mercoledì 8 giugno 2016

Liebster Award

Grazie mille a Roby di robyshomelife per avermi nominata! Rispondo con un po' di giorni di ritardo alle domande da lei poste in questo post a proposito principalmente della bioecocosmesi, e mi scuso in anticipo se al momento non ho dieci bloggers da nominare, è un periodaccio per me e non ho molto tempo a disposizione ma appena potrò farò una ricerca dei bloggers con meno di 200 followers che possono essere interessati all'argomento.
Intanto le mie dieci domande le ho compilate, e le inserisco alla fine di questo post per chiunque legga e si senta di voler partecipare.

Queste le domande di Roby e le mie risposte:

Che prodotti usi per proteggere i capelli al mare?


Mmh.. Li ho cortissimi e quindi praticamente nulla! Una volta, quando li avevo lunghissimi, utilizzavo l'olio per capelli dell'Erbolario Velo Solare e mi trovavo bene perché non se ne andava del tutto con l'acqua e me li lasciava belli morbidi.

Hai una marca preferita per i solari?

Tutte le creme che ho provato gli anni passati che non contenessero ingredienti dannosi avevano un'altissima percentuale di ossido di zinco che mi ricopriva di un'antiestetica patina bianca.. Tipo la crema solare corpo della Viviverde Coop che mai più ricomprerò, per quanto efficace nella protezione! Quindi quest'anno ho deciso di provarne altre, guarderò un po' di recensioni in giro assicurandomi che la patina bianca non la facciano, e poi proverò a produrne una da me. Ho da poco acquistato dei filtri solari su FarmaciaVernile, uno dei siti da cui mi rifornisco per produrre cosmetici fatti in casa, e a breve realizzerò una crema viso e una crema corpo con protezione 15/20. Di più con le creme fatte in casa non si può, e per i primi giorni della mia pelle bianchissima infatti proverò qualcos'altro di nuovo. Se qualcuno mi volesse suggerire delle creme solari ecobio che non mi facciano però sembrare coperta di vernice sarei gratissima!

Cosa c'è nella tua borsa per il mare?


Un gran casino! Scherzi a parte, occhialini da piscina/mare altrimenti le lenti a contatto scappano, creme solari, settimana enigmistica/libro da leggere, telo, penne, borsettina da passeggio micro per metterci l'essenziale quando vado a fare le mie lunghe camminate sulla spiaggia.

Applichi un prodotto particolare sui brufoli?


Olio essenziale di Tea Tree in quantità copiose, più volte al giorno quando posso, proprio sul brufolo. 

Cosa non deve mai mancare sul tuo comodino?


La crema per le mani! Sono secchissime e adoro coccolarle prima di andare a dormire quando non devo più toccare niente. Ah, e il caricabatterie dell'IPhone XD

Qual è la tua marca di cosmetici preferita?

Difficile trovarne una soltanto... Forse la PuroBio per il make-up e per il resto dei cosmetici la Benecos. Entrambe sono low cost ma davvero di buona qualità. Comunque ce ne sono tante altre che meritano (Dr Organic, La Saponaria, Omia Laboratoires, Omnia Botanica... potrei continuare!)

Quali sono le tue palette di ombretti bio preferite?


Ecobio non ne ho moltissime, anche se ne ho diverse non ecobio che non contengono petrolati o altri ingredienti dannosi (Nabla, Zoeva, Mulac). La mia preferita però me la sono composta da me, è della NeveCosmetics e contiene per ora 3 ombretti (Watermelon, Red Carpet - che uso entrambi anche come blush - e l'ombretto/illuminante Plastic) e ho scelto come contenitore quello da 4 cialde color limone. Sempre sulla Neve Cosmetics, mi trovo bene anche con la Duochrome Gli Arcobaleni. Non è una palette da tutti i giorni, ovvio, però per la sera ci ho realizzato diversi look interessanti e molto d'effetto.

Che prodotto usi per una manicure perfetta?

Beninteso che la mia manicure è ben lontana dall'essere perfetta, perché le unghie le ho cortissime (anche se grandi e a oliva) e le mani dalla pelle secchissima, mi faccio bastare una buona crema mani che di solito fabbrico da me, e il tenere le unghie pulite e con un velo di smalto dai colori sobri (per via principalmente del lavoro che faccio non posso mettere smalti più stravaganti, ho le mani sempre in vista).

