Ricettina che in diversi mi hanno chiesto su Facebook, la ripropongo per tutti anche qui.
Ho ripescato una ricetta della torta di yogurt senza burro scritta sul mio amato taccuino Moleskine ricette, dove segno tutto ma tutto quello che ho "fabbricato" in cucina oppure che vorrei riuscire un giorno a fare.
Questa torta è semplicissima, gli ingredienti non sono molti; l'unica accortezza però, per evitare che si formino grumi, è munirsi di un setaccio e di un frullatore a immersione con montata la frusta (oppure una frusta doppia o singola elettrica, insomma).
INGREDIENTI:
300 grammi di farina (la doppio zero è VELENO, usate quella di farro che anche se costa di più è la più simile e non vi fa male! Oppure quella integrale, ma nel caso di questa torta userei quella di farro)
125 gr di yogurt (o magro o intero, io lo avevo magro ed è venuta buona)
200 gr di zucchero (anche qui, meglio se di canna grezzo o, per un effetto più dolcificante, il fruttosio)
2 uova
3 cucchiai di olio extra-vergine di oliva
la scorza di un limone
1 bustina di lievito vanigliato
cacao amaro in polvere q.b.
zucchero a velo
PROCEDIMENTO:
Mescolare con la frusta elettrica lo yogurt e le uova, fino a formare una pappa liquida e omogenea. Aggiungere lo zucchero a poco a poco, sempre mescolando con il frullatore. Aggiungere la farina precedentemente setacciata (e a questo punto potete affidarvi a un semplice mestolo in legno o a una frusta non elettrica, ma se quella elettrica regge potete continuare a usare quella), poi i 3 cucchiai d'olio, il cacao finché volete, il lievito e la scorza di limone grattugiata.
Io ho la Petronilla, perché purtroppo il forno della casa in cui abito adesso è talmente vecchio che mi fa saltare il contatore :/, quindi riporto le informazioni sulla cottura trovate nella ricetta originale (senza cacao) che sono 180 gradi per 30 minuti.
Poi, lo sapete, ogni forno è differente e quindi le prime volte che si fa un dolce bisogna un po' sperimentare!
Io la trovo perfetta come ricetta per la colazione, è un ottimo dolce "da zuppo".
Buona colazione!
*the.dark.side.of.iLaMoOn*, ovvero il bello e il brutto del mio lato che non si vede. Ci trovate un po' di tutto, aspettatevi di tutto.
sabato 13 dicembre 2014
venerdì 12 dicembre 2014
Le mie attuali bibbie della cosmetica fai da te
Che siate spignattatrici (o spignattatori) avanzate, in erba come me o semplicemente appassionate di cosmetici, oggi voglio segnalarvi due libri su cui mi sto basando per realizzare alcune ricettine di cosmetici fatti in casa:
* * *
Il primo, interamente in francese (non occorre avere un livello elevato di francese, basta il francese basic e un dizionario per qualche termine tecnico) è realizzato e curato da Aroma-Zone, sito web di e-commerce da cui finora ho acquistato le materie prime per realizzare i cosmetici in casa.
E' realizzato molto bene: comprende infatti una parte introduttiva in cui si elencano i 10 motivi per cui secondo AromaZone è una grande idea iniziare a produrre cosmetici fatti in casa, e poi c'è una panoramica - a tratti però anche molto dettagliata - sulle materie prime e sui tipi di prodotto che si possono realizzare.
Seguono le ricette, raggruppate sotto un unico tema comune (ad esempio quelle ai fiori, quelle alla rosa, quelle "bellezze delle isole", quelle provenzali ecc.) che hanno anche gli ingredienti in comune e pertanto uno può scegliere un tema tra quelli proposti, acquistare le materie prime che vengono elencate all'inizio del capitoletto e realizzare tutte o alcune delle ricette di quel tema.
Molto molto carino anche dal punto di vista estetico della presentazione delle pagine e delle foto.
Il secondo, realizzato dalla nostra CarlitaDolce, è una guida divisa in sezioni (viso, capelli, corpo ecc) per produrre alcune ricette fatte in casa. Alcune sono semplicissime e si possono fare con quello che c'è in cucina (vedi la maschera viso a base di cacao in polvere, yogurt e miele), mentre altre (come la panna corpo) sono molto più complesse e necessitano di ingredienti cosmetici che si trovano solo online oppure in farmacie o parafarmacie/erboristerie specializzate anche nella vendita di materie prime per cosmetici. La grafica è molto minimal, colorata e allegra, per chi sa come CarlitaDolce realizza i suoi video e cura il suo blog è esattamente quello lo spirito. Brava, perché è importante che anche in Italia ci diamo una svegliata in questo senso, anche a livello editoriale. Alla fine del libro tra l'altro c'è un utilissimo glossario che spiega tutti gli ingredienti utilizzati nelle ricette. Per sapere dove comprarli potete visitare il suo blog www.carlitadolce.com, oppure googlare materie prime cosmetici e cercare un po' in giro.
Quando avrò testato più siti di e-commerce a questo tema, farò un breve elenco di quelli secondo me più validi.
Qualunque sia il vostro livello, qualsiasi cosa realizzerete a casa sarà certamente migliore e più salutare dei prodotti comprati, anche di marche famose di moda, farmacia e profumeria (soprattutto di quelle!). Se dovete comprare, fidatevi solo dell'ecobio certificato! In mancanza di soldini, sappiate che ci sono marche low cost (basta guardare un po' in giro sui vari siti di bioecocosmesi con vendita online)!
...GO GREEN!!!
lunedì 8 dicembre 2014
Henné: una scelta naturale e intelligente
Oggi voglio scrivere del modo più naturale per colorarsi i capelli, che (non me ne vogliano i parrucchieri) dovrebbe secondo me diventare una consuetudine per tutti: l'Henné.
Ora, di questa pianta orientale usata da millenni per tingersi i capelli e decorare la pelle è stato scritto di tutto di più, quindi mi limiterò a informarvi in breve su come mai secondo me è bene usarlo, su qual è l'henné che uso io e come lo uso.
Perché l'henné? Secondo una statistica di cui sono venuta a conoscenza leggendo l'ultimo Lush Times, pare che negli ultimi 20 anni sia triplicato il numero delle persone che hanno sviluppato allergie da colorazioni chimiche ai capelli. Certo, è pure aumentato il numero di persone che ricorrono a questo tipo di tinte, e quindi c'è poco da stupirsi, ma perché ricorrere a colorazioni chimiche se possono farci male? Il responsabile nella stragrande maggioranza dei casi sembra essere la parafenilendiammina (o PPD), che serve sostanzialmente a far penetrare il colore nel capelli e a coprire così i capelli bianchi.
Il problema è che quando ci facciamo il colore ai capelli con tinte non naturali, e che quindi penetrano nei capelli e nel cuoio capelluto, dobbiamo pensare che è come se le mangiassimo: penetra tutto nell'epidermide e nel sangue. In passato (parlo di quando più o meno era giovane mia nonna) non erano rari infatti i casi di intossicazione anche grave a livello epatico e renale in seguito a colorazioni chimiche dei capelli.
L'henné invece cosa fa? Si limita ad avvolgere il capello di colore, senza penetrare in profondità nel cuoio capelluto, e difatti non è una colorazione permanente e nell'arco di 6 mesi viene completamente espulsa dai capelli - il colore invece scompare dopo circa 20/30 giorni, a seconda di quanto spesso ci si lava i capelli.
Io sono stata una fanatica del colore ai capelli, da quando avevo 15 anni fino a quasi un paio di anni fa mi sono scolorita e colorata i capelli, che ho portato davvero di tutte le lunghezze, tantissime volte. A un certo punto ho detto BASTA. Vuoi per la mia svolta ecobio, vuoi perché si erano ormai rovinati irreparabilmente, ho deciso di passare all'henné.
L'henné che uso e che ADORO è l'henné LUSH.
I colori disponibili sono: Come un sole rosso acceso, ideale per chi ha capelli biondi o castano chiari e li vuole di un bel rosso chiaro con effetto "rossa naturale"; Riflessi scarlatti è un po' più sul mogano, ideale per chi ha i capelli castani o castani scuri e gli vuole dare dei bei riflessi rossi; Caffé caffé, che rinforza e ravviva i castani spenti senza metterci troppo rosso; Tempo al Tempo, l'unico che copre i capelli bianchi, fatto con indigo che dà colore bruno e riflessi bluastri.
La cosa bella degli henné Lush è che, oltre all'henné, hanno anche ingredienti che vanno a nutrire in profondità il capello quali burro di cacao e oli essenziali.
