sabato 23 gennaio 2016

iLa Around the World: Paesi Bassi

Non avrei mai creduto che gli olandesi potessero essere così "sciallati", così rilassati e tranquilli, e non solo, anche gioviali e really, really welcoming.
Li conoscevo solo da un punto di vista lavorativo, avevo qualche cliente nei Paesi Bassi nel mio vecchio lavoro e mi erano sempre sembrati precisi, molto ligi al dovere e a tratti un po' freddini. Tutt'altro! Cioè, precisi sì - i Paesi Bassi sono una delle nazioni più pulite e ordinate che io abbia mai visitato - ligi al dovere ok ma alle 17:01 già sono usciti dall'ufficio, e freddini no, direi proprio di no.
Sono rimasta sorpresa, da linguista quale sono, da come riuscivo a comprendere bene l'Olandese scritto. In pratica è un misto di parole prese dal Tedesco, dal Francese e dall'Inglese e, a differenza del Tedesco, non sembra avere casi. Quando parlano però non si capisce un tubo.

Con l'occasione di andare a vedere la versione di Matrix (il primo eh!) con la colonna sonora suonata live dall'orchestra - e con tanto di Don Davis in persona a dirigere gli orchestrali - abbiamo preso un loft in affitto per qualche giorno e ci siamo fatti Rotterdam (dov'erano il teatro e il loft) e Amsterdam.


Il loft era un amore. L'unico difetto era il bagno, che non mi aspettavo di certo fosse una reggia viste le abitudini degli olandesi, ma era tra una rampa di scale e l'altra e le scale erano così:


Potete immaginare la mattina appena svegli che goduria scendere delle scale così ripide (e, essendo in legno, scivolose) in modalità zombie. Fortunatamente dalla camera al bagno erano meno, questa era la rampa che dal portone portava al piano del bagno, ma insomma...

Ma andiamo oltre il loft. Rotterdam.
Rotterdam è una città moderna, perché fu praticamente rasa al suolo dai tedeschi durante la guerra (tutt'oggi sono tutt'altro che benviste le macchine targate Deutschland), ma non per questo priva di fascino. E' il maggiore porto e quindi tutto è incentrato sulla vita a bordo delle navi e delle chiatte.

 Questa è ormai in disuso ma è stata convertita in un ristorante tipico britannico.


Il vento regna. I gabbiani, infatti, si posizionano col culo al vento per non congelarsi il becco :)



Rivedere il mio film preferito con un'orchestra (la filarmonica di Rotterdam) a narrarne la musica è stato a dir poco emozionante. 

Tra le cose più affascinanti della zona c'è la parte della diga, immensa, a guardia delle zone abitate e costruita dopo l'alluvione che avvenne all'inizio degli anni '50.


Non so se sia l'unica diga (non credo), ma di sicuro è gigantesca.
Come gigantesche sono le pale eoliche, bellissime. Io ho una fissa tremenda con le pale eoliche, mi dovete scusare, è che sono come delle presenze rassicuranti, quasi fantasmi, che cantano con voce soffice ad ogni soffio di vento.




Altre presenze imperscrutabili e imponenti sono i vecchi mulini di Kinderdijk.


Kinderdijk è un posto che in inverno, quando i musei dentro i mulini sono chiusi e ci sono pochissime persone in giro, è quasi surreale. Siamo arrivati al mattino intorno alle 10:30, faceva un freddo cane e il vento tagliava la faccia. I mulini sembravano presenze quasi minacciose nella nebbia, ma man mano che ci avvicinavamo rivelavano il loro vero aspetto, come eleganti guardiani in attesa.




L'unico in funzione era questo, il più grande di tutti, posto davanti come a comandare tutti gli altri.
Tornando indietro, ormai quasi all'ora di pranzo, nel silenzio profondo di quel posto in cui il solo rumore era quello delle anatre in volo, ci siamo sorpresi ad ascoltare uno scricchiolio quasi improvviso: era l'acqua che, sotto i raggi del sole di mezzogiorno, si scongelava accanto a noi. 
Alcune paperelle (quelle col becco bianco e le gambe lunghe, no ho idea di come si chiamino) stavano sguazzando nell'unica pozza d'acqua disponibile.


E poi c'è stata Amsterdam, soprendente, colorata, viva. Ricca di storia, di vite vissute in case storte con carrucole e di biciclette parcheggiate una sull'altra a sfidare la gravità.



Ci sono posti che ti strappano un sorriso, come questo Condom shop: 



e altri che ti fanno credere di essere in un paese di fate (o al cospetto del castello di qualche principessa della Disney).




Ci sono paesini, poi, come Zieriksee, che ti tolgono il fiato nella loro semplicità.