Adesso che arriva l'estate, come ti prendi cura dei piedi?

Tolgo la pelle morta con questo fantastico aggeggetto della Dr Scholl, il Velvet Soft, e li incremo più spesso con la crema corpo o mani. Poi in estate smalto a go-go!

Troppi ce ne sarebbero perché adoro viaggiare e sono di natura molto curiosa, ma se dovessi metterne uno in cima alla lista (e se avessi mesi e mesi di tempo a disposizione) vorrei fare diversi Paesi dell'Asia soffermandomi in ciascuno per diverso tempo. Giappone, Vietnam, Laos, Cambogia, Cina, Thailandia, Myanmar, Tibet.


Ecco invece le mie dieci domande:

1) Qual è il make-up look con cui ti senti più a tuo agio?

2) Sei riuscita a trovare la tua crema viso perfetta? 

3) Hai un'alimentazione sostenibile? Ovvero, cerchi di acquistare quasi esclusivamente prodotti biologici o da aziende che non recano danni all'ambiente? Ricicli? 

4) Borsa grande o borsa piccola? :) 

5) Come hanno reagito i tuoi capelli al passaggio all'ecobio? E adesso dopo un po' di tempo?

6) Esclusivamente in termini di effetto visivo e di durata, preferisci il make-up ecobio o quello tradizionale con siliconi?

7) Fai uso di oli vegetali per corpo, capelli o altro? Se sì, quali sono i tuoi preferiti?

8) Nella vita quotidiana, quali sono i 5 prodotti beauty a cui non potresti mai rinunciare?

9) Sta arrivando l'estate... (Si spera!) Gonna/vestiti o pantaloni corti?

10 ) In estate quando fa molto, molto caldo ed è difficile sopportare creme addosso, ti dai comunque la crema corpo tutti i giorni o eviti/la sostituisci con altro?

Spero di poter presto taggare altri 10 blogger, come avrete capito sono agli inizi e devo ancora fare "amicizie"! Nel frattempo come ho detto chiunque voglia rispondere può auto-nominarsi, mi fa piacere conoscere le vostre risposte!


Thanks for reading!


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domenica 5 giugno 2016

Preferiti del periodo: maggio 2016

Finalmente sono riuscita a stilare la lista dei preferiti di maggio!
Cominciamo.

Beauty non make-up:

Il primo prodotto di cui vi voglio parlare è una crema corpo della NaturAllegra che ho trovato alla Coop.


Sono 300 ml e la consistenza è abbastanza fluida. E' a base di burro di karité ed è completamente ecobio, certificata. L'ho pagata sui 10 €, che per la quantità non è male. E' davvero ottima per la mia pelle secca, si assorbe facilmente e ce ne vuole la quantità giusta, ci si può vestire subito dopo senza troppi problemi.

Il secondo prodotto della categoria è un detergente ecobio mani e viso della Ekos, anche questo comprato alla Coop, per circa 5 €, 500 ml


Mi ci trovo benissimo perché non mi secca le mani e le deterge bene, inoltre la mattina lo uso anche sul viso (dice "mani e viso" quindi l'ho voluto provare) e non mi secca affatto la pelle.

Ultimo prodotto della categoria è un detergente intimo, stavolta della Bionova


Alla camomilla e al bergamotto, è lenitivo e delicato. Mi ci sto trovando molto bene e a volte lo uso anche per il viso. 200 ml, pagato 5,66 € su Il Giardino di Arianna.

Make-up

La prima meraviglia del mese è una palette (strano!), ed è della Zoeva, marca che adoro. Si chiama Nude Spectrum, e come il nome suggerisce contiene tonalità sul nude ma devo dire per niente scontate, ci sono diversi ombretti sul ramato e sul dorato davvero belli.