Avendo capelli scuri e volendo coprire sì i capelli bianchi ma senza che diventino troppo rossi, metto un cubetto di Caffé Caffé è uno di Tempo al Tempo. Il risultato è un bel castano scuro con dei leggerissimi riflessi rossi che si notano soltanto sotto la luce, e capelli molto molto morbidi e nutriti.
Li porto corti a bob scalato quindi per me sono ok 2 cubetti, ma se li avete lunghi ci vogliono 3 o anche 4 cubetti, anche a seconda della quantità di capelli che avete.
I panetti di henné sono molto duri, quindi per tagliarli bene a piccoli pezzettini consiglio di passarli una decina di minuti in forno a 150/180 gradi giusto per ammorbidirli un po'. Sarà molto più semplice tagliarli. Se voglio un colore ancora più intenso, invece che scioglierli con acqua li sciolgo con tè nero forte e caldo e aggiungo un acido, come limone o aceto. Io di solito lo tengo in posa 2 ore e mezzo/tre, ma più lo tenete meglio è.
Per sciacquarlo è necessario usare shampoo con INCI verde, che non contengano siliconi o altri ingredienti brutti e cattivi :). Per togliere tutti i residui ci vogliono circa 4 "shampate".
Gli henné Lush costano 13,75 € a panetto, quindi se come me usate due cubetti farvi il colore vi costa ogni volta poco più di 3 €. Il loro costo è andato gradualmente aumentando, visto che sono diventati sempre più popolari e spero davvero che non aumenti più perché altrimenti avranno un difetto....
Oltre all'henné Lush, su consiglio di CarlitaDolce, tra una "hennata" e l'altra, per ravvivare il colore e per fare una bella e nutriente maschera ai capelli (che, vi assicuro, vi ringrazieranno!), applico un gloss composto da:
- 4 cucchiaini di Indigo (Indigofera argentea) Bio (io uso quello di AromaZone)
- 2 cucchiaini di cacao amaro
- 4 cucchiai di un balsamo con buon INCI (visto che ne dovrete usare una discreta quantità, vanno bene anche quelli da supermercato basta che non contengano siliconi, PEG e altre sostanze dannose. Quello all'avocado e karité della Garnier Ultra Dolce è perfetto)
- 4 gocce di olio essenziale di Rosmarino officinale
A me questa dose fa per due volte. Lo lasciate in posa una mezzoretta dopo la doccia e poi risciacquate.
IMPORTANTE: durante la preparazione dell'henné e del gloss, e comunque ogni qual volta che maneggiate composti in cui sono presenti questi ingredienti, non utilizzate utensili di metallo!!!
....GO GREEN!!!
Ora, di questa pianta orientale usata da millenni per tingersi i capelli e decorare la pelle è stato scritto di tutto di più, quindi mi limiterò a informarvi in breve su come mai secondo me è bene usarlo, su qual è l'henné che uso io e come lo uso.
Perché l'henné? Secondo una statistica di cui sono venuta a conoscenza leggendo l'ultimo Lush Times, pare che negli ultimi 20 anni sia triplicato il numero delle persone che hanno sviluppato allergie da colorazioni chimiche ai capelli. Certo, è pure aumentato il numero di persone che ricorrono a questo tipo di tinte, e quindi c'è poco da stupirsi, ma perché ricorrere a colorazioni chimiche se possono farci male? Il responsabile nella stragrande maggioranza dei casi sembra essere la parafenilendiammina (o PPD), che serve sostanzialmente a far penetrare il colore nel capelli e a coprire così i capelli bianchi.
Il problema è che quando ci facciamo il colore ai capelli con tinte non naturali, e che quindi penetrano nei capelli e nel cuoio capelluto, dobbiamo pensare che è come se le mangiassimo: penetra tutto nell'epidermide e nel sangue. In passato (parlo di quando più o meno era giovane mia nonna) non erano rari infatti i casi di intossicazione anche grave a livello epatico e renale in seguito a colorazioni chimiche dei capelli.
L'henné invece cosa fa? Si limita ad avvolgere il capello di colore, senza penetrare in profondità nel cuoio capelluto, e difatti non è una colorazione permanente e nell'arco di 6 mesi viene completamente espulsa dai capelli - il colore invece scompare dopo circa 20/30 giorni, a seconda di quanto spesso ci si lava i capelli.
Io sono stata una fanatica del colore ai capelli, da quando avevo 15 anni fino a quasi un paio di anni fa mi sono scolorita e colorata i capelli, che ho portato davvero di tutte le lunghezze, tantissime volte. A un certo punto ho detto BASTA. Vuoi per la mia svolta ecobio, vuoi perché si erano ormai rovinati irreparabilmente, ho deciso di passare all'henné.
L'henné che uso e che ADORO è l'henné LUSH.
I colori disponibili sono: Come un sole rosso acceso, ideale per chi ha capelli biondi o castano chiari e li vuole di un bel rosso chiaro con effetto "rossa naturale"; Riflessi scarlatti è un po' più sul mogano, ideale per chi ha i capelli castani o castani scuri e gli vuole dare dei bei riflessi rossi; Caffé caffé, che rinforza e ravviva i castani spenti senza metterci troppo rosso; Tempo al Tempo, l'unico che copre i capelli bianchi, fatto con indigo che dà colore bruno e riflessi bluastri.
La cosa bella degli henné Lush è che, oltre all'henné, hanno anche ingredienti che vanno a nutrire in profondità il capello quali burro di cacao e oli essenziali.
Avendo capelli scuri e volendo coprire sì i capelli bianchi ma senza che diventino troppo rossi, metto un cubetto di Caffé Caffé è uno di Tempo al Tempo. Il risultato è un bel castano scuro con dei leggerissimi riflessi rossi che si notano soltanto sotto la luce, e capelli molto molto morbidi e nutriti.
Li porto corti a bob scalato quindi per me sono ok 2 cubetti, ma se li avete lunghi ci vogliono 3 o anche 4 cubetti, anche a seconda della quantità di capelli che avete.
I panetti di henné sono molto duri, quindi per tagliarli bene a piccoli pezzettini consiglio di passarli una decina di minuti in forno a 150/180 gradi giusto per ammorbidirli un po'. Sarà molto più semplice tagliarli. Se voglio un colore ancora più intenso, invece che scioglierli con acqua li sciolgo con tè nero forte e caldo e aggiungo un acido, come limone o aceto. Io di solito lo tengo in posa 2 ore e mezzo/tre, ma più lo tenete meglio è.
Per sciacquarlo è necessario usare shampoo con INCI verde, che non contengano siliconi o altri ingredienti brutti e cattivi :). Per togliere tutti i residui ci vogliono circa 4 "shampate".
Gli henné Lush costano 13,75 € a panetto, quindi se come me usate due cubetti farvi il colore vi costa ogni volta poco più di 3 €. Il loro costo è andato gradualmente aumentando, visto che sono diventati sempre più popolari e spero davvero che non aumenti più perché altrimenti avranno un difetto....
Oltre all'henné Lush, su consiglio di CarlitaDolce, tra una "hennata" e l'altra, per ravvivare il colore e per fare una bella e nutriente maschera ai capelli (che, vi assicuro, vi ringrazieranno!), applico un gloss composto da:
- 4 cucchiaini di Indigo (Indigofera argentea) Bio (io uso quello di AromaZone)
- 2 cucchiaini di cacao amaro
- 4 cucchiai di un balsamo con buon INCI (visto che ne dovrete usare una discreta quantità, vanno bene anche quelli da supermercato basta che non contengano siliconi, PEG e altre sostanze dannose. Quello all'avocado e karité della Garnier Ultra Dolce è perfetto)
- 4 gocce di olio essenziale di Rosmarino officinale
A me questa dose fa per due volte. Lo lasciate in posa una mezzoretta dopo la doccia e poi risciacquate.
IMPORTANTE: durante la preparazione dell'henné e del gloss, e comunque ogni qual volta che maneggiate composti in cui sono presenti questi ingredienti, non utilizzate utensili di metallo!!!
....GO GREEN!!!
Etichette:
beauty,
bioecocosmesi,
capelli,
henné,
Lush,
natura,
recensioni,
salute
sabato 6 dicembre 2014
Kajal Benecos, una bella scoperta
Dopo anni in cui, causa irritazioni e lacrimazioni eccessive dei miei occhi, mi ero affidata all'eyeliner più che alle matite (ed è stato un dramma, visto che sono incapace a farmi gli occhi uguali), ho finalmente scoperto una matita (kajal) che non mi provoca reazioni di alcun tipo.
Il Kajal Benecos!