La cucina olandese non è esattamente tra le più rinomate al mondo, e infatti penso di non aver incrociato nessun ristorantino tipico. E' pur vero che siamo amanti del cibo esotico e in particolare di quello orientale, così abbiamo mangiato spesso giapponese, turco e indiano.
poi però, l'ultimo giorno a Zieriksee, proprio prima di avviarci verso l'aeroporto di Eindhoven, ci siamo concessi un pasto discretamente abbondante in un pub del paese:


Zuppa di cipolle con pane e formaggio



salmone su toast


peperoni ripieni

insomma un misto di cucina francese e... nordica, se così si può chiamare. Comunque ottimo!

Devo assolutamente tornare in questo Paese, perché vorrei visitare altre città che non ho avuto il tempo di vedere.

Thanks for reading e viaggiate finche potete!

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mercoledì 13 gennaio 2016

Winter must-haves: tisane

Io le tisane, premetto, le bevo tutto l'anno, perché in estate una volta fatte freddare sono una bomba, però ovviamente il periodo autunnale/invernale è quello in cui di solito fa più voglia bere qualcosa di caldo e quindi, soprattutto se sono in casa tutto il giorno, le mie tisanine non me le faccio mancare mai. Per problemi miei vari devo bere tantissima acqua, e alternarla a qualcosa che abbia un sapore ovviamente è meglio.

Ma iniziamo con l'elencare quali sono le tisane che sto bevendo in questo periodo.

Le più "strane", nel senso che sono tisane un po' diverse da quelle Twinings o Pompadour o altre marche a cui siamo normalmente abituati, ma che stanno comunque andando parecchio di moda ultimamente, sono quelle della Yogi Tea. Sono nate per essere tisane ayurvediche, quindi derivanti dall'ayurveda che è la medicina tradizionale indiana. Che sia vero o no, ci sono moltissimi ingredienti e accostamenti davvero particolari. Per ora ne ho provate solo 4, e mi sono piaciute tutte con diversi gradi di preferenza.

La prima che elenco è quella alla Rosa.


Oltre a sapere di petali di rosa contiene anche ibisco, fiori di lavanda e altre piante. Devo dire che mi piace molto, non è forse tra le più adatte per l'inverno ma la trovo particolare e avvolgente.

La seconda è Entusiasmo ed Allegria.


Contiene, tra le altre cose, il peperoncino, ma questo non fa sì che sia piccante - per quanto lo possa essere una tisana - bensì il gusto del peperoncino è molto delicato e si avverte come a coda di tutto il resto, rimane impalpabile sulla lingua a fine sorso ed è davvero rinvigorente. Non solo: questa tisana, a differenza delle altre che ho provato finora di questa marca che sono comunque molto corpose, è quasi densa. Non so come dire, non è che visivamente si presenti come una crema, ma soprattutto quando si arriva verso la fine della tazza la sensazione in bocca è come di bere sì in liquido ma con un po' più di corpo.

La terza è Choco Chili Tè


A questa tisana, ispirata alla bevanda azteca contenente cioccolato e peperoncino, si deve fare un po' l'abitudine. O almeno, a me all'inizio mi ha convinta poco perché sembra di bere cioccolata calda e invece è una tisana, insomma, è una roba un po' strana. Però poi mi è risultata davvero molto utile le sere in cui mi sarei scofanata una tavoletta di cioccolata intera e con questa invece mi sono accontentata di sentire solo il sapore del cioccolato e mi è bastato.

L'ultima mi perdonerete ma buttai via la confezione e la devo ricomprare, quindi la foto la prendo dal web, ed è la Detox.

Questa è decisamente la mia preferita tra le Yogi Tea che ho provato finora. Fa fare tanta "plin plin", perché contiene tante erbe diuretiche, e alza la pressione vista la presenza della liquirizia. La devo assolutamente ricomprare!

L'unico neo delle tisane Yogi Tea è il prezzo: più di 4 €, mediamente, per sole 17 bustine. Infatti io le ho sempre o quasi comprate in offerta alla BioBottega, quando mi davano la grazia di trovarle.

Altra marca che amo è la Pompadour, di cui sto impazzendo in particolare per la tisana Garofano e Cannella.


 Mi piace perché la cannella - che, sia ben chiaro, infilerei anche nella pastasciutta - è presente ma non invadente, dà alla tisana quella nota calda ma non stucchevole. Davvero molto invernale, come suggerisce anche l'immagine e il nome in tedesco.

Quando si parla di Twinings si parla di qualità, ma non sempre, perché mi è capitato di provare tisane che non mi convincessero proprio per nulla, vuoi perché col tempo e la fama si è forse un po' troppo "annacquata", se mi passate il termine. Ad ogni modo, di questa marca il mio must have invernale -  ma anche estivo raffreddata in frigo è un portento -  è, sempre e comunque, la tisana limone e zenzero.