Guardando la palette, i miei preferiti sono il quarto della prima fila (sul braccio sono swatchati correttamente nell'ordine ma per ragioni di foto ho dovuto mettere poi il braccio in verticale), il terzo dell'ultima fila e in generale tutti gli opachi. Zoeva riesce sempre a fare delle palette estremamente pigmentate e con ottima tenuta, a prezzi tutto sommato accessibili (pagata su Maquillalia 36 €, numero di ombretti 15). Inoltre, punto a strafavore, gli ombretti della palette non contengono petrolati, oli minerali, fragranze e altre sostanze nocive - contengono invece vitamina E. Secondo me è davvero interessante, chi ha gli occhi verdi o azzurri soprattutto ci può trovare delle tonalità che li mettono davvero in risalto.

Mascara! Stavolta quello di Kiko, l'Extra Sculpt Volume Mascara.





Devo dire che - sempre con sotto l'immancabile lash primer di Wycon - non è niente male. Lo scovolino è un po' grossotto e difficile da maneggiare, stile Better Than Sex di Too Faced, ma se si fa attenzione il risulato spacca!


E' bello nero e apre tanto lo sguardo, la parte grossa in fondo la utilizzo principalmente per le ciglia all'interno dell'occhio e per quelle in fondo.

Infine, tornando agli ombretti, un pigment loose (o ombretto in polvere libera a pigmento) di Kiko.



Era da tempo che volevo provare i pigmenti liberi di Kiko e questo era quello più sobrio. Come il mascara e come la maggior parte dei prodotti, i pigmenti sono a prezzi davvero accessibili. Lo si può usare sia da solo sia mischiato con una soluzione per pigmenti, io uso quella di Neve Cosmetics che fa anche da base e mi ci trovo alla stragrande perché non è troppo liquida. L'effetto di questo ombretto è davvero bello, è un argento caldo che si sposa bene con qualunque abbigliamento o momento della giornata.

Food & Co.

In questa categoria questo mese metto la prima colazione, partendo dal latte. Sapete ormai che non uso latte di mucca se non per fare lo yogurt fatto in casa, e la mattina bevo latti vegetali. Uno dei miei preferiti ma che purtroppo riesco a trovare solo in alcune Coop e Conad e di rado, è il latte di cocco della Matt.


Lo preferisco a quello della Alpro, perché, anche se leggermente più calorico, sa molto più di cocco. Non è infatti diluito con quello di riso e si sente tantissimo il sapore di questo frutto fantastico. Freddo poi disseta molto.

Assieme ai muesli, sto provando in questo periodo i corn flakes della Activity, marca naturale biologica che non conoscevo prima.


Il prezzo non lo ricordo ma ricordo che non era male per essere bio. Il sapore è ottimo e chiaramente non ci sono oli di palma vari e altri ingredienti dannosi. Se chiusi con un elastico rimangono belli croccanti a lungo. Sono piaciuti tanto anche al mio amore :) 

Altro

Questo mese è stata lei la protagonista di questa categoria, la mia caraffa filtrante della ViviVerde Coop.


Lo so che sono arrivata dopo la messa, ma quando stavo in Maremma avevo l'acqua del Fiora e non avevo bisogno di nulla. Dove vivo adesso l'acqua fa schifo e va filtrata per forza. Mi rifiuto di comprare chili e chili di pesanti bottiglie di plastica, così ho fatto questo acquisto. per circa 14 €. Il sapore resta buono, non la svuota completamente. Non c'è nichel nel filtro ma soltanto argento, ammonio, potassio e fosfati. Una volta al mese o quando lo indica l'indicatore da programmare sul tappo va cambiato il filtro, e una confezione da 3 mi pare costi sugli 8/9 € (correggetemi se sbaglio, è passato del tempo!)



E questi erano i miei prodotti preferiti e più utilizzati dello scorso mese, spero di esservi stata utile e di avervi tenuto compagnia.

Thanks for reading!

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mercoledì 25 maggio 2016

C.B. Divakaruni, La maga delle spezie - my review

Buongiorno popolo dei lettori.
Oggi vi parlo dell'ultimo libro che ho letto, La maga delle spezie, dell'autrice indiana Chitra Banerjee Divakaruni (titolo originale: The Mistress of Spices, prima edizione del 1997).