Ora, io normalmente, visto che porto le lenti a contatto, non metto eyeliner e matita sulla parte interna dell'occhio, né sopra né sotto, perché vorrebbe dire causare volutamente lacrimazioni e bruciori e oltretutto dover poi ripulire il trucco appiccicato alle lenti. Quindi mi sono sempre limitata a mettere il trucco nella parte inferiore dell'occhio con una riga esterna ma senza andare dentro. Nonostante ciò, per un lungo periodo ho avuto fastidi, vuoi perché comunque dei micro frammenti ci entrano sempre. Poi è arrivato lui, scoperto su uno dei tanti siti di bioecocosmesi (labioprofumeria.it) e subito acquistato, prima di tutto perché ecobio e poi perché a un prezzo davvero ottimo (4,50 €).
Ho acquistato i colori che più utilizzo, ossia il marrone scuro e il nero, e devo dire che:
1) non sbava
2) è facilmente sfumabile, essendo kajal quindi dalla texture molto morbida
3) non irrita né la pelle né gli occhi
4) è molto pigmentato
Praticamente la matita occhi perfetta! Tra l'altro, dopo la delusione dei pennelli Kiko, costosissimi ma poco funzionali visto che si sporcano subito e si sformano dopo non troppo tempo (almeno quelli da ombretto), ho prontamente acquistato anche un pennellino da ombretto molto carino (eyebuki, Neve Cosmetics, 6,90 €) per poter sfumare il mio kajal e tutti gli altri ombretti che uso.
Non si è sporcato subito come i pennelli Kiko, ed è molto più morbido.
Sono tornata ragazzina, quando mi truccavo sempre e solo con la matita perché non avevo voglia di perdere troppo tempo. Ora mi trucco sia con matita sia con ombretto, ma ho ritrovato il piacere di utilizzare il mio primo amore. D'altronde sono sempre stata più una donna matita/kajal che una donna eyeliner, molto probabilmente perché sono impedita nel fare righe diritte, ma anche perché la matita da quell'effetto "caldo" al trucco, meno precisino, che mi piace tanto.
E certo del kajal Benecos difficilmente potrò fare a meno, d'ora in avanti!
Il Kajal Benecos!
Ora, io normalmente, visto che porto le lenti a contatto, non metto eyeliner e matita sulla parte interna dell'occhio, né sopra né sotto, perché vorrebbe dire causare volutamente lacrimazioni e bruciori e oltretutto dover poi ripulire il trucco appiccicato alle lenti. Quindi mi sono sempre limitata a mettere il trucco nella parte inferiore dell'occhio con una riga esterna ma senza andare dentro. Nonostante ciò, per un lungo periodo ho avuto fastidi, vuoi perché comunque dei micro frammenti ci entrano sempre. Poi è arrivato lui, scoperto su uno dei tanti siti di bioecocosmesi (labioprofumeria.it) e subito acquistato, prima di tutto perché ecobio e poi perché a un prezzo davvero ottimo (4,50 €).
Ho acquistato i colori che più utilizzo, ossia il marrone scuro e il nero, e devo dire che:
1) non sbava
2) è facilmente sfumabile, essendo kajal quindi dalla texture molto morbida
3) non irrita né la pelle né gli occhi
4) è molto pigmentato
Praticamente la matita occhi perfetta! Tra l'altro, dopo la delusione dei pennelli Kiko, costosissimi ma poco funzionali visto che si sporcano subito e si sformano dopo non troppo tempo (almeno quelli da ombretto), ho prontamente acquistato anche un pennellino da ombretto molto carino (eyebuki, Neve Cosmetics, 6,90 €) per poter sfumare il mio kajal e tutti gli altri ombretti che uso.
Non si è sporcato subito come i pennelli Kiko, ed è molto più morbido.
Sono tornata ragazzina, quando mi truccavo sempre e solo con la matita perché non avevo voglia di perdere troppo tempo. Ora mi trucco sia con matita sia con ombretto, ma ho ritrovato il piacere di utilizzare il mio primo amore. D'altronde sono sempre stata più una donna matita/kajal che una donna eyeliner, molto probabilmente perché sono impedita nel fare righe diritte, ma anche perché la matita da quell'effetto "caldo" al trucco, meno precisino, che mi piace tanto.
E certo del kajal Benecos difficilmente potrò fare a meno, d'ora in avanti!
Etichette:
acquisti online,
beauty,
Benecos,
bioecocosmesi,
cosmetici,
make-up,
recensioni
venerdì 5 dicembre 2014
Quotes of the day: IL TAO
Rieccomi qua, ancora un volta e dopo diverso tempo a citare le parole di qualcun altro.
Stavolta l'autorevole fonte è Alan W. Watts, profondo conoscitore della cultura cinese e autore di un libro (sfortunatamente mai terminato, causa suo decesso, e continuato dal suo amico e collega Al Chung-liang Huang) intitolato IL TAO - la via dell'acqua che scorre.
Già prima di iniziare a frequentare un corso di Tai Chi Chuan (sono al secondo anno) avevo abbracciato la filosofia taoista, perché credo sia in grado di spiegare perfettamente e in maniera molto coerente il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte. L'universo intero e noi stessi, l'uno lo specchio dell'altro.
Stavolta però non si può trattare semplicemente di quotare le frasi di un libro che mi sono rimaste più impresse, perché si tratta sì di un libro corto e apparentemente semplice, ma i concetti in esso espressi vanno interpretati con occhi abituati ai concetti del taoismo. Perciò nel mio piccolo, oltre a riportare qualche passo di questo fantastico volume, ne provo a dare una mia interpretazione.
"Se cerchiamo di insegnare ad un pesce che l'acqua è fisicamente composta da due parti di idrogeno ed una di ossigeno, il pesce si metterà a ridere".
Quando ho letto questa frase ho subito pensato all'errore madornale che facciamo noi occidentali (uno dei tanti): considerare la mente come un qualcosa di separato dal corpo. Ed è più o meno la causa di quasi tutti i nostri mali. Per i cinesi (e gli orientali in generale) non c'è niente di più stupido. Il paragone con il pesce e l'acqua calza alla perfezione. Qua ricordo che pensai: "il buon vecchio Alan Watts aveva capito che per spiegare il Tao non c'era niente di meglio che farlo, in parte, come lo avrebbe fatto un cinese". Mi è venuto il dubbio, sono tornata indietro (l'avevo iniziato il giorno prima) e ho visto che la premessa, da cui ho preso questa citazione, era in effetti proprio di Al Chung-liang Huang. :)
"[...] il maltrattamento dell'ambiente costituisce un danno per noi stessi - per la semplice ragione che soggetto ed oggetto non possono essere separati, e che noi con quanto ci circonda siamo il processo di una sfera unificata, che è quello che i cinesi chiamano Tao. [...] siamo inseparabili da questo genere di universo, e non esiste un altro posto dove stare".
Estensione a livello planetario di quanto sopra detto. Noi non siamo separati dall'ambiente. siamo un tutt'uno di energia sempre in movimento. Vi sparereste in un piede? Non credo. Tengo a sottolineare che quando Alan Watts scrive siamo negli anni '70 (anche fine '60).
"Non afferriamo facilmente il fatto che il vuoto è creativo, e che l'essere viene dal non-essere come il suono dal silenzio e la luce dallo spazio".
Eh... qua ce ne sarebbero da dire. Ma a me la prima cosa che è saltata in testa è stata la fisica quantistica e il suo bosone di Higgs (o "particella di Dio"), che pare che, dal vuoto-non-vuoto abbia fatto spuntare fuori tutto quello che vediamo adesso. Vi pare che i cinesi sono arrivati centinaia, migliaia di anni fa ai concetti a cui sono arrivati i fisici quantistici nel ventesimo/ventunesimo secolo? Io non lo trovo affatto strano.
"La visione yin-yang del mondo è serenamente ciclica. La fortuna e la sfortuna, la vita e la morte, sia su piccola che su larga scala, vanno e vengono continuamente senza un inizio ed una fine, e tutto il sistema viene protetto dalla monotonia per il fatto che, proprio nello stesso modo, il ricordare si alterna con il dimenticare".
Un altro dato che conferma che noi occidentali ci siamo allontanati dalla Natura e distaccati dal Mondo è la nostra concezione del tempo. Per noi tutto scorre in avanti, tutto è cronologico, le date storiche ce le inculcano in testa sin da piccoli come se fossero importanti come le fondamenta di una casa. Lo sono, per certi versi, è vero che bisogna imparare dal nostro passato. Il paradosso è che a noi il passato piace tanto, ci piace tanto piangerci addosso, ma non impariamo mai. Per i cinesi no, non funziona così. Il tempo è circolare, come le stagioni. La Natura funziona a cicli. La luna, le stagioni, il ciclo mestruale, e potrei continuare. Noi siamo troppo quadrati, troppo attenti ai dettagli ci facciamo sfuggire la visione generale, olistica di ciò che stiamo vivendo.