Sia calda che fredda è un piacere per le papille gustative, io adoro sia il limone sia lo zenzero (ne sono praticamente dipendente) e li mangio a morsi tirati fuori dal frigo quindi per me questa è il top.

E ora lei, l'immancabile tisanina al finocchio. Questa è della Aboca, e davvero non è male.


Adoro il sapore e soprattutto l'odore del finocchio, non manca mai in cucina e neppure sotto forma di tisana che, si sa, è digestiva e contrasta la formazione dell'aria in pancia quindi è fantastica soprattutto in quei giorni del mese in cui siamo più gonfiotte anche per questo.

Last but not least, la tisana all'arancia rossa della Viropa.



Ha un gusto molto powerful, quasi aspro, contiene oltre all'arancia altre erbe e fiori tra cui la rosa canina. Io la trovo perfetta al mattino durante lo studio, dà una bella carica energizzante e vitaminica.

E questo è tutto (per ora XD)!



sabato 2 gennaio 2016

Qua si mangia bene! #5

Il primo post del 2016 lo voglio dedicare a un posto speciale.
Durante un mini soggiorno a Roma per scopi di visite mediche, quindi tutt'altro che per scopi piacevoli, ci siamo imbattutti in un ristorantino carino carino che si chiama Komorebi.


Ora, già il nome è particolare perché in Giapponese pare significhi "luce che filtra dalle foglie degli alberi". Uau.
E' un bistrot vegetariano/vegano davvero particolare, ci sono pochissimi tavoli e soprattutto il sabato sera ma anche per le serate a tema bisogna prenotare con un certo anticipo.






Noi ci siamo capitati per caso, e non sapendo dove andare a sbattere la testa per mangiare dopo aver letto che c'era cucina vegetariana e vegana mi ci sono fiondata (ovviamente il mio fantastico seppur carnivoro uomo mi ha assecondata XD ).
Manco a farlo apposta abbiamo beccato la serata a tema, e c'era una cuoca colombiana che preparava [errata corrige: coadiuvava la chef Tatiana nella preparazione] appunto piatti della tradizione colombiana. Penso di aver mangiato fino a scoppiare.
Prima di cena mi sono gustata una bella tisana calda invernale con la bustina servita in un cubetto di cartone monodose, al cui interno c'era un pensierino scritto in un piccolo bigliettino.



Una delle parti più piacevoli della serata è stato senz'altro parlare col proprietario, Alessandro, che ha aperto da pochi mesi questo fantastico bistrot ed è entusiasta del suo lavoro, si vede da come ci parla della sua attività e da come gli brillano gli occhi ad ogni descrizione di piatto. Eh sì, perché ad ogni portata (servita personalmente da lui ai tavoli) ci spiegava non solo il contenuto dei piatti ma ci raccontava anche la storia che c'era dietro.

Era tutto buonissimo, ma probabilmente la cosa più buona che ho mangiato quella sera è stata la salsa guacamole


Senza vergogna dico che ho finito pure quella del mio fidanzato :D
Cotale meraviglia di salsina era da spalmare su questi:


ovvero delle empanadas, che ho quindi appreso non essere solo argentine, e delle specie di tigelle senza strutto di cui adesso non ricordo il nome.

Il ripieno delle empanadas, a base principalmente di pisellini, era una cosa gustosissima.

La cosa più affascinante però è stata senz'altro il main course, composto da un piatto unico chiamato "bandeja paisa". Della parola bandeja, vassoio, già conoscevo il significato, mentre paisa sembra la parola che i colombiani usano per riferirsi alla gente povera, di campagna.
I nobili erano soliti mangiare sulla riva del mare e, una volta sazi, lasciare gli avanzi lì. I campesinos, quindi, i contadini della zona circostante, ma anche i poveracci nullafacenti, erano soliti aggregarsi in gruppi e nascondersi nei pressi della spiaggia, aspettando il momento buono per andare a raccogliere gli avanzi. Ognuno arrivava con un vassoio di fortuna, e metteva tutti gli avanzi assieme così che il risultato era un piatto unico, appunto la bandeja paisa.


Non vi dico la bontà! Platano fritto, fagioli al platano, crocchette di riso e patate, uno spettacolo di sapori!
Dulcis in fundo, un tortino di riso cotto nel latte d'avena con uvetta e salsa di amarena


Ho fatto davvero fatica a finirlo, perché come avete visto le porzioni erano generose, ma era una delizia!
Per aiutare la digestione, infine, un fantastico digestivo caldo a base di cannella e anice dal sapore incredibile, non lo saprei descrivere ma il calore dell'infuso regala il meglio sia della cannella sia dell'anice, messi insieme, e secondo me la digestione l'ha aiutata davvero!