E' un tuffo nell'India, ma anche negli Stati Uniti d'America. Queste due culture si confondono e si compenetrano per tutto il libro, sia attraverso gli eventi narrati sia con le parole, dato che spesso l'autrice ci regala termini indiani sia per descrivere le spezie sia quando di tanto in tanto, e quando meno ci si aspetta, le fa uscire dalla bocca dei personaggi indiani emigrati in America che si recano dalla maga per comprare spezie per la cucina o in cerca d'aiuto.
Tilo è la più dotata tra le future maghe allieve dell'Antica, e sta apprendendo le sue arti in un'isola sperduta. A breve sarà spedita in un posto lontano, ad aiutare gli altri ma sempre all'interno della sua bottega, il divieto assoluto di abbandonare le spezie e, al suo risveglio tra quelle mura, sarà spogliata delle sue giovani e belle sembianze e rivestita da una pelle da vecchia.
In quel ristretto luogo troneggiano loro, le potenti, indomabili spezie, senza le quali la maga non è nulla, non può nulla.
La maga Tilo sceglie Oakland, in California, dove farà del suo meglio per aiutare, con i suoi rimedi, indiani e americani.
L'ordine dell'Antica è di aiutare con distacco, senza affezionarsi a nessuno e senza mai rivelare le sue originali fattezze.
E poi un giorno in bottega arriva Raven, il bell'americano che, chissà come, la tratta come se riuscisse a vedere qualcosa al di là della pelle raggrinzita, dei capelli bianchi, del vestito sempre uguale. Neanche lui è come sembra, anche lui ha qualcosa che gli altri non possono vedere.



La maga delle spezie è un racconto di culture che si influenzano a vicenda, del tempo che scorre e quasi ci sbeffeggia, di un amore proibito, e su tutto le spezie, una per ogni capitolo, alle quali Tilo è devota ma è anche pronta, per affetto e per amore, a ribellarsi. Con la certezza nel cuore che ogni piccola o grande ribellione abbia delle conseguenze.

La mano dell'autrice è sciolta e sicura nel descriverci un mondo, quello dell'India emigrante, che sembra avere acquisito un'identità propria, diversa da quella tradizionale ma ancora estranea a quella dell'America. Per quanto i vecchi insistano ad ancorarsi alle usanze indiane, devono fare i conti con i tempi che cambiano, con la modernità e la frenesia della città californiana.
Durante tutto il percorso il lettore viene piacevolmente avvolto dalle spezie e quasi ne avverte il profumo, dal finocchio al cumino, dalla curcuma allo zenzero al peperoncino, e impara a vederle con occhi diversi, dotate di una propria coscienza e di un proprio potere.

5/5!

Thanks for reading

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mercoledì 18 maggio 2016

La canzone che mi frulla in testa #10

Buongiorno!

Dopo un bel po' di tempo torno a prendermi cura di questa rubrica musicale con i consueti tre brani.

Il primo è di una delle voci più belle del rock, Chris Cornell, ed è Nearly forgot my broken heart.
ADORO la sua voce graffiante, e dal vivo solitamente non si smentisce. Questo pezzo mi piace, mi piace l'arrangiamento e la sua semplicità, seppur sul pop andante lui ha sempre un tocco di classe. Il video stile film western è tutto un programma.

L'altro se possibile è ancora più pop (cosa mi sta succedendo?? XD), e mi piace perché sembra happy ma non lo è. Si chiama Ditmas e loro sono i Mumford & Sons. Le volte che lo passavano su Virgin mi ritrovavo sempre a sorridere, ma di un sorriso con un retrogusto amaro. Loro sono londinesi e di recente formazione (2007). Secondo me sono da esplorare.

E adesso quella che canto spesso.. che è un tuffo nel passato, come spesso capita. E' un brano dei Queen, che di certo non hanno bisogno di presentazioni. Non è forse uno dei più ovvi da citare, ed è Play the game. La parte vocale... beh..... cosa gli vuoi dire?, il chitarrone in pieno stile Queen e non so perché ma ultimamente mi ritrovo a cantarla ovunque :))) Mi piace anche quell'intermezzo brevissimo un po' space rock che non ti aspetti, e ad ogni modo dal mio punto di vista è uno dei brani in cui Freddy dà il meglio di sé.


Thanks for reading e buona giornata

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giovedì 5 maggio 2016

Preferiti del periodo: aprile 2016

Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia sono a presentarvi i miei preferiti del mese di aprile, come di consueto suddivisi in categorie.