Ce ne sarebbero tante altre da fare, quindi forse ci tornerò su questo libro, che vi consiglio davvero di leggere. Il Taoismo non è una religione, anche se troppo spesso (e mi si rizzano tutti i peli del corpo!) lo sento definire così. E' molto più pratico e scientifico di quanto non si creda. E' la descrizione di ciò che veramente siamo, di ciò che noi occidentali dovremmo tornare ad essere.
Stavolta l'autorevole fonte è Alan W. Watts, profondo conoscitore della cultura cinese e autore di un libro (sfortunatamente mai terminato, causa suo decesso, e continuato dal suo amico e collega Al Chung-liang Huang) intitolato IL TAO - la via dell'acqua che scorre.
Già prima di iniziare a frequentare un corso di Tai Chi Chuan (sono al secondo anno) avevo abbracciato la filosofia taoista, perché credo sia in grado di spiegare perfettamente e in maniera molto coerente il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte. L'universo intero e noi stessi, l'uno lo specchio dell'altro.
Stavolta però non si può trattare semplicemente di quotare le frasi di un libro che mi sono rimaste più impresse, perché si tratta sì di un libro corto e apparentemente semplice, ma i concetti in esso espressi vanno interpretati con occhi abituati ai concetti del taoismo. Perciò nel mio piccolo, oltre a riportare qualche passo di questo fantastico volume, ne provo a dare una mia interpretazione.
"Se cerchiamo di insegnare ad un pesce che l'acqua è fisicamente composta da due parti di idrogeno ed una di ossigeno, il pesce si metterà a ridere".
Quando ho letto questa frase ho subito pensato all'errore madornale che facciamo noi occidentali (uno dei tanti): considerare la mente come un qualcosa di separato dal corpo. Ed è più o meno la causa di quasi tutti i nostri mali. Per i cinesi (e gli orientali in generale) non c'è niente di più stupido. Il paragone con il pesce e l'acqua calza alla perfezione. Qua ricordo che pensai: "il buon vecchio Alan Watts aveva capito che per spiegare il Tao non c'era niente di meglio che farlo, in parte, come lo avrebbe fatto un cinese". Mi è venuto il dubbio, sono tornata indietro (l'avevo iniziato il giorno prima) e ho visto che la premessa, da cui ho preso questa citazione, era in effetti proprio di Al Chung-liang Huang. :)
"[...] il maltrattamento dell'ambiente costituisce un danno per noi stessi - per la semplice ragione che soggetto ed oggetto non possono essere separati, e che noi con quanto ci circonda siamo il processo di una sfera unificata, che è quello che i cinesi chiamano Tao. [...] siamo inseparabili da questo genere di universo, e non esiste un altro posto dove stare".
Estensione a livello planetario di quanto sopra detto. Noi non siamo separati dall'ambiente. siamo un tutt'uno di energia sempre in movimento. Vi sparereste in un piede? Non credo. Tengo a sottolineare che quando Alan Watts scrive siamo negli anni '70 (anche fine '60).
"Non afferriamo facilmente il fatto che il vuoto è creativo, e che l'essere viene dal non-essere come il suono dal silenzio e la luce dallo spazio".
Eh... qua ce ne sarebbero da dire. Ma a me la prima cosa che è saltata in testa è stata la fisica quantistica e il suo bosone di Higgs (o "particella di Dio"), che pare che, dal vuoto-non-vuoto abbia fatto spuntare fuori tutto quello che vediamo adesso. Vi pare che i cinesi sono arrivati centinaia, migliaia di anni fa ai concetti a cui sono arrivati i fisici quantistici nel ventesimo/ventunesimo secolo? Io non lo trovo affatto strano.
"La visione yin-yang del mondo è serenamente ciclica. La fortuna e la sfortuna, la vita e la morte, sia su piccola che su larga scala, vanno e vengono continuamente senza un inizio ed una fine, e tutto il sistema viene protetto dalla monotonia per il fatto che, proprio nello stesso modo, il ricordare si alterna con il dimenticare".
Un altro dato che conferma che noi occidentali ci siamo allontanati dalla Natura e distaccati dal Mondo è la nostra concezione del tempo. Per noi tutto scorre in avanti, tutto è cronologico, le date storiche ce le inculcano in testa sin da piccoli come se fossero importanti come le fondamenta di una casa. Lo sono, per certi versi, è vero che bisogna imparare dal nostro passato. Il paradosso è che a noi il passato piace tanto, ci piace tanto piangerci addosso, ma non impariamo mai. Per i cinesi no, non funziona così. Il tempo è circolare, come le stagioni. La Natura funziona a cicli. La luna, le stagioni, il ciclo mestruale, e potrei continuare. Noi siamo troppo quadrati, troppo attenti ai dettagli ci facciamo sfuggire la visione generale, olistica di ciò che stiamo vivendo.
Ce ne sarebbero tante altre da fare, quindi forse ci tornerò su questo libro, che vi consiglio davvero di leggere. Il Taoismo non è una religione, anche se troppo spesso (e mi si rizzano tutti i peli del corpo!) lo sento definire così. E' molto più pratico e scientifico di quanto non si creda. E' la descrizione di ciò che veramente siamo, di ciò che noi occidentali dovremmo tornare ad essere.
Etichette:
filosofia,
fisica quantistica,
natura,
quotes,
riflessioni,
Tao,
taoismo
Erbolario: correttore (im)perfezionante
Questo correttore dell'Erbolario, dal "modico" costo di 11.00 €, non mi ha proprio tanto convinta.
L'INCI non è davvero niente male, tutto verde e giallo, carino carino.
E per questo gli ho dato fiducia.
L'avessi mai fatto! Se c'è una cosa che un correttore dovrebbe fare, oltre appunto a correggere il colore olivastroverdognolovioletto delle nostre occhiaie, coprire i brufoli (anche se è meglio non coprirli) e via dicendo, è quello di non evidenziare le rughe e le pieghe della pelle. Ecco, l'Erbolario pare che abbia concepito questo correttore per fare esattamente questo: me lo metto e sì, le occhiaie sono coperte, ma sembra che abbia dieci anni di più. Eh no! Ti si intrufola tra le pieghe e le grinze quasi fosse olio. E dire che sto anche attenta a metterne poco e solo dove serve (non attorno all'occhio, tanto per capirsi, ma solo sulle occhiaie).
Quindi, pur apprezzando la svolta green dell'Erbolario devo bocciare questo prodotto. Correttore perfezionante lo chiamano loro. Insomma...
Proprio ieri ho acquistato da giardinodiarianna.com alcune cosette ecobio, tra cui appunto un nuovo correttore, della Benecos, dal costo decisamente più abbordabile (4,89 €).
Speriamo che anche questo non mi deluda, perché mi rifiuto di spiaccicarmi sulla faccia quelli della Kiko, che a quanto ho letto e visto in giro il loro lavoro lo fanno e hanno anche una discreta gamma di colori.
Vedremo, vedremo.
Di seguito gli altri acquistini di ieri:
- Benecos, lucidalabbra naturale color rosé (adooooro il Rose Garden della stessa linea, spero di adorare anche questo) tra l'altro a un prezzo molto inferiore a cui l'avevo comprato sull'altro sito
- Benecos Temperino (eh sì, son tornata alle matite)
- Benecos Fondotinta naturale in crema Nude
- La Saponaria Shampoo solido ai semi di lino
- Neve Cosmetics ombretto minerale color Ginger
L'INCI non è davvero niente male, tutto verde e giallo, carino carino.
E per questo gli ho dato fiducia.
L'avessi mai fatto! Se c'è una cosa che un correttore dovrebbe fare, oltre appunto a correggere il colore olivastroverdognolovioletto delle nostre occhiaie, coprire i brufoli (anche se è meglio non coprirli) e via dicendo, è quello di non evidenziare le rughe e le pieghe della pelle. Ecco, l'Erbolario pare che abbia concepito questo correttore per fare esattamente questo: me lo metto e sì, le occhiaie sono coperte, ma sembra che abbia dieci anni di più. Eh no! Ti si intrufola tra le pieghe e le grinze quasi fosse olio. E dire che sto anche attenta a metterne poco e solo dove serve (non attorno all'occhio, tanto per capirsi, ma solo sulle occhiaie).