L'acqua è solo naturale ed è servita dal depuratore, quindi per gli amanti dell'acqua frizzante questo potrà forse essere un punto negativo



Cosa ancora più incredibile è stata il prezzo: in due, tisana inclusa, per tutta questa roba abbiamo pagato solo 41.00 €!
Inoltre, cosa che ancora non avevo menzionato, c'è una mini esposizione di quadri di artisti contemporanei [errata corrige: sono della chef Tatiana, coproprietaria del ristorante!], una piccola libreria se uno ci capita per un tè o un caffè e vuole leggersi un libro al calduccio, e l'angolo musica con lo stereo proprio accanto ai libri.
Per la particolarità del posto, per la qualità del servizio e delle materie prime utilizzate, per l'attenzione alle cucine estere e alla loro fedele rappresentazione tramite cuochi provenienti dagli stessi Paesi, per la cordialità del proprietario, che anche all'ultimo e pur non avendo prenotato ha fatto in modo di farci mettere a sedere, e per la bontà dei piatti, 5 stars!
Se capitate a Roma, fateci un salto. Questo il loro facebook.

Thanx for reading e scusate per le correzioni, ma Alessandro, il proprietario del locale, mi ha fatto notare queste due imprecisioni e le ho corrette senza eliminare però il testo originale :)

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mercoledì 30 dicembre 2015

Preferiti del periodo: dicembre 2015

Il 2015 è quasi al termine!
Io ovviamente non farò niente di speciale per l'ultimo dell'anno, come sempre, a parte rare eccezioni negli ultimi anni, ma lo trascorrerò con chi amo ed è quello che conta.

Come ogni mese mi accingo a mostrarvi quali sono state le cose che più ho amato in questo mese di dicembre, beauty non make-up, make-up e tutto ciò che non rientra in queste due categorie.

Beauty

il primo prodotto è uno di quelli a cui non avrei dato un soldo, e invece poi si è rivelato davvero ottimo. E' uno shampoo ed è (ebbene sì!) della Garnier. Attenta agli INCI come sono, non posso certo mettermi ad acquistare gli shampoo della Garnier indiscriminatamente come quando avevo 14 anni. E infatti questo shampoo (e non è l'unico) non contiene ingredienti dannosi: niente siliconi, i tensioattivi più aggressivi sono opportunamente bilanciati con altri surgrassanti e non ci sono parabeni. Per chi non ha particolari problemi di capelli troppo secchi, o per chi come me li ha corti e li lava magari più spesso, è l'ideale.
E' quello al pompelmo, e si chiama Grapefruit Tonic. In piccolo, se vedete, sotto al nome in un riquadretto verde c'è scritto senza siliconi/senza parabeni. Vorrebbe essere uno shampoo lucidante per capelli spenti, io su questo posso dirvi poco perché al momento li ho cortissimi e noto poco la differenza quindi se lo avete provato e avete visto che si ottiene anche questo risultato fatemi sapere. Comunque, per i pochi euro che costa, vale la pena provare, anche solo per il profumo!



Il secondo prodotto di questa categoria è una maschera per il viso, che penso sia la cosa migliore che io mi sia mai spalmata sulla faccia. E' della Dr Organic. marca ecobio piuttosto cara ma veramente di ottima qualità. Questa maschera in particolare è quella alla rosa.


L'ho presa su EccoVerde al 10% di sconto e mi sembra che così scontata venisse sulle 13/14 €, non ho con me il prezzo esatto ma comunque anche se costasse 20 € li varrebbe tutti. Oltre a profumare di rosa ma in maniera non stomachevole, è ovviamente una maschera antiage ma la cosa che più colpisce è che comunque purifica la pelle come se fosse una maschera purificante all'argilla verde o simili, e inoltre la lascia liscissima e morbida. Una volta a settimana non me la faccio mai mancare!

Ultimo della categoria beauty è un altro prodotto della Dr Organic, di cui però ho provato solo un campioncino che mi avevano mandato da Ecco Verde con il penultimo ordine, la crema viso all'olio d'argan del Marocco.


A parte anche qui il profumo che è una cosa paradisiaca, questa crema è davvero ottima per chi come me ha la pelle secca e in inverno ha bisogno di quel tocco di idratazione in più. E' una crema da notte, ma in inverno secondo me si può usare anche di giorno avendo appunto questo tipo di pelle. Il campioncino mi è durato circa una settimana perché ne basta davvero pochissima, e costa 22,89 €, almeno su EccoVerde. Non è poco, ma dura davvero tanto ed è sinceramente una delle creme migliori che io abbia mai provato. Se avete ricevuto dei soldini a Natale magari in parte sfruttateli per questa!