Beauty non make-up

Il primo prodotto è un'acqua micellare. Della SoBio Etic avevo già provato quella all'aloe vera, e mi era piaciuta un sacco, quindi quando all'OVS ho visto questa versione con olio di argan non me la sono lasciata sfuggire.


Come l'altra, 500 ml e quindi vi dura una vita. Ecobio come tutti i prodotti di questa marca, trovo che rimuova il trucco in maniera ancora più efficace di quella all'aloe vera, forse per la presenza dell'olio di argan. Se non erro costa una decina di euro, ma dura davvero molti mesi. Non appiccica e non brucia.

Secondo e ultimo prodotto della categoria è un detergente intimo, che io in realtà uso anche per il viso la mattina sotto la doccia. E' della marca Omia Laboratoires, che fa prodotti con buon INCI e alcuni anche certificati ICEA come in questo caso.



Costa davvero pochissimi euro e questa marca la potete trovare sia alla Coop che alla Conad. Non so negli altri supermercati. Io lo trovo efficace e delicato, e inoltre ha un ph molto più acido della media dei detergenti intimi (3,5 come si legge nell'etichetta). E' all'aloe vera il che non guasta, vista la sua azione lenitiva e sfiammante. Lo uso anche sul viso, come vi dicevo sopra, perché i detergenti intimi se ben formulati sono utili per combattere imperfezioni e altre impurità, oppure per purificare a fondo la pelle e acidificarla un attimino, visto il loro ph. 

Make-up

I prodotti make-up di questo mese sono di Nabla, marca di cui sto acquistando molti prodotti in questi mesi perché apprezzo il loro essere siliconi/parabeni/schifezzedialtrotipo free. Questi due prodotti sono due ombretti, uno è Waterdream e l'altro Desire.



La cosa immensamente figa di Waterdream (che come si vede dalla cialda in foto ho strausato) è che si può utilizzare sia asciutto sia bagnato e sia da solo sia sopra ad altri ombretti per dare quell'effetto "acqua", con la sua miriade di brillantini che se usato da bagnato non se ne vanno assolutamente in giro per la faccia. Il risultato è strabiliante, sembra un ombretto in crema luccicante, e davvero l'effetto è bagnato ma molto sottile, i brillantini sono talmente piccoli che non lo rendono assolutamente pacchiano e creano una bellissima texture.

L'altro ombretto top per me è Desire.





E' uno shimmer ed è di una specie di terracotta che varia al pescato, davvero molto bello e con leggeri riflessi dorati. Sta benissimo da solo o con ombretti sul marrone o sul porpora da applicare all'esterno dell'occhio lasciando la maggior parte della palpebra a Desire. Su Maquillalia li ho pagati entrambi 7,90 €.

Food & co.

Ultima categoria di questo mese, ci ho messo una marca di cereali che adoro e uno stravizio :D

I cereali in questione costano un occhio della testa e per questo motivo li compro solo quando Biobottega li mette in offerta. 


Come si legge dalla confezione si chiamano Krunchy Pur e sono made in Germany. A prezzo pieno vengono più di 4 €. Scontati li pago di solito sui 3,60 €/3,90 €, che è sempre tanto e infatti non posso comprarli sempre, ma questi ai frutti di bosco sono semplicemente spettacolari! Chiaramente biologici.

Ultimo prodotto sia della categoria sia dei preferiti del periodo è la crema Cacao intenso della Ecor, che compro sempre a Biobottega.


Da ragazzina mangiavo la Nutella a cucchiaiate, e ora non la posso vedere nemmeno da lontano perché la trovo troppo burrosa e stucchevole - oltre che estremamente dannosa per la salute. Amo invece molto le creme al cacao amaro, come questa della Ecor, che contiene cioccolato fondente e crema di nocciole, senza burro e senza olio di palma e con solo ingredienti biologici.


Thanks for reading!

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sabato 30 aprile 2016

Steven Wilson live @ Obi Hall

Scusate per la lunga assenza, ma mi sono ovviamente beccata la quarta influenza da settembre.
Mi consola il fatto di non essere l'unica, c'è un sacco di gente malata in giro con questo tempo strano.