Quindi, pur apprezzando la svolta green dell'Erbolario devo bocciare questo prodotto. Correttore perfezionante lo chiamano loro. Insomma...
Proprio ieri ho acquistato da giardinodiarianna.com alcune cosette ecobio, tra cui appunto un nuovo correttore, della Benecos, dal costo decisamente più abbordabile (4,89 €).
Speriamo che anche questo non mi deluda, perché mi rifiuto di spiaccicarmi sulla faccia quelli della Kiko, che a quanto ho letto e visto in giro il loro lavoro lo fanno e hanno anche una discreta gamma di colori.
Vedremo, vedremo.
Di seguito gli altri acquistini di ieri:
- Benecos, lucidalabbra naturale color rosé (adooooro il Rose Garden della stessa linea, spero di adorare anche questo) tra l'altro a un prezzo molto inferiore a cui l'avevo comprato sull'altro sito
- Benecos Temperino (eh sì, son tornata alle matite)
- Benecos Fondotinta naturale in crema Nude
- La Saponaria Shampoo solido ai semi di lino
- Neve Cosmetics ombretto minerale color Ginger
Etichette:
acquisti online,
beauty,
Benecos,
bioecocosmesi,
Erbolario,
make-up,
recensioni
giovedì 4 dicembre 2014
Scrubba che ti passa: il sapone nero e il suo guanto
Oggi voglio parlare di un sapone di cui non conoscevo l'esistenza fino a qualche mese fa, e che mi sta stupendo sempre più: il sapone nero del Marocco (o di hammam).
In realtà non è proprio nero, come si vede nella foto, ma ha più un color marrone/verde molto scuro. A me ricorda un po' la marmellata di prugne. E' fatto con il 100% di ingredienti naturali, ricavato dall'olio d'oliva e molto ricco di vitamina E (o tocoferolo) e acidi grassi.
Io non ho la vasca da bagno, ma lo uso sotto la doccia e devo dire che è un toccasana per la mia pelle ultrasecca. Nella maggior parte dei casi te lo forniscono con anche il guanto esfoliante (kassa), ma se non doveste trovarlo si trova facilmente nelle erboristerie più fornite oppure su internet. Io l'ho comprato da bioprofumeria.it e te ne forniscono una bella quantità (600 ml, prezzo 19,50 €) con anche il guanto esfoliante. Ne basta poco, e svolge egregiamente il suo lavoro.
Io lo uso in due modi:
- a mo' di impacco/maschera: prima mi insapono, poi lo lascio agire per qualche minuto (mentre, ad esempio, mi massaggio i capelli con lo shampoo) e risciacquo. Dopodiché passo il guanto esfoliante.
- guanto+sapone: non è il metodo classico e raccomandato, è semplicemente il mio metodo, e lo adotto quando ho fretta e non mi sto lavando i capelli. Consiste semplicemente nel passare con piccoli movimenti circolari il guanto su tutto il corpo assieme al sapone, precedentemente cosparso e "schiumato" sul guanto.
La consistenza è solido-gelatinosa, ma a contatto con l'acqua si fa subito cremoso.
Gli scrub sono di mille tipi - io li adoro, perché ho una pelle da coccodrillo, soprattutto dal ginocchio in giù e sulle braccia - se ne possono fare di casalinghi con zucchero, miele, limone e altri ingredienti idratanti ma anche con varianti "scrubbanti" come ad esempio i semi di fragola o i noccioli di oliva tritati (aroma-zone.com). Io amo particolarmente quelli in panetto, per la loro praticità di utilizzo, ma non disdegno metodi alternativi come appunto il sapone nero.
Lavarsi e basta non è sufficiente per togliere al meglio le cellule morte e far sì che la nostra pelle non sia soggetta a tutte quelle spiacevoli imperfezioni quali peli incarniti, punti neri e, per chi la pelle secca come la mia, squame! Quindi gente, scrubbatevi il più possibile, maschietti inclusi!
Etichette:
beauty,
bioecocosmesi,
cosmetici,
natura,
recensioni,
salute,
saponi,
scrub
lunedì 1 dicembre 2014
Shampoo solidi Lush: sì o no?
Torno ancora una volta sull'argomento Lush perché c'è un prodotto che mi sta particolarmente a cuore: gli shampoo solidi. Comodissimi soprattutto in viaggio, hanno un grande difetto: l'SLS, ovvero il sodium lauryl sulfate. Non so se la Lush lo usi perché altri tensioattivi non puliscono bene quando lo shampoo è in questa forma o se perché è più economico di altri, fatto sta che, nonostante sul biodizionario (www.biodizionario.it) questo tensioattivo abbia bollino verde perché biodegradabile, è fuori discussione che sia aggressivo.
Ora, aggressivo è ben diverso dal dire pericoloso, inquinante o cancerogeno, perciò io continuo ad acquistare gli shampoo solidi Lush perché li alterno a shampoo liquidi con tensioattivi migliori. Poi è tutto soggettivo! Se avete la cute particolarmente sensibile, non ve li consiglio, come non vi consiglio lo shampoo Big (liquido ma con SLS e sale grosso intero!), che lava e sgrassa meglio dell'acqua ragia ma è veramente troppo, troppo aggressivo.
A me non hanno dato problemi se alternati con shampoo liquidi, però ho notato che appunto, se usati in modo esclusivo, tendono a seccare i miei capelli già molto secchi o addirittura a farmi prudere la cute in periodi (estate) di lavaggi intensi e frequenti.
Poi ce ne sono di meglio e di peggio: i nuovi (Copperhead, Braziliant, Montalbano ecc) hanno INCI migliore rispetto ai vecchi. In particolare mi piange il cuore nel dover rinunciare a Godiva, shampoo davvero niente male ma con INCI veramente non accettabile.
Altra cosa è il tensioattivo SLES, sodium laureth sulfate. Questo non è amico dell'ambiente - non è biodegradabile, bollino giallo sul biodizionario - ma è meno aggressivo sui capelli e sulla cute, soprattutto se ben bilanciato (da una betaina, ad esempio, ma per più info su questo vi rimando a carlitadolce). La Lush non ne fa uso sugli shampoo solidi, mentre lo usa per il prodotto FUN (dove non è comunque opportunamente bilanciato).
Per rispondere quindi al quesito da me posto: cute sensibile e capelli secchi? Shampoo solidi Lush NO. Cute e capelli grassi, niente ipersensibilità o allergie varie a cosmetici? Shampoo solidi Lush SI, ma alternandoli sempre e comunque a shampoo liquidi meno aggressivi (o per nulla aggressivi, tanto meglio).
Io vado a periodi, al momento ho terminato Godiva che mai più ricomprerò e non so se passerò a un altro shampoo solido (soprattutto in vista dei miei 8 giorni a Londra durante la chiusura Natalizia) oppure no.. Se lo farò sicuramente sceglierò quello con l'INCI più soddisfacente e non lo userò più di una volta a settimana.
Resta comunque un prodotto utilissimo per chi viaggia spesso e con soltanto il bagaglio a mano, magari, oltre che un prodotto innovativo.
Ci sono comunque modi per farseli a casa (www.aroma-zone.com alla sezione delle ricette "shampooing barre", sotto "famille") usando tensioattivi meno feroci.
Buone lavate di testa!
Etichette:
acquisti online,
beauty,
bioecocosmesi,
capelli,
cosmetici,
Lush,
natura,
salute,
tensioattivi,
viaggi
Siliconi? No grazie!
Mi sono convertita all'ecobio. E ci ho guadagnato in salute! Quando posso cerco di farmi i prodotti da me, quando no (principalmente per mancanza di tempo e di difficoltà nel reperire il materiale) li compro su internet solo da siti ecobio, che quindi vendono soltanto prodotti certificati ecobio.
Il che significa non solo amici della natura (ecologici e biologici) ma anche che contengono ingredienti naturali e non siliconi, PEG, paraffine di altro tipo, conservanti tipo parabeni, formaldeide e altre sostanze tossiche o cancerogene.