Make-up

Questo è stato il mese della Kiko e della Neve Cosmetics.

Della Kiko sto usando tantissimo un pezzo della nuova collezione - ma quante ne sfornano ultimamente? ogni mese ce n'è una nuova, non gli sto più dietro! - quella ispirata alle cheerleader americane, ed è un duo ombretto in stick + eyeliner sempre in stick. Io ho preso la 02, sul ramato e marrone.



Non si vede molto dallo swatch a causa della luce che ho in camera che non è delle migliori (col flash veniva peggio), ma vi assicuro che quel rame brillante è una bomba! Una volta messo non si schioda di lì, hai la possibilità di sfumarlo per qualche secondo e poi si fissa inesorabilmente. Si rimuove però facilmente con un bifasico ma anche con struccanti a base oleose, acque micellari e salviettine struccanti. Perfetto quando avete fretta da spatafasciarvelo e via sulla palpebra. Sta benissimo sugli occhi verdi! Ho pagato questo duo circa 6/7 € quindi niente di tragico. Spero che in futuro rifacciano questo colore anche in altre collezioni perché mi è piaciuto davvero tanto.

Altro prodotto della Kiko che mi sta piacendo un casino, e che però fortunatamente è permanente, sono i rossetti della linea Gossamer Emotion. Già lo scorso mese vi avevo parlato del 127, quel bel fucsia scuro freddo, e poi ho acquistato anche il 102, un nude rosato che indosso spessissimo, il 128, un bel melanzana, e infine lui, un colore che so descrivere male perché non è molto definito, il 109, che è una specie di ruggine molto scuro.



Sulla mano sembra più sul malva ma in realtà sulle labbra (almeno sulle mie) prende un tono più scuro e vira appunto sul ruggine. Bello bello bello. Ho comprato anche la matita corrispondente, la 315 della collezione di matite classiche temperabili con il corpo dorato. I rossetti di questa linea costano intorno alle 7/8 € e li valgono tutti. Adoro anche, come vi avevo già detto, la confezione a scatto che si apre premendo il bottone in alto.

Della Neve Cosmetics mi sono innamorata di 3 prodotti, che non c'entrano niente con le ultimissime collezioni ma sono invece ormai pezzi classici.
Il primo è un correttore a polvere libera per brufoli e arrossamenti della pelle, color verde, acquistato su BioAlkemilla per 10,86 €.



Copre perfettamente il rosso ed essendo verde chiaro e non scuro o pistacchio come molti correttori verdi in crema si adatta perfettamente al mio incarnato.

Altro prodotto, una palette che ho composto io acquistando, sempre su BioAlkemilla, la palette vuota da 4 ombretti color limone (5 €) e mettendovene dentro per ora 3, di cui due ombretti - Watermelon e Red Carpet, entrambi 3,57 € - e un illuminante, Plastic, stesso prezzo degli ombretti.




Devo dire che per farli scrivere gli ombretti ci vuole un po', almeno sulle mie palpebre, perché se si danno solo una o due passate il colore viene un po' più "timido", diciamo, invece se volete farvi un bel trucco smoky rosso dovete metterne un bel po'. Comunque poi si sfumano bene. In realtà però li ho amati soprattutto come blush. Dati in quantità infime, danno davvero un bel colorito sano alle guance ed essendo opachi non sembra che vi siate date il blush. L'illuminante è sul dorato/madreperlato, e l'ho preso perché ne avevo solo due, della Essence, che sono entrambi freddi, invece questo è caldo e sta bene soprattutto con trucchi dai toni ramati, rossi, marroni, dorati appunto. Si sfuma meravigliosamente e si può dare bene sia col pennello sia con le dita. Io spessissimo uso il face expert brush di Real Techniques. Non dimentichiamoci poi che sono prodotti a INCI verde!!!

E ora veniamo all'ultimo prodotto, sempre di Neve Cosmetics. Ultimamente sto spesso fuori dalla mattina alla sera, truccata, e avendo una pelle che "si beve" tutto quello che ci metto sopra, arrivavo alla sera con il fondotinta ovunque per non parlare del resto. Poi ho scoperto la Nebbia Fissante di Neve Cosmetics, e penso che non la mollerò più!


Si può usare anche come primer, ma io per ora finisco quello della PuroBio, poi magari proverò. Prezzo su BioAlkemilla 8,41 €.