Sono finalmente tornata a un concerto di Steven Wilson e quello dell'Obi Hall di Firenze è stato decisamente uno dei suoi più belli che ho visto.
La prima parte del concerto è stata, come a Roma l'anno scorso, tutta per Hand.Cannot.Erase, l'album uscito l'anno scorso a inizio anno e che è secondo me il suo lavoro più bello, anche se ho un amore smodato anche per The Raven that refused to sing (penultimo album).
Il 23 gennaio 2016 era uscito 4 and a half, un meraviglioso EP contenente alcuni brani che per qualche ragione, pur essendo qualitativamente ottimi, non sono rientrati nel flusso narrativo né di The Raven that refused to sing né di Hand.Cannot.Erase. Sono lieta del fatto che non ci abbia privato di ascoltarli.
Hand.Cannot.Erase si dispiegava in tutta la sua profondità e bellezza, con il brano Routine a brillare su tutti gli altri come un diamante, incastonato tra le pieghe di una serata che non aveva difetti.

La seconda parte del concerto si è articolata con i seguenti brani:

Dark matter  (Signify)
Harmony Korine (Insurgentes) 
My book of regrets (4 and a half)
Index (Grace for drowning)
Lazarus (Deadwing)
Don't hate me (Stupid dream, ma versione 4 and a half senza Ninet Tayeb)
Brano strumentale di 4 and a half di cui adesso non ricordo il titolo, non ho avuto tempo di riascoltare il vinile! XD
Sleep together (Fear of a Blank Planet)
Sign o' times (cover di Price, Cover version V)
Sound of Muzak (In Absentia)

The Raven that refused to sing (omonimo album)

La lineup era diversa rispetto al concerto di Roma: mancavano infatti Guthrie Govan, sostituito da Dave Kilminster, e Marco Minnemann, sostituito da Craig Blundell. Non vado matta per Dave Kilminster, ma devo comunque ammettere che il confronto con Guthrie Govan sarebbe duro per chiunque. Forse mi piace poco il suo suono, troppo poco sporco e secondo me non troppo versatile per il genere di Steven. Craig ha fatto il suo sporco lavoro, ha una bella energia anche se personalità meno appariscente di Marco.
Ninet non ce l'ho beccata nemmeno stavolta, visto che è in tour (è una bravissima artista solista), e mi è dispiaciuto un sacco perché la trovo straordinaria. Estremamente rock, una voce potente ma dolce, un timbro caldo e fluido, tanta personalità interpretativa. Brava.

Nella seconda parte, come si evince dalla lista, ha ripercorso un po' la storia della sua carriera. Quando hanno aperto con Dark Matter mi è venuto un colpo. Era una vita che non la sentivo live, dal concerto di Pistoia del Porcupine Tree del 2010 se non erro. E' un pezzo magnifico, tratto da un album altrettando magnifico, uno dei miei preferiti dei Porcupine Tree. Non riesco a dire altro. Ascoltatevelo per capire, e comprenderete perché lo amo in maniera così viscerale.
Harmony Korine a seguire, brano di apertura di Insurgentes, potente, il video di Lasse Hoile alle loro spalle a rinforzare l'atmosfera. 
My book of regrets è un brano complesso e ben costruito, che mi piace sempre di più e posso dire che attualmente sia il mio preferito di 4 and a half. 
Index... beh, cosa dire di Index. Dalla prima volta che l'ho sentita live allo Shepherd's Bush Empire a Londra al tour di Grace for Drowning ne sono rimasta folgorata. E' probabilmente il mio brano preferito di quell'album, assieme forse a Deform to form a star e a Like dust I have cleared from my eye - entrambi di una dolcezza infinita - perché ogni volta mi vengono i brividi e ogni volta lo arrangia in maniera diversa. Stavolta, come l'anno scorso a Roma, lo ha quasi tutto parlato invece che cantato e mi piace davvero molto fatto così.
Prima di Lazarus Steven ha fatto un bellissimo discorso du David Bowie, su come si sia ispirato a lui nel cercare di non ripetersi mai, di essere fedele soltanto alla propria ispirazione e alla propria voglia di evolversi, di non conformarsi alle volontà delle case discografiche. Lazarus non è la cover dell'ormai tristemente famoso brano di Bowie parte del suo ultimo capolavoro Blackstar, bensì la Lazarus contenuta in Deadwing, album dei Porcupine Tree del 2005. C'è un verso, in quel brano, che recita così:

"My David don't you worry, this cruel world is not for you".