Per molto tempo sono stata Lush addicted, e ho comprato di tutto di più senza chiedermi troppo cosa ci fosse dentro ai prodotti. Ora ho iniziato a boicottare diversi prodotti, che a mio parere, oltre ad essere troppo costosi per quello che offrono, contengono sostanze decisamente poco naturali, spesso sostituibili con altre che hanno la stessa funzione (ma sono sicuramente più care per loro!) e potenzialmente dannose per pelle e capelli. Questo riguarda principalmente saponi (contengono l'EDTA) e le creme (contengono la triethanolamine, potenziale sviluppatrice delle cancerogene nitrosammine), anche se ci sono diversi shampoo che contengono tensioattivi poco delicati come il sodium laureth sulfate o il sodium lauryl sulfate, e sono davvero pochi quelli che a questo ingrediente (sempre ai primissimi posti) fanno seguire una betaina (che rende il prodotto accettabile perché in qualche modo contrasta l'aggressività del tensioattivo). La Lush ha comunque il pregio di non usare siliconi, perlomeno. Continuerò sicuramente ad acquistare gli oli da massaggio, con INCI verde e assolutamente eccezionali, e per la loro comodità anche alcuni shampoo solidi ovviando al problema del tensioattivo con l'alternarli a shampoo ecobio liquidi con tensioattivi di altro tipo. Anche FUN è un buon prodotto, nonostante il sodium laureth sulfate, però lo trovo un po' troppo caro. Le polverine (la special edition first snow, figli delle stelle ec) sono tutte ottime e verdi. Il mio prodotto preferito restano comunque i detergenti viso solidi (Aqua marina, Maisenza, Erbalibera e Angeli a fior di pelle) seppur carucci non me li faccio mai mancare, perché non contengono ingredienti dannosi e i soldi ce li spendo volentieri.
Abbandonando la Lush per il momento, attualmente sto rodando alcune marche ecobio. Per quanto riguarda il make-up trovo molto valide la Avril e la Benecos, sia perché appunto ecobio sia perché hanno costi decisamente inferiori alla media. Per farvi un esempio, un rossetto completamente ecobio della Avril costa dalle 7 alle 8 € a seconda di dove lo si acquista, mentre provate a guardare i prezzi dei rossetti della Lush e vi verrà un colpo.... Ok, la Kiko li fa a 2 o 3 €, ma provate a guardare gli ingredienti!
Sono assolutamente dipendente dal lucidalabbra Benecos "rose garden": colore eccezionale che si può modulare con una singola o più applicazioni, non è colloso e ha un profumo spaziale! Anche questo ha un costo che si aggira intorno alle 7 €.
Il che significa non solo amici della natura (ecologici e biologici) ma anche che contengono ingredienti naturali e non siliconi, PEG, paraffine di altro tipo, conservanti tipo parabeni, formaldeide e altre sostanze tossiche o cancerogene.
Per molto tempo sono stata Lush addicted, e ho comprato di tutto di più senza chiedermi troppo cosa ci fosse dentro ai prodotti. Ora ho iniziato a boicottare diversi prodotti, che a mio parere, oltre ad essere troppo costosi per quello che offrono, contengono sostanze decisamente poco naturali, spesso sostituibili con altre che hanno la stessa funzione (ma sono sicuramente più care per loro!) e potenzialmente dannose per pelle e capelli. Questo riguarda principalmente saponi (contengono l'EDTA) e le creme (contengono la triethanolamine, potenziale sviluppatrice delle cancerogene nitrosammine), anche se ci sono diversi shampoo che contengono tensioattivi poco delicati come il sodium laureth sulfate o il sodium lauryl sulfate, e sono davvero pochi quelli che a questo ingrediente (sempre ai primissimi posti) fanno seguire una betaina (che rende il prodotto accettabile perché in qualche modo contrasta l'aggressività del tensioattivo). La Lush ha comunque il pregio di non usare siliconi, perlomeno. Continuerò sicuramente ad acquistare gli oli da massaggio, con INCI verde e assolutamente eccezionali, e per la loro comodità anche alcuni shampoo solidi ovviando al problema del tensioattivo con l'alternarli a shampoo ecobio liquidi con tensioattivi di altro tipo. Anche FUN è un buon prodotto, nonostante il sodium laureth sulfate, però lo trovo un po' troppo caro. Le polverine (la special edition first snow, figli delle stelle ec) sono tutte ottime e verdi. Il mio prodotto preferito restano comunque i detergenti viso solidi (Aqua marina, Maisenza, Erbalibera e Angeli a fior di pelle) seppur carucci non me li faccio mai mancare, perché non contengono ingredienti dannosi e i soldi ce li spendo volentieri.
Abbandonando la Lush per il momento, attualmente sto rodando alcune marche ecobio. Per quanto riguarda il make-up trovo molto valide la Avril e la Benecos, sia perché appunto ecobio sia perché hanno costi decisamente inferiori alla media. Per farvi un esempio, un rossetto completamente ecobio della Avril costa dalle 7 alle 8 € a seconda di dove lo si acquista, mentre provate a guardare i prezzi dei rossetti della Lush e vi verrà un colpo.... Ok, la Kiko li fa a 2 o 3 €, ma provate a guardare gli ingredienti!
Sono assolutamente dipendente dal lucidalabbra Benecos "rose garden": colore eccezionale che si può modulare con una singola o più applicazioni, non è colloso e ha un profumo spaziale! Anche questo ha un costo che si aggira intorno alle 7 €.
Per quanto riguarda i cosmetici home-made ho scoperto a ottobre un sito, www.aroma-zone.com, purtroppo per chi non sa il francese proibitivo in quanto non hanno nemmeno contemplato una traduzione in inglese. E' davvero fornitissimo, non solo di materie prime ma anche di flaconi e di materiale per il dosaggio e la produzione vera e propria. Gli oli essenziali e vegetali, poi, hanno prezzi davvero ottimi.
I siti su cui acquisto i più svariati prodotti per ora sono mondevert e la bioprofumeria, ma ce ne sono tanti altri, basta che cerchiate bioecocosmesi su google e vi esce un mondo.
Il mio guru per l'ecobio è Carlita Dolce, provate a cercarla su youtube se vi interessa, è ferratissima in materia e capisce anche parecchio di chimica (se non ricordo male è tecnico di laboratorio biomedico) e ha anche un blog, www.carlitadolce.com. Da checkare e farsi un po' una cultura, se si vuole spendere poco ma avere risultati ottimi sia per la pelle che per i capelli.
Non è difficile, ve lo assicuro, per fare la maggior parte dei prodotti non serve essere chimici o avere chissà che esperienza in materia! Se ci riesco io ci riescono tutti!
Insomma, il succo è basta siliconi e sostanze che ci fanno solo male e che non valgono il prezzo che ci fanno pagare!
Etichette:
acquisti online,
Avril,
beauty,
Benecos,
bioecocosmesi,
cosmetici,
curiosità,
ecobio,
home-made,
Lush,
make-up,
natura,
notizie,
recensioni,
tensioattivi
Come si cambia....
Per non morire. Diceva una canzone.
Ne è passato di tempo dal mio ultimo post. Non sono mai stata una blogger prolifica, anche perché non è che il mio blog abbia mai suscitato tutto questo interesse. Lo faccio principalmente per me, perché sono sempre stata una che ha amato scrivere (più che altro a penna) per sfogarsi un po' o per raccontarsi, e credo che sia arrivato il momento di aggiornare la situazione anche qui indipendentemente da chi la leggerà.
L'anno scorso a ottobre ho cambiato vita.
E con cambiare vita intendo principalmente aver mollato il fidanzato e aver cambiato casa.
Ora vivo a 2 km a mezzo da lavoro contro i 45 di prima, quello che risparmio in benzina lo spendo di affitto ma almeno non rischio la vita per la strada e riesco bene o male a gestire la casa senza dover ricorrere alla donna delle pulizie.
Anche perché adesso la mia casa è molto più ridotta dei 200 metri quadri della casa che il mio ex volle per Grosseto. Anche a me piaceva, non lo nego, ma non era facile da mantenere e dovevamo per forza ricorrere alla donna delle pulizie (e via 200 € al mese. Ci son modi migliori per spendere i soldi).
A volte penso che ho aspettato troppo, ho sofferto troppo senza fiatare anche perché le volte che mi ero provata a fargli capire che c'era qualcosa che non andava guarda caso la colpa era sempre la mia, alla fine del discorso.
Ora mi sento di aver riacquistato non solo la mia libertà, ma me stessa. Mi sono ritrovata. E me lo dicono tutti, che Ilaria è tornata.
Ne è passato di tempo dal mio ultimo post. Non sono mai stata una blogger prolifica, anche perché non è che il mio blog abbia mai suscitato tutto questo interesse. Lo faccio principalmente per me, perché sono sempre stata una che ha amato scrivere (più che altro a penna) per sfogarsi un po' o per raccontarsi, e credo che sia arrivato il momento di aggiornare la situazione anche qui indipendentemente da chi la leggerà.
L'anno scorso a ottobre ho cambiato vita.
E con cambiare vita intendo principalmente aver mollato il fidanzato e aver cambiato casa.