Altro

In questa categoria questo mese c'è tutta roba da bere. 
Io e Lui eravamo a Roma per una visita e poco prima dello studio medico (a La Storta, per chi conosce la zona) abbiamo trovato un negozio di dolciumi, caffè, vino, tisane e altro come quelli di una volta, una specie di drogheria gigante, c'erano anche le spezie.
Io ovviamente mi sono fiondata al reparto tisane (penso che prima o poi farò un post solo sulle tisane che mi sto bevendo quest'inverno) e ne ho comprate 3. Una la conosco benissimo, Lemon&Ginger della Twinings, un must have della stagione fredda, mentre altre le altre due che ho comprato e che vi raccomando assolutamente sono Choco Chili Tè della Yogi Tea e Garofano e Cannella della Pompadour.





La più economica è sicuramente quella della Pompadour perché come si sa la Yogi Tea ha prezzi allucinanti (più di 4 € per nemmeno 20 bustine), ma sono entrambe azzeccatissime per la stagione. Quella al cioccolato sa veramente di cioccolata speziata e si ispira infatti alla famosa bevanda azteca a base di cioccolata e peperoncino, mentre quella al Garofano e Cannella contiene anche altri ingredienti ma diciamo che questi sono i predominanti. La adoro perché la cannella è davvero ben bilanciata, non è troppo "in your face".

Ultimo della lista è un latte che adoro, ovvero quello di nocciola. 


Come sapete non bevo latte vaccino ma solo latti vegetali, e visto che non amo bere spesso il latte di soja normalmente acquisto latte di avena, cocco (quello dietetico non quello per cucinare), farro, miglio, orzo e ovviamente questo qua alla nocciola che è una cosa spettacolare. Amo anche farci il porridge perché l'avena prende tutto il sapore delle nocciole. Amazing!


Thanks for reading e buon anno!!!

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venerdì 18 dicembre 2015

La canzone che mi frulla in testa #7

Lo so, non è molto che ho scritto la #6, ma in questo periodo - forse perché mi ritrovo a passare le serate a spignattare per fare i regali di Natale in casa - sto ascoltando ancora più musica del solito, e quindi ecco qua le tre del momento.

Number one

Lei, la mia amatissima, onirica, sublime The Rain Song.
Houses of the Holy è un album straordinario, ma d'altronde stiamo parlando dei Led Zeppelin. A me piace perché è eterogeneo e anche, forse, un po' più prog che rock, nel senso che non si sa bene dove si va a rifinire, in certi brani, e The Rain Song è uno di quelli.
Più che la parte vocale mi ritrovo spesso in testa e canto l'intro di chitarra, che si ripropone poi nel pezzo, perché ha qualcosa di speciale, di ultraterreno quasi. Non so cosa abbia Jimmy nelle mani, ma qualunque cosa sia non è di questo mondo.

Number two

Il secondo è un brano a cui sono sempre stata legata perché è uno dei preferiti di mia madre, e ultimamente si è legato ancor di più a un evento importantissimo e quindi lo custodirò ancora più gelosamente nel mio cuore. Sto parlando di un brano che fa parte della colonna sonora del film L'Ultimo dei Mohicani, e si chiama Promentory, di Trevor Jones. In pratica è il main theme, uno se pensa alla soundtrack del film pensa a questo, ed è un pezzo che ha la capacità di portarmi in posti lontani e farmi scordare di tutto il resto. E' amore allo stato puro. Penso che come genere possa rientrare nella musica celtica, anche se ormai avrete capito che non amo molto le etichette.

Number three

In realtà sono diversi mesi che ho scoperto questo gruppo e questo pezzo in particolare, che è una bomba. Lo so, non sono niente di speciale in confronto a quanto prima citato in questo post, ma d'altronde non posso sempre e solo parlare dei mostri della storia del Rock :)
Il brano in questione si chiama Trip Switch ed è di un gruppo piuttosto nuovo sulle scene dell'alternative rock, i Nothing But Thieves, che si sono formati pochissimi anni fa. Il cantante mi ricorda un po' - vagamente eh - l'amore mio Jeff (chi mi conosce sa che sto parlando di Jeff Buckley, la salvezza delle mie orecchie, un angelo fatto voce). Dico così perché ha un timbro molto simile e sa giocare bene con la voce, dal vivo è una bomba e non sbaglia una nota. So che si può anche sbagliare, anche i più grandi sbagliano, ma quando sotto c'è dello studio per arrivare alla perfezione, ecco, diciamo che si sente. Oltre la voce, il brano è potente ed energico, l'ideale da mettere in macchina e cantare a squarciagola perché dà proprio la carica per iniziare la giornata.

Thanks for reading e buona musica!

