farci mettere a sedere, e per la bontà dei piatti, 5 stars!
Se capitate a Roma, fateci un salto. Questo il loro facebook.

Thanx for reading e scusate per le correzioni, ma Alessandro, il proprietario del locale, mi ha fatto notare queste due imprecisioni e le ho corrette senza eliminare però il testo originale :)

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