Ora vivo a 2 km a mezzo da lavoro contro i 45 di prima, quello che risparmio in benzina lo spendo di affitto ma almeno non rischio la vita per la strada e riesco bene o male a gestire la casa senza dover ricorrere alla donna delle pulizie.
Anche perché adesso la mia casa è molto più ridotta dei 200 metri quadri della casa che il mio ex volle per Grosseto. Anche a me piaceva, non lo nego, ma non era facile da mantenere e dovevamo per forza ricorrere alla donna delle pulizie (e via 200 € al mese. Ci son modi migliori per spendere i soldi).
A volte penso che ho aspettato troppo, ho sofferto troppo senza fiatare anche perché le volte che mi ero provata a fargli capire che c'era qualcosa che non andava guarda caso la colpa era sempre la mia, alla fine del discorso.
Ora mi sento di aver riacquistato non solo la mia libertà, ma me stessa. Mi sono ritrovata. E me lo dicono tutti, che Ilaria è tornata.
Questa è una foto scattata dal mio attuale (e spero definitivo!) fidanzato, che è anche il mio collega (non "un" collega, visto che mandiamo avanti l'ufficio del vivaio da soli), il 28 giugno scorso al soundcheck dell'unico concerto dei Goosebumbs del 2014. Ora ho i capelli corti, un bob scalato che mi fa perdere 0 tempo per asciugarmi la testa a confronto con la chioma di prima! Del resto si sa, quando una donna fa qualche grande cambiamento nella sua vita di solito cambia anche i capelli.
Etichette:
cambiamenti,
capelli,
concerti,
convivenze,
musica,
notizie
giovedì 8 agosto 2013
Piccole cane crescono
La mia cana è lievitata.
Non c'è da stupirsi, visto che il mio ultimo post risale a dicembre dell'anno scorso.
Ora ha 14 mesi ed è in pieno calore. Il primo. Sta sbroccando di brutto.
E soprattutto sta mangiando una mutanda dopo l'altra (ho il parquet in casa, mi tocca tenergliele con tanto di assorbente!). Visto che costano 5 euro l'una quando va bene, menomale che alle cane vengono soltanto due volte l'anno (e durano 15/20 gg!) altrimenti mi ci vuole il mutuo.
Non c'è da stupirsi, visto che il mio ultimo post risale a dicembre dell'anno scorso.
Ora ha 14 mesi ed è in pieno calore. Il primo. Sta sbroccando di brutto.
E soprattutto sta mangiando una mutanda dopo l'altra (ho il parquet in casa, mi tocca tenergliele con tanto di assorbente!). Visto che costano 5 euro l'una quando va bene, menomale che alle cane vengono soltanto due volte l'anno (e durano 15/20 gg!) altrimenti mi ci vuole il mutuo.
lunedì 17 dicembre 2012
I nostri migliori amici
Retorica?
No.
Ora che ce ne ho uno tutto mio posso dire che è vero.
La palla di pelo in foto si chiama Aurora. Il mio ragazzo le ha dato il nome pensando non a quei fantastici fenomeni atmosferici chiamati aurore boreali o australi, e neanche a quella parte del giorno che non è notte e neanche alba.
L'ha chiamata come un inverter. Sapete, quei cosi che convertono la luce assorbita dai pannelli solari in elettricità. Più o meno, non sono del settore. Insomma, niente di romantico.
Ma lei se ne frega e va fiera del suo nome.
Mica penserete che è solo un batuffolo da coccolare e con cui giocare. Per certi versi è come avere un figlio. So che non posso fare questo paragone, che un cane difficilmente ti sveglia alle 3 di notte perché ha bisogno del latte e non devi cambiarle pannolini puzzolenti.
Ma devi sempre pulire la piscia e la cacca che nei primi mesi di vita la bestiola rovescia in ogni angolo della casa, acchiapparla al volo quando rientra dal giardino per cercare di asciugarle le zampe prima che sporchi di fango tutto il parquet, urlarle NO!! e sentire uno ad uno i capelli che si rizzano ogni volta che la sorprendi a scavare una buca in giardino (ovviamente sul lato della Dichondra), a mangiare il tappeto o a rosicchiare il muro.
Queste e tante altre belle cose si devono fare (DEVO fare), tra le quali non è da meno quello che il boyfriend ha ribattezzato il "cacca-tour", ossia quello che la sottoscritta (e non il boyfriend) deve fare ogni sabato mattina in giardino munita di guanti di lattice e sacchetti di plastica per togliere i "ricordini" che Aurora lascia ogni giorno sparsi sull'erba (e sulla Dichondra!!!) e che, sì, faranno anche concime, ma arrivati al venerdì sera quando apro la finestra sembra di stare in mezzo a un allevamento. E non di cani.
A parte questi aspetti poco piacevoli dell'avere un cane, il resto è un'esperienza unica.
E sapete qual è la cosa più bella (e pure più strana)? Accorgersi di come, crescendo, il cane faccia suoi alcuni aspetti del carattere del padrone. Dei padroni, nel caso nostro, visto che il proprietario ufficiale è il boyfriend ma nella realtà dei fatti io sono praticamente sua madre. O comunque la tata.
Aurora, nello specifico, è una gran paracula. E pure un po' ruffiana. Tratti che non ha certo preso da me...
Ma è anche molto socievole e determinata, e qui posso dire che abbia sicuramente attinto dalla mia personalità :)
Potete crederci o meno, ma ciò che è certo è che ora ho un'amica in più.
Perché c'è poco di più bello di un cane che sa quando stai male e viene a consolarti, che sa quando hai bisogno di coccole e viene a sedersi accanto a te porgendoti la testa, che impara velocemente quello che mai speravi potesse imparare, che ti corre incontro anche quando è passata solo mezz'ora dall'ultima volta in cui ti aveva vista.
Chi ha un cane lo sa: queste piccole perle di gioia che il nostro migliore amico ci regala valgono tutte le arrabbiature per le buche scavate e i tappeti mangiati, tutte le cacche raccolte e tutte le pipì asciugate.
No.
Ora che ce ne ho uno tutto mio posso dire che è vero.
La palla di pelo in foto si chiama Aurora. Il mio ragazzo le ha dato il nome pensando non a quei fantastici fenomeni atmosferici chiamati aurore boreali o australi, e neanche a quella parte del giorno che non è notte e neanche alba.
L'ha chiamata come un inverter. Sapete, quei cosi che convertono la luce assorbita dai pannelli solari in elettricità. Più o meno, non sono del settore. Insomma, niente di romantico.
Ma lei se ne frega e va fiera del suo nome.
Mica penserete che è solo un batuffolo da coccolare e con cui giocare. Per certi versi è come avere un figlio. So che non posso fare questo paragone, che un cane difficilmente ti sveglia alle 3 di notte perché ha bisogno del latte e non devi cambiarle pannolini puzzolenti.
Ma devi sempre pulire la piscia e la cacca che nei primi mesi di vita la bestiola rovescia in ogni angolo della casa, acchiapparla al volo quando rientra dal giardino per cercare di asciugarle le zampe prima che sporchi di fango tutto il parquet, urlarle NO!! e sentire uno ad uno i capelli che si rizzano ogni volta che la sorprendi a scavare una buca in giardino (ovviamente sul lato della Dichondra), a mangiare il tappeto o a rosicchiare il muro.
Queste e tante altre belle cose si devono fare (DEVO fare), tra le quali non è da meno quello che il boyfriend ha ribattezzato il "cacca-tour", ossia quello che la sottoscritta (e non il boyfriend) deve fare ogni sabato mattina in giardino munita di guanti di lattice e sacchetti di plastica per togliere i "ricordini" che Aurora lascia ogni giorno sparsi sull'erba (e sulla Dichondra!!!) e che, sì, faranno anche concime, ma arrivati al venerdì sera quando apro la finestra sembra di stare in mezzo a un allevamento. E non di cani.
A parte questi aspetti poco piacevoli dell'avere un cane, il resto è un'esperienza unica.
E sapete qual è la cosa più bella (e pure più strana)? Accorgersi di come, crescendo, il cane faccia suoi alcuni aspetti del carattere del padrone. Dei padroni, nel caso nostro, visto che il proprietario ufficiale è il boyfriend ma nella realtà dei fatti io sono praticamente sua madre. O comunque la tata.
Aurora, nello specifico, è una gran paracula. E pure un po' ruffiana. Tratti che non ha certo preso da me...
Ma è anche molto socievole e determinata, e qui posso dire che abbia sicuramente attinto dalla mia personalità :)
Potete crederci o meno, ma ciò che è certo è che ora ho un'amica in più.