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giovedì 10 dicembre 2015

Burnt - Il Sapore del Successo: my review

Non si può dire che le due ore e passa di questo film scorrano male. A me è passato in un baleno, vuoi perché amo qualunque film abbia a che fare con roba da mangiare XD o vuoi perché la narrazione è davvero coinvolgente e svolta in maniera ritmica e appunto con una discreta andatura.
Però non per questo il film (diretto da John Wells e scritto da Steven Knights) tralascia i dettagli, anzi: trattandosi di un film che ha come protagonista assoluta la cucina stellata Michelin e uno chef fuori di testa ma che di meglio non ce n'è, è un piacere osservare i particolari dei piatti in preparazione e di quelli finiti appena "dipinti" sul piatto - perché qua è di arte che si parla e non solo di quella dell'accostare sapori per formarne sempre nuovi.
La cucina è chimica e amore, e questo Adam Jonson (Bradley Cooper, protagonista di film stratosferici come American Sniper e Limitless) lo sa bene. Come spesso accade, però, genio e follia vanno a braccetto e Adam ci racconta, con le vicende che si susseguono nella trama, di come abbia sputtanato la sua vita - lavorativa e non - nella Parigi dell'haute cuisine per colpa di vizietti non proprio trascurabili.
Ma ogni eroe caduto nell'abisso ha la sua redenzione, e nella Londra odierna - quello spettacolare melting pot di colori, suoni, profumi, etnie e identità - Adam nonostante la sua testardaggine e arroganza (un po' di "savoir faire" ci vuole, in questo campo, per farsi dar retta, ma lui un po' se ne approfitta) potrà provare a rifarsi. Fondamentale nel suo percorso di crescita sarà Helène (la biondissima Sienna Miller), brillante sous-chef inglese madre di una bambina in età da elementari - bambina che a dispetto dell'età sembra già essere una futura promessa della critica gastronomica. Cast davvero ben scelto (tra i tanti, una purtroppo ormai siliconatissima Uma Thurman nei panni del critico gastronomico dell'Evening Standard) e armonico, ma non posso giurare di non essermi fatta due risate quando in scena è entrato Scamarcio, che recita in inglese e si autodoppia e secondo me era meglio se lasciava fare a un doppiatore!

Il film insegna davvero molte cose, fra le tante quella che è meglio guardarsi dai falsi amici piuttosto che dai nemici veri, quelli dichiarati ma mai sleali.

Andate a vederlo, ve lo consiglio davvero, però magari a stomaco pieno :D

Per le amanti di Bradley: sì, le prelibatezze cucinate per tutto il film non sono la sola cosa che fa venire l'acquolina in bocca.






giovedì 3 dicembre 2015

La canzone che mi frulla in testa #6

Eccomi qua con questo consueto appuntamento musicale.

La number one song che mi girella in testa in questo periodo, o comunque forse quella che si fa viva più spesso, è Wild Horses dei Rolling Stones. Cos'altro dire se non che è stupenda? Ho sempre avuto un debole per la voce di Mick Jagger e in questo pezzo mi piace ancora di più. Penso tra l'altro che i loro brani lenti siano tra i più belli - un altro felicissimo esempio è Streets of Love.

Il secondo brano è di Loreena McKennitt e si chiama The Bonny Swans. Ce l'ho spesso in testa perché è uno dei miei brani preferiti di questa cantautrice canadese dalle origini irlandesi e scozzesi. Icona della musica celtica, Loreena ha scritto un bel po' di roba interessante e originale oltre ad aver riarrangiato ed eseguito classici del genere come Blacksmith. Non saprei dire perché The Bonny Swans è uno dei miei preferiti, forse perché la parte vocale è particolarmente bella e anche difficoltosa, e l'andamento generale del pezzo mi fa stare bene.

L'ultimo brano, che come ormai per tradizione classifico come quello che canticchio più spesso, è un brano pop.
Ebbene sì!!! So che potrà sembrarvi strano, se mi conoscete, ma se mi conoscete bene bene bene sapete anche che io non sono mai stata una che si fissa con un genere e lo spolpa fino all'osso (sebbene adori il prog e il rock in generale e li abbia magari approfonditi un po' di più), perché penso che ci sia del buono in ogni genere e che fermarsi a un genere solo massimo due significa probabilmente ascoltare una bassissima percentuale di buona musica, mentre il resto è... nah. Non sempre è così, ma spesso. Tra l'altro non amo le etichette, perché oggi per essere originali bisogna anche e soprattutto fare dei bei mix (crossover, chiamateli come volete) quindi fanculo al pop e alle altre etichette e diamoci dentro.
Il brano in questione è quello che ha segnato il grande e atteso ritorno di una delle voci più belle del globo.
Sto parlando di Hello, e lei è Adele.
Potente, ben scritto, e lei è da brividi. E' da brividi pure quando la canta dal vivo, come sempre con tutti i suoi brani, tra l'altro.
Non vi nascondo che i testi cominciano un po' a starmi sulle balle, perché sta qua è sempre a lagnarsi di pene d'amore, ma d'altra parte è il suo marchio di fabbrica ed è giusto che se lo tenga.