Quindi, ci ha detto, gli è sembrato quasi destino dover dedicare la sua Lazarus a David Bowie durante questa parte del tour.
Don't hate me è stata riarrangiata con anche la partecipazione di Ninet per 4 and a half, e mi piace molto questa versione, forse più elettronica.
Sleep together arriva addosso come un temporale estivo, in tutta la sua eleganza e irruenza che incredibilmente in questo brano coesistono alla perfezione. 
Dopo di che, è stato il turno di Prince. Steven amava molto la sua musica e ammirava il suo essere un polistrumentista, un cantante straordinario, un ballerino niente male e un'icona di stile. Trovatemelo, un altro così, ha detto. Ha eseguito con la sua band Sign o'times, notevolissimo brano di Prince che ci ha confidato essere da sempre stato il suo preferito, e di cui aveva in realtà già realizzato la cover che aveva poi inserito nel suo album Cover Version V. Estremamente potente e, cavolo, Steven l'ha cantata in un modo tale che eravamo tutti a bocca aperta.
A quel punto ero già sotto il palco, perché ci aveva invitati ad alzarci dalle nostre (alquanto piccole e scomode) seggioline per andare più vicini. Al che ho abbracciato la borsa e mi sono precipitata sotto il palco stile ariete a testa bassa e gomiti alti.


Essendo in quarta fila ho potuto scattare questa foto, di cui vado piuttosto fiera.
Potete immaginare la gioia del pubblico quando hanno eseguito Sound of Muzak. Steven sorrideva per quanto ci sgolavamo.


Il concerto si è concluso con quello che, a suo avviso, è il brano migliore che ha scritto. The Raven that refused to sing è un viaggio dentro una storia di tristezza e redenzione, di solitudine e speranza, di angoscia e amore. E lui lo canta seduto su uno sgabello senza suonare nulla per tutto il pezzo, completamente dedicato ad interpretare la linea vocale, a confidarsi a noi.

Grazie ancora una volta, Peter Pan dell'"ambitious rock", come lo definisci tu, che non invecchi mai ma che parli così bene la lingua che tutti comprendono.








mercoledì 20 aprile 2016

Qua si mangia bene! #9 - La Veranda

Erano forse 8 anni che non mangiavo in questo ristorante di Vico Alto, a Siena.
Ricordo che l'ultima volta che ci venni mangiai la pizza, che fanno molto buona e in effetti sarebbe proprio nato come pizzeria e poi ha aggiunto il menù di carne e di pesce. Credo che sia sempre la stessa gestione, negli anni si sono saputi mantenere e anche di venerdì era praticamente pieno.

Io e tre amiche siamo arrivate all'ora per cui avevamo prenotato, ma il tavolo non c'era... O meglio, c'era, ma non era stata scritta la nostra prenotazione. Un 4 si era appena alzato e ci hanno preparato quello, fortuna che avevamo prenotato verso le 20:45 e così alcuni tavoli erano già sbaraccati.

Sono stati un po' lentini a servire, soprattutto la seconda portata, ma per quanto mi riguarda ne è valsa la pena. Per antipasto ho scelto una tartare di tonno con avocado e lime davvero ottima.


Mi aspettavo per la tartare una porzione più piccola, ma a La Veranda sono tutte belle potenti...
Non ci siamo alzate con la fame!

Come primo ho mantenuto la linea del pesce e ho preso dei meravigliosi paccheri con ragù di mare, cotti al dente e davvero saporiti.


Le mie amiche, due delle quali avevano preso le patate arrosto come contorno al secondo, non sono rimaste molto soddisfatte perché le hanno trovate poco cotte e pastose. I secondi da loro scelti erano però molto buoni, a detta loro: polpo in galera, tagliata di manzo con pecorino e balsamico e branzino al cartoccio.

Io mi sono concessa anche una crema catalana: appena arrivata ho storto il naso perché non ero abituata alle nocciole sopra, e avevo paura che non avessero per questo fatto bruciare bene lo zucchero e il liquore per fare lo strato croccante, e invece... 