Perché c'è poco di più bello di un cane che sa quando stai male e viene a consolarti, che sa quando hai bisogno di coccole e viene a sedersi accanto a te porgendoti la testa, che impara velocemente quello che mai speravi potesse imparare, che ti corre incontro anche quando è passata solo mezz'ora dall'ultima volta in cui ti aveva vista.
Chi ha un cane lo sa: queste piccole perle di gioia che il nostro migliore amico ci regala valgono tutte le arrabbiature per le buche scavate e i tappeti mangiati, tutte le cacche raccolte e tutte le pipì asciugate.
Giardinando
Quando ho visto i due giardini della nostra nuova casa, dove stiamo in affitto dai primi di novembre, ho avuto due reazioni contrastanti. La prima, di stupore. Stupore e meraviglia per il Trachelospermum jasminoides (o falso gelsomino, quello che profuma le strade dei paesini di mare), cresciuto così tanto da arrivare al tetto e che abbraccia un'intera parete in compagnia di altri rampicanti, come Hedera e Vitex. Ma anche per i grossi cespugli di Salvia officinalis e Rosmarinus officinalis Pyramidalis, i cui rametti ho già iniziato ad usare in cucina. Stupore e meraviglia c'erano anche per i 6 oleandri (Nerium oleander) di 3 metri che adornavano il bordo del giardino di fronte, proprio accanto al cancellino di ingresso. Ma li hanno potati prima che traslocassimo.
Altro stupore per la Cordyline indivisa (o Dracena, volgarmente), anche lei sui 3 metri e dalle tante chiome, che sembra voler abbracciare il giardino sul retro dove regnano 3 limoni in vaso, due giuggioli (Ziziphus ziziphus), la Dicondra (Dichondra repens) e.....
......il pratino all'inglese. Proprio come nel giardino di fronte, tra l'altro.
Ecco la seconda reazione. Non di stupore o meraviglia, ma di fastidio. Un pratino all'inglese in Maremma vuol dire litri e litri d'acqua d'innaffiatura. Per una attenta agli sprechi, non è proprio il massimo.
La cana ha già scavato un paio di buche (e si è già beccata sonore brontolate che entrano da un orecchio escono dall'altro). Una sulla dichondra (la ucciderei!!!) e una in pieno pratino inglese. Di quella quasi quasi ero contenta. Così toglie l'erba e io a marzo, imperterrita, ci pianto la Dichondra. L'ideale sarebbe un bel prato di Phyla nodiflora (o Lippia, o Wittadinia), che non si taglia e non si annaffia e fa dei deliziosi fioricini mieliferi. Ma dovrei sbudellare tutto il giardino e non credo che la cana apprezzerebbe le api.
Se non avete mai visto la Lippia, eccola qui.
Perché sprecare litri e litri d'acqua per mantenere un prato che non è fatto per stare nell'aridità e nell'afa della Maremma?
Non è meglio dotarsi di piante che sopravvivono in questo clima senza sforzo?
Altro stupore per la Cordyline indivisa (o Dracena, volgarmente), anche lei sui 3 metri e dalle tante chiome, che sembra voler abbracciare il giardino sul retro dove regnano 3 limoni in vaso, due giuggioli (Ziziphus ziziphus), la Dicondra (Dichondra repens) e.....
......il pratino all'inglese. Proprio come nel giardino di fronte, tra l'altro.
Ecco la seconda reazione. Non di stupore o meraviglia, ma di fastidio. Un pratino all'inglese in Maremma vuol dire litri e litri d'acqua d'innaffiatura. Per una attenta agli sprechi, non è proprio il massimo.
La cana ha già scavato un paio di buche (e si è già beccata sonore brontolate che entrano da un orecchio escono dall'altro). Una sulla dichondra (la ucciderei!!!) e una in pieno pratino inglese. Di quella quasi quasi ero contenta. Così toglie l'erba e io a marzo, imperterrita, ci pianto la Dichondra. L'ideale sarebbe un bel prato di Phyla nodiflora (o Lippia, o Wittadinia), che non si taglia e non si annaffia e fa dei deliziosi fioricini mieliferi. Ma dovrei sbudellare tutto il giardino e non credo che la cana apprezzerebbe le api.
Se non avete mai visto la Lippia, eccola qui.
Perché sprecare litri e litri d'acqua per mantenere un prato che non è fatto per stare nell'aridità e nell'afa della Maremma?
Non è meglio dotarsi di piante che sopravvivono in questo clima senza sforzo?
Etichette:
Aurora,
convivenze,
giardinaggio,
natura,
riflessioni
lunedì 19 novembre 2012
Acqua e fango
Un incendio si spegne.
Ma un'alluvione non si ferma.
Erano le 8 di mattina quando, cercando di andare a lavoro sotto cascate di pioggia, sono arrivata ad Albinia, a 3 km dal vivaio in cui lavoro. Di solito non passo da lì, ma il bivio di San Donato era già sommerso, l'acqua che quasi toccava il cartello.
La gente di Albinia aveva già, in alcuni punti del paese, l'acqua alle ginocchia.
Alle 9 l'esondazione dei due torrenti affluenti dell'Albegna, la cui acqua ha spazzato via l'intero paese di Albinia e i campi intorno.
Non c'è più niente, solo il fango.
Grazie al fatto che la mia non è una macchina sportiva ma un Pandino, sono riuscita in qualche modo a tornare a casa, dopo mille giri intorno all'Aurelia già interrotta da Newjersey e guardrail strappati dall'acqua, già occlusa da laghi di acqua marrone.
Durante il tragitto tra acqua a scroscio e fango pensavo a cosa sarebbe successo ad Albinia, dove c'erano soltanto una macchina dei vigili e una della forestale a dire alle persone di tornare verso nord.
Dopo un viaggio di tre ore, tra andare e tornare, aperta la porta della mia nuova casa a Grosseto mi sono sentita fortunata come mai in tutta la mia vita.
Un mio collega ha perso casa e auto, un'altra l'auto, un'altra ha un parente isolato.
5 morti.
E se fossero stati gli argini dell'Albegna a rompersi di colpo, sarebbero stati molti di più.
In questi giorni ci chiamano al vivaio, ci chiedono come stiamo, se abbiamo avuto danni. Ne abbiamo avuti, sì, molti. Ma ci è andata anche bene, se pensiamo a chi non ha più niente. Nonostante tutto, il 15 è arrivato puntuale lo stipendio.
E allora eccolo, il senso di colpa dei sopravvissuti. Quella consapevolezza di poter fare ben poco per cambiare la situazione.
Impotenza. Ecco quello che si prova. Ed è la peggiore delle sensazioni.
Ma un'alluvione non si ferma.
Erano le 8 di mattina quando, cercando di andare a lavoro sotto cascate di pioggia, sono arrivata ad Albinia, a 3 km dal vivaio in cui lavoro. Di solito non passo da lì, ma il bivio di San Donato era già sommerso, l'acqua che quasi toccava il cartello.
La gente di Albinia aveva già, in alcuni punti del paese, l'acqua alle ginocchia.
Alle 9 l'esondazione dei due torrenti affluenti dell'Albegna, la cui acqua ha spazzato via l'intero paese di Albinia e i campi intorno.
Non c'è più niente, solo il fango.
Grazie al fatto che la mia non è una macchina sportiva ma un Pandino, sono riuscita in qualche modo a tornare a casa, dopo mille giri intorno all'Aurelia già interrotta da Newjersey e guardrail strappati dall'acqua, già occlusa da laghi di acqua marrone.
Durante il tragitto tra acqua a scroscio e fango pensavo a cosa sarebbe successo ad Albinia, dove c'erano soltanto una macchina dei vigili e una della forestale a dire alle persone di tornare verso nord.
Dopo un viaggio di tre ore, tra andare e tornare, aperta la porta della mia nuova casa a Grosseto mi sono sentita fortunata come mai in tutta la mia vita.
Un mio collega ha perso casa e auto, un'altra l'auto, un'altra ha un parente isolato.
5 morti.
E se fossero stati gli argini dell'Albegna a rompersi di colpo, sarebbero stati molti di più.
In questi giorni ci chiamano al vivaio, ci chiedono come stiamo, se abbiamo avuto danni. Ne abbiamo avuti, sì, molti. Ma ci è andata anche bene, se pensiamo a chi non ha più niente. Nonostante tutto, il 15 è arrivato puntuale lo stipendio.
E allora eccolo, il senso di colpa dei sopravvissuti. Quella consapevolezza di poter fare ben poco per cambiare la situazione.
Impotenza. Ecco quello che si prova. Ed è la peggiore delle sensazioni.
Iscriviti a:
Post (Atom)