Thanx for reading!

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martedì 1 dicembre 2015

Qua si mangia bene! #4 Babazuf è per palati raffinati!

Ma come ho fatto a non essere mai andata prima a mangiare in questo fantastico ristorante??
E' senza dubbio ad oggi il mio preferito a Siena, ci ho davvero mangiato benissimo e avendo avuto la possibilità di assaggiare altri piatti - e qui ringrazio i commensali per la gentilezza dimostrata, perché io per dovere di cronaca assaggiavo da tutti, o almeno dai più vicini - posso dire che è tutto buonissimo.
Innanzitutto un ristorante che a fine Novembre mi accoglie con i cappelli di Babbo Natale infilati sullo schienale delle sedie ha gia vinto, o almeno in parte. Per non parlare delle tende cucite a vestito di Babbo Natale con cintura e bottoni, tutte rosse. Amazing!

Ma veniamo al sodo. The food!
Appena arrivati ci hanno portato l'acqua, cosa che purtroppo non tutti i ristoranti hanno ancora capito, e dei favolosi grissotti cicciotti fatti con anche il succo della barbabietola, infatti come si vede in foto sono rossicci.


Dopo aver sgranocchiato questi saporiti grissotti mi sono concessa un antipasto bello tosto: tortino di riso con scamorza e dadini di affettati.


Che poi (fortunatamente) di dadotti di affettati, principalmente salame, non ce n'erano poi molti (dico fortunatamente perché cerco sempre di mangiare carne il meno possibile se non per niente).
Un antipasto spettacolare, a detta di chi lo ha mangiato perché a me i carciofi non entusiasmano, è il cappuccino di carciofi con frollini al parmigiano, che come si vede sembra proprio un cappuccino.


Un paio hanno preso questo fantasiosissimo millefoglie di cotechino e zucca con crema di patate, davvero delizioso. L'ho assaggiato perché a me non piace il cotechino per il suo essere estremamente grasso e unticcio, e volevo proprio vedere se fosse "pesante" e grasso o no. Era una delizia, non sembrava nemmeno carne. Millefoglie perché invece di essere un blocco unico o a pezzetti il cotechino era tagliato a fettine sottilissime.



Terminati gli antipasti, c'è chi si è dato ai primi e chi ai secondi. Pastaia come sono, io mi sono tuffata in questo splendido e coloratissimo piatto di gnocchi primavera fatti in casa con crema di pecorino. Erano delicatissimi e per nulla zeppi, nel senso che non davano il classico senso di sazietà che danno gli gnocchi pastosi dopo qualche forchettata. Ne avrei potuti mangiare mooooolti ma molti di più!


Quelli colorati sono fatti con le barbabietole rosse e quelli verdi con gli spinaci.
C'è chi si è innamorato della pappa al pomodoro


e chi invece ha optato per dei rigatoni di farina di castagne fatti in casa conditi con ragù di salsiccia, davvero molto autunnali.


I secondi non sono da meno. Mamma si è concessa un'anatra all'uva...


...mentre altri hanno preferito il piatto del giorno, ovvero il baccalà con pomodorini e peperoncino (e altra roba che non ricordo), dolce e piccante al tempo stesso e per nulla salato,



oppure per del capocollo tagliato bello alto con purè di mele renette al cacao. Una vera bomba, un mix di sapori davvero particolare


Anche i contorni sono davvero delicati e particolari. Nelle foto, uno è un piatto di carciofi, come è evidente, e l'altro è invece del Topinambur cotto non si sa come perché da duro come il marmo risulta invece tenero tenero, e prende un sapore similissimo al carciofo




Ma i dolci.... I DOLCI!!!! Da uscire e chiamare la gente per strada a farglieli assaggiare.
Io appena ho letto "ricotta con scorze d'arancio caramellate" mi ci sono fiondata. E ho fatto bene.


Poi però, come spesso facciamo, io e il mio fidanzato abbiamo fatto a scambio così lui si è mangiato metà della mia ricotta e io metà del suo cheesecake allo zafferano. La parte inferiore sapeva come di amaretto.


I prezzi sono davvero giustissimi: dalle 5 alle 7 € per gli antipasti, dalle 10 alle 14 € per i primi, dalle 11 alle 20 € per i secondi dove 20 € sono giusto per la tagliata al tartufo.

La cucina è quindi toscana/senese ma rivisitata con un tocco raffinato e originale.
Sicuramente il migliore ristorante di Siena dove io abbia mai mangiato!
Si trova in via di Pantaneto, lascio qui il link.

Andateci!!!

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xx