...sotto le nocciole faceva il classico rumore della crema catalana fatta bene, quando ci picchietti sopra il cucchiaino :) Ed era pure molto buona!

Abbiamo speso 25 € a persona, che per un menù solo di carne e pesce fatto peraltro bene, patate a parte, va benone.

Direi che gli dò 3,5 su 5, non 5 perché si devono velocizzare nel servizio e anche nella cura di alcune portate (le patate). Spero che la mancata annotazione della prenotazione sia stato un caso isolato.

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domenica 10 aprile 2016

Il Quarto Fato, Laura MacLem - my review

Questa è una storia, dentro una storia, dentro una storia.
Un libro-matrioska? Molto di più.



E' una storia che parla del del Re Sharyhàr, il sultano di Persia che uccise mille fancuille, e delle Mille e una Notte, mille e una storia narrate dalla sua amata Sheherazade. E' però anche la storia della liceale Clara, che vede la sua vita sconvolgersi improvvisamente dopo aver ricevuto un dono misterioso, un intreccio, di cui da principio non comprende l'importanza.
E' un libro che parla del caos, oltre che dell'ordine, perché è da lì che tutto si è generato. Mitologia e mistero sono ingredienti salienti di questo viaggio labirintico che ci parla della potenza dell'amore, che riesce a placare la violenza e a riscrivere destini che sembravano inesorabili.

Lo stile è conciso ma allo stesso tempo ci regala dettagli, la lettura è splendidamente scorrevole e ti tiene incollato fino all'ultima pagina. Sbalzi temporali e di trama, storie dentro storie dentro storie dentro storie eppure a un certo punto al lettore tutto appare chiaro, i fili si intrecciano nella maniera giusta, le storie diventano una sola.

Mi è piaciuto davvero molto, ve lo consiglio se volete un libro da leggere in poco tempo.


domenica 3 aprile 2016

Scarlett Thomas, The seed collectors - my review

Finalmente ho messo le mani sull'ultimo libro di uno dei miei scrittori preferiti, una donna, attualmente insegnante di scrittura creativa all'università del Kent e autrice brillante di romanzi coinvolgenti e originali.

Il messaggio segreto delle foglie (titolo originale: The seed collectors), edito come sempre per Scarlett Thomas da Newton Compton, ruota tutto attorno a una famiglia, alla scomparsa di Oleander, titolare e gestrice di una casa di "cura spirituale" per vip e simili in cui si insegna, tra Yoga, meditazione e altre tecniche, a riprendersi in mano la vita. Ma ruota anche attorno a dei misteriosi baccelli che alla sua morte ha lasciato ai parenti, ad amori proibiti e, manco a dirlo, alle piante. Le piante come rivelatrici di verità nascoste, come mezzi per raggiungere l'"illuminazione".



Come spesso accade nei suoi romanzi, Scarlett ci racconta che le cose quasi sempre non sono come sembrano, che lottando fino alla fine e con coraggio si può raggiungere la meta sperata, ma anche che gli errori si pagano, che le famiglie perfette non esistono e che l'amore può essere sia una porta per il paradiso che per la dannazione eterna.... passando, però, anche, per la sopra citata illuminazione.
Parlare della trama significherebbe svelare particolari importanti, e non voglio rovinarvi il gusto di leggere questo delizioso, scorrevole e avvincente romanzo, in cui Scarlett Thomas ci narra con assoluta maestria delle nostre più oscure debolezze, dei nostri difetti, delle nostre angosce, dei vizi della società moderna e di come sia facile sfuggire ai suoi meccanismi ma difficile capire come fare, troppo presi da noi stessi, dai nostri amori sbagliati, da quello che non abbiamo, dalla sfortuna che ci facciamo cadere addosso, dal non riconoscerci nella nostra immagine allo specchio.

Uno dei miei romanzi preferiti di questa geniale scrittrice dallo stile fresco, instancabile, vivido. I capitoli sono molto lunghi ma suddivisi in piccoli frammenti, come scene di un telefilm, che sfidano l'attenzione del lettore a cui si richiede costantemente di immaginarsi la scena, o di chi possa essere la testa che in quel momento sta pensando.

Lo consiglio assolutamente. 5 stars senza dubbio alcuno!